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VARNOK "Anthropogenic" (Recensione - Track by Track)


EP,  Autoprodotto
(2021)

Dei Warnok si hanno poche notizie. Sono attualmente un duo composto dal batterista Baca e dal chitarrista e cantante Ralex Friesen: il primo statunitense. il secondo canadese. La band inizialmente aveva anche un bassista, Death Joe, allontanatosi dal gruppo per ragioni non specificate. I Varnok hanno all’attivo alcuni demo, qualche EP, ed alcuni split, l’ultimo dei quali con i Crystal Tower nel 2021 che, udite udite, sono sempre formati dal duo Baca/Ralex. Thrash Old School con qualche spunto tecnico in più, questa è la proposta musicale della band che oggi andiamo a recensire con il suo ultimo ep intitolato "Anthropogenic"; sei pezzi per circa venticinque minuti di total running.


TRACK BY TRACK:

01. Who Goes There
Il basso elettrico apre il disco, mentre un delicato arpeggio di chitarra si staglia all’orizzonte, poi batteria e voce, la prima carica e rotonda, la seconda molto roca e grave; la si potrebbe assimilare ad un growl. Interessanti sono le parti di basso che incidono in modo decisivo sul groove del pezzo. Sui due minuti e mezzo un lungo e distorto assolo di chitarra, interrotto bruscamente da un urlo spropositato del simpatico Ralex. Buon pezzo ma nulla più.

02. Tickling the Dragon's Tail
La traccia inizia con disturbi elettrostatici e poi il secco attacco di batteria e chitarra. La voce è praticamente uguale a prima, il ritmo è arrembante, il ritornello è melodico al punto giusto, anche qui come nel brano precedente il basso si sente in modo prepotente, rendendo il pezzo bello tirato. L’assolo di chitarra arriva dopo i due minuti, subito dopo un bel cambio di ritmo. Che dire, questa seconda traccia risulta meno standard thrash metal rispetto alla precedente.

03. Anticop
La chitarra simula la sirena della polizia, bella trovata! Bello anche il riff di basso, il tutto mi ricorda,  molto una ben nota band brasiliana (Sepultura). Il ritornello è urlato in faccia all’ascoltatore, interessante e godibile ma assolutamente scontato e senza mordente. L’unico fattore positivo è il ritmo tamburellante che contraddistingue il pezzo…

04. Transient Beings
Ritmo sinusoidale, basso e batteria con al seguito la chitarra che spara riffoni come se non ci fosse un domani, ottimo muro del suono, da sinusoidale il ritmo passa ad incalzante. Questa quarta traccia è sicuramente più tecnica, con qualche architettura sonora più articolata, che mi pare la migliore dell’ep.

05. Revenant
Riff di chitarra affilata e la penultima traccia è servita, thrash metal old school a livelli cosmici, pure con i coretti. Interessante e ben strutturato l’impatto sonoro, carino, ma ahimè pacchiano l’assolo di chitarra. E la voce…beh, questa la salto che tanto è sempre uguale.

06. The Deluge of Fire
Ed eccoci alla fine, questo è il brano di chiusura, il più lungo, circa sei minuti. Si parte a spron battuto, chitarra e batteria, questa volta un po’ scarica, basso sempre sull’altare del vincitore, la voce che in alcune occasione cambia tonalità. L’immancabile assolo arriva sui tre minuti e trenta, e si ripete sui cinque minuti. Il brano si trascina incazzato e noioso fino al termine, dove un delicato arpeggio di chitarra chiude il brano e l’ep.


CONSIDERAZIONI FINALI:
Dunque, sulle competenze prettamente tecniche ed esecutive dei due nord-americani nessun dubbio, bravissimi e centratissimi su quale padiglione auricolare sfondare. Mi piacciono molto le linee di basso, questo è vero, e bisogna dargliene merito. Ormai lo sanno anche i muri che il thrash metal old school è clinicamente morto, non si riesce più ad ascoltare determinati prodotti nel 2021. La musica è evoluzione, e voler rimanere attaccati al passato è veramente cercare l’auto-estinzione...

Recensore: Igor Gazza
Valutazione: 5,5/10

Tracklist:
1. Who Goes There 04:41
2. Tickling the Dragon's Tail 04:20
3. Anticop 03:26
4. Transient Beings 04:32
5. Revenant 03:02
6. The Deluge of Fire 05:25

DURATA TOTALE: 25:26

Line-up:
Baca: Drums
Ralex Friesen: Guitars, Bass, Vocals

Links:
Bandcamp
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