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LUCIANO LAUNIUS "Painters Of Ether" (Recensione - Track by track)




Full-length, Full-length, Experience Music Label
(2021)

Inizia novembre….un mese che non mi è congeniale. Amo l’estate ed il caldo, il mare e le vacanze, rifuggo la pioggia e la neve ed il freddo mi fa ribrezzo. Sono un metallaro estivo, va beh, non tutte le ciambelle escono borchiate! Ma ecco che la provvidenza arriva a rallegrarmi, invitandomi ad ascoltare ed a raccontarti, gentile lettore, questo album di power metal sinfonico creato da Luciano Launius, musicista e chitarrista Italo-Americano, il quale per fare questa vera e propria “Opera Metal” ha chiamato a sé una quantità mostruosa di ospiti provenienti da band nostrane ed internazionali, infatti ogni brano è caratterizzato da una line-up diversa. Ovviamente ogni pezzo “suona “in modo diverso, la mia curiosità è altissima, otto brani per circa un ora di ascolto!

Si parte con il track by track!

01. Defenders of Lorenia 
Guest: Paolo Perazzani (Batteria), Nick Muneratti (Basso), Henning Basse (Voce):
L’intro di questo primo pezzo è lunghissimo: tastiere e sintetizzatori, voci narranti e cori, poi piano piano l’epicità aumenta e come una carezza parte la chitarra seguita dalla batteria, poi la voce di Basse che è davvero molto ben centrata, il ritornello è estremamente melodico tanto da rimanere in testa. Il pezzo è davvero molto lungo e supera i dodici minuti. Il buon Luciano di scalda le mani con diversi virtuosismi di chitarra che rendono la composizione vivace senza annoiare l’ascoltatore. Non si può non tenere conto del grande lavoro della tastiera che rende il brano ampio, esaltandone la spazialità.

02. Euterpe 
Guest: Francesco Tresca (Batteria), Matteo Galbier (Basso), Fabio Dessi (Voce), Luca Veronese (Tastiere), Silvia Violet Balbo (Soprano):
L’attacco del secondo pezzo è molto epico ed arioso, la voce di Dessi è incastonata nel muro sonoro creato dai musicisti, la batteria è potente e precisa mentre la chitarra giganteggia sulla composizione, un brano davvero molto interessante, decisamente melodico. Poi come un fulmine a ciel sereno la voce splendida del soprano che rende il brano ancora più entusiasmante.

03. Silent Sinners 
Guest: Francesco Paluan (Batteria), Alessandro Jacobi (Basso), Giacomo Voli (Voce):
Inizio tutto sommato inquietante, poi il riff di chitarra molto catcy. La voce di Voli è decisamente più aggressiva di quelle sentite nei pezzi precedenti, il groove è più “spesso”, i ritmi molto più tirati e i soli di chitarra sono brevi ed incisivi, la canzone all’ascolto è heavy metal di stampo molto più classico, meno power.

04. Demon Hunter 
Guest: Demis Castellari (Batteria), Leone Villani Conti (Basso), Tomi Fooler (Voce), Enrico Marchiotto (Tastiere):
Tastiere e riff di chitarra ficcante, batteria potente e rotonda. La voce è particolare, di chiaro stampo power, interessante il connubio basso e tastiere, che aumenta sicuramente il mood del pezzo rendendolo trascinante e divertente da ascoltare. Gli assoli di chitarra e le orchestrazioni sono sempre ben gestite senza diventare una presenza troppo ingombrante.

05. The Young Pharisee and the apprentice
Guest: Manu Lotter (Batteria), Giorgio JT Terenziani (Basso), Michele Luppi (Voce), Andy Martongelli (Solo finale chitarra):
Il colpo di chitarrone iniziale è davvero stordente, poi via di riff ed assolo di chitarra in rapida successione , voce meno power e molto più heavy con meno vocalizzi, il brano si presenta molto lineare e decisamente corposo. Quella di Luppi è una voce che mi è sempre piaciuta, molto morigerata, mai esagerata, ma che sa sorprendere quando meno te lo aspetti. Dal punto di vista delle architetture sonore qui siamo a livelli cosmici; cambi ti ritmo, assoli a josa dove Launius si esprime in modo sensazionale. Il finale a cura di Andy Martongelli è la ciliegina sulla torta di un brano di per sé perfetto.

06. Elders of Serion
Guest: Herbert Loureiro (Batteria), Sergio Dr. Schafausen (Basso), Mayo Petranin (Voce):
Ritmi tamburellanti e serrati che trasudano epicità. La voce dello slovacco Mayo Petranin è molto più roca ed aggressiva. Il brano ha un impatto devastante, infatti esce dalle casse dello stereo come un vero fiume in piena, pian piano che prosegue diventa sempre più grosso, il muro sonoro creato è eccezionale, inframmezzato da cori e soli di chitarra. Meglio di così...

07. The Dancing Butterfly
Guest: Michele Olmi (Batteria), Andrea Lonardi (Basso), Massimo Cavallari (Piano), Chiara Tricarico (Voce):
Il pianoforte iniziale ha un approccio suadente e delicato, la voce di Chiara Tricarico è ispirata ed infonde armonia, il titolo è azzeccatissimo, infatti l’andamento del pezzo è proprio questo, una farfalla che danza. A me questi pezzi molto passionali in un disco power tirato come questo piacciono da impazzire, e dopo alcuni minuti il brano prende quota, si uniscono batteria e chitarra elettrica ed il risultato è stupefacente poi tutto si acquieta e ritorna il pianoforte a chiudere il penultimo brano dell’opera.

08. The land beyond time
Guest: Mike Terrana (Batteria), Mike Lepond (Basso), Giambattista Manenti (Voce):
Ed eccoci ora all’ultimo pezzo del disco, questo è il più lungo dei precedenti sette, siamo oltre i tredici minuti, sicuramente epici, tirati, pomposi e davvero divertenti. Gli interpreti di questa ultima cartuccia sparata da Launius sono di primissimo piano e si sente subito dalla forza sprigionata dalla canzone che riesce come un gas fatto di vibrazioni sonore ad occupare tutto lo spazio possibile. Un pezzo incredibilmente vivo che nonostante la sua durata non annoia, anzi entusiasma, e tiene sempre alta l’attenzione dell’ascoltatore. Un brano contraddistinto da tantissimi cambi di ritmo, orchestrazioni e virtuosismi strumentali da parte di tutti i protagonisti.


CONSIDERAZIONI FINALI:
Questo disco non può che piacere a tutti gli amati del power, dell’heavy e del metal in generale, un disco praticamente perfetto, sia dal punto di vista tecnico compositivo che dal punto di vista strettamente sonoro. un disco però terribilmente freddo, se non per il penultimo pezzo. Un album che sembra creato in laboratorio, senza quella dose di passionalità che induce anche all’errore, anche a “sporcare” qualche traccia per renderla più umana. L’iper-tecnica, la precisione millimetrica e la chitarra chirurgica piacciono, la limpidezza dei suoni mi delizia, ma quando è tutto così perfetto e manca l’anima….rimane un bellissimo contenitore vuoto. Ovviamente non è possibile dare dei giudizi sui musicisti intervenuti, qui ci troviamo all’apice della bravura….quindi mi astengo! Durante la recensione di ogni singolo pezzo, questa volta ho cercato di essere meno coinvolto possibile in modo da darti, caro lettore, una visione più asettica possibile e quindi da poterti permettere di fare le tue valutazioni una volta ascoltato il disco….se lo farai. La mia valutazione è qui sotto.

Recensore: Igor gazza
Voto: 8/10 

Tracklist + guest:
01. Defenders of Lorenia: Paolo Perazzani (Batteria), Nick Muneratti (Basso), Henning Basse (Voce)
02. Euterpe (singolo): Francesco Tresca (Batteria), Matteo Galbier (Basso), Fabio Dessi (Voce), Luca Veronese (Tastiere), Silvia Violet Balbo (Soprano)
03. Silent Sinners: Francesco Paluan (Batteria), Alessandro Jacobi (Basso), Giacomo Voli (Voce)
04. Demon Hunter: Demis Castellari (Batteria), Leone Villani Conti (Basso), Tomi Fooler (Voce), Enrico Marchiotto (Tastiere)
05. The Young Pharisee and the apprentice (singolo): Manu Lotter (Batteria), Giorgio JT Terenziani (Basso), Michele Luppi (Voce), Andy Martongelli (Solo finale chitarra)
06. Elders of Serion: Herbert Loureiro (Batteria), Sergio Dr. Schafausen (Basso), Mayo Petranin (Voce)
07. The Dancing Butterfly: Michele Olmi (Batteria), Andrea Lonardi (Basso), Massimo Cavallari (Piano), Chiara Tricarico (Voce)
08. The land beyond time: Mike Terrana (Batteria), Mike Lepond (Basso), Giambattista Manenti (Voce)

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