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ARCANE TALES "Tales from Sharanworld" (Recensione - Track by Track)

 


Full-length, Broken Bones Records & Promotion/Silvertream Records
(2021)

Ciao caro lettore affezionato. Non mi capita spesso di recensire del power-metal, non è un genere a me affine o meglio, lo uso a piccole dosi, ma con gli Arcane Tales è diverso. Sì perché qui si parla di un’eccellenza italiana. Avevo già ascoltato qualcosa di questa one man band di Verona, dove il deus ex machina di tutto risponde al nome di Luigi Soranno, mentre la label produzione e dalla Broken Bones Records & Promotion in collaborazione con Silverstream Records. Gli Arcane Tales hanno dato alla luce ben quattro corposi album, cinque con questo, power-metal di stampo prettamente a tema fantasy, cappa e spada tanto per intenderci, album epici ed intensi. Tornando al disco in recensione possiamo dire che è composto da tredici tracce per circa un'ora di ascolto. Quindi tanta è la mia curiosità che per l’occasione sono andato ad affilare la mia ascia bipenne…E chi non legge tutta la mia recensione assaggerà il mio acciaio!!!!!


01. Under Siege
Che all’assedio abbia inizio, cavalli, cori tamburi da guerra, corni e spade….

02. Wall of Shields
La batteria è rotonda e piena, la chitarra agisce di conseguenza, tutto trasuda epicità, il ritornello è molto ficcante e rimane nella testa, bello il rimbalzare tra voce solista e cori. Il pezzo in questo modo acquista dinamicità, gli svariati virtuosismi di chitarra donano freschezza ad un brano davvero ben congegnato.

03. The Shadow's Raise
Continua il filo conduttore del brano precedente, i ritmi sono serrati, con la chitarra che lancia riff come fiammate, anche qui potenza e melodia. I cori creano una bella sintonia con il mood del brano, un brano che man mano si apre e mostra la sua ampiezza mentre i minuti scorrono. A metà traccia i ritmi si rilassano per lasciare spazio ad un’atmosfera più riflessiva, ed ecco che un colpo di tamburo ci risveglia dal nostro momento di quiete, tutto riparte più lento e pesante, assoli di chitarra e cori che mi invogliano ad usare la bipenne….un brano decisamente esuberante.

04. Mirror of the Dark Side
La partenza di questa traccia è decisamente più cupa di quelle precedenti, batteria grossa e chitarra pulita che dopo un minuto si danno appuntamento per una bella cavalcata con le tastiere a supporto. Poi i ritmi rallentano: basso, tastiere, voce e batteria, quest'ultima davvero interessante ed intensa. Un brano particolare, mai banale con delle architetture sonore importanti che donano alla traccia un alone quasi mistico.

05. Magic Spell
Ritmo subito serrato, riff di chitarra super chatcy, la batteria è velocissima, la voce è quella tipica del power compresi gli acuti, il ritornello vuole ad ogni costo rimanere nel cervello tanto è ficcante. Traccia questa molto più tipicamente power rispetto alla precedente, ottima anche questa quinta traccia.

06. The Banquet
La partenza è molto folkeggiante per poi partire con una batteria corposa, tastiere e chitarra a formare un buon muro sonoro. Un brano tutto sommato breve ma “dritto” e bello diretto, mi piace davvero come esce dalle casse dello stereo.

07. Raging Blade
Suoni d’organo prendono possesso della scena e poi una chitarra quasi eterea irrompe nella soluzione di continuità del brano. L’epicità è palpabile, anche qui si può apprezzare come le strutture sonore siano perfette al millesimo, come tutto fili dritto dando un pezzo decisamente vivo e dinamico. Sul finire bellissimo assolo di chitarra.

08. Ghostly Whispers
Altro brano dai ritmi serrati, il muro del suono questa volta è spaventoso, poi tutto si calma prima di ripartire di scatto. Cori e voce solista donano a questa traccia un sapore che solo il buon vecchio power di una volta poteva dare, sui tre minuti ancora un buon assolo di chitarra che rende ancora tutto più maestoso, la voce growl sul finire è la ciliegina sulla torta di un pezzo decisamente ben fatto.

09. Rainbows' Valley
Brano molto breve, solo chitarra acustica e tastiere, pensato come intro per il pezzo successivo.

10. Battle for Earth
Batteria potente, chitarre epiche, e via si parte subito con un’allegra cavalcata. Poi i cori, la voce è tirata e melodica come nella migliore tradizione power. Mi piace molto quando alla potenza si aggiunge la melodia e a metà brano i ritmi si abbassano ed aumenta il pathos, assolo di basso e poi di chitarra ed ecco che tutto si velocizza e si arriva alla prossima canzone.

11. Screams the Eternal Fortress
Inizio carico e potente per l’undicesima traccia. La batteria è prepotente e piena, le orchestrazioni rendono il suono ampio e estremamente coinvolgente. Armonia e melodia, un connubio imprescindibile per il power che in questo brano viene rispettato in modo davvero eccellente. Anche la voce è gestita in modo sapiente con un mix di voce mi viene da dire “normale” e vocalizzi acuti che modificano il continuum musicale. Il brano è sufficientemente lungo ma non ha momenti di cedimento significativi e  sul finale abbiamo un ottimo solo di chitarra che avvolge l’ascoltatore.

12. Winter Symphony
L’inizio è inquietante, con tastiere ed orchestra. Lo ammetto, questo è il brano che più mi ha entusiasmato, perché alterna dei momenti più carichi ed intensi a momenti più evocativi. La voce si modifica a seconda delle sonorità, si passa dal cantato in clean ad un cantato operistico. Tante sono le architetture sonore da far venire la pelle d’oca, si sprecano i virtuosismi di chitarra…Un pezzo intenso, passionale. Luigi, perdonami, eleggo questo come anima e cuore di questo disco…

13. Angels' Descent
Ed ecco l’ultimo capitolo dell’opera, cattiva fin dall’inizio. Ritmo altissimo, voce anche qui che alterna connotati operistici, clean vocals, growls e acuti….un brano corto ma completo e rabbioso. Batteria poderosa, chitarre saettanti ed orchestrazioni sagacemente settate.


CONSIDERAZIONI FINALI:
Poffarbacco, un disco che mi ha lasciato senza fiato, era da un bel po' di tempo che non ascoltavo power metal e devo dire che me pento. Il disco in recensione è davvero un gioiellino, suonato in modo direi perfetto, la produzione è curatissima in ogni dettaglio, quasi maniacale. Un disco super consigliato a tutti quelli che amano il genere, anzi vi consiglio tutta la discografia di questo pazzo di Luigi Soranno con i suoi Arcane Tales.

Igor Gazza
Voto: 9/10 

Tracklist:
01. Under Siege
02. Wall of Shields
03. The Shadow's Raise
04. Mirror of the Dark Side
05. Magic Spell
06. The Banquet
07. Raging Blade
08. Ghostly Whispers
09. Rainbows' Valley
10. Battle for Earth
11. Screams the Eternal Fortress
12. Winter Symphony
13. Angels' Descent

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