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HATENSHRINE "When The Infinity Ends" (Recensione - Track by Track)


Full-length, Autoprodotto
(2021)

Ciao caro lettore, oggi in questo mese di marzo ti propongo la recensione dell’album di debutto degli Hatenshrine, una band ligure proveniente da Albenga, ridente comune turistico in provincia di Savona, fautrice di un black-metal melodico con degli spunti death e power. Ma prima un po’ di storia. Nel 2011 gli Hatenshrine hanno rilasciato una demo dal titolo “Universe Creation”, adesso dopo dieci anni, ecco il loro album di debutto e contestualmente faccio gli onori di casa e presento i musicisti:

Gabriele "Hollow" Ricciuto Basso
Davide "Dævil" Bruschetta Batteria
Davide "Hades" Castiglione Chitarra e Voce

Il disco in recensione è composto da nove tracce per un totale di circa quaranta minuti di musica senza respiro. Curiosi? Anch’io!!!


01. Free Me For To Live
Batteria grossa, cori e stacco in perfetto stile black-metal, i ritmi sono elevatissimi, pezzo decisamente melodico, il cantato in scream lo rende vivacemente caustico, il basso si fa sentire in modo interessante, e compatta bene il suono. Pezzo poderoso ma allo stesso tempo molto poco carismatico. Questo primo brano già mi fa capire che tipo di band andrò a recensire…

02. Spitting Out My Pain
La partenza di questo secondo pezzo è pari a quella del precedente brano: batteria prepotente, ritmo tamburellante, chitarra affilata come un rasoio e scream indiavolato, qua e la assoli di chitarra anche di ottima fattura. Quello che manca è la personalità, infatti è tutto meraviglioso, pulito e d’impatto ma asettico e senza identità. Mi riesce molto difficile appassionarmi a questo tipo di impostazione musicale.

03. When The Infinity Ends
Parliamo ora della title-track, dopo le urla dello screamer si parte con un rimo tritatutto, chitarra e basso creano un consistente muro sonoro, il pezzo è di sicuro impatto ed i musicisti si dimostrano davvero degli ottimi esecutori. Il solo di chitarra a metà brano è pregevole ed aumenta l’appeal generale della composizione, interessante anche il ritornello.

04. Weak's Ancestry
Questo in assoluto è il brano che preferisco, l’unico con un po' di personalità ed originalità, una mosca bianca in queste fin ora quattro tracce recensite, infatti parte con un riff decisamente divertente. Il pezzo entusiasma man mano che i minuti procedono, i virtuosismi di chitarra si susseguono veementi ed il brano giunge trionfalmente alla conclusione.

05. Ira
Batteria e chitarra duettano sullo scream del cantante, il brano prende velocemente quota. E' tanto e tale il muro sonoro del pezzo che quasi entra a far parte del rumore di fondo, il pezzo risulta alquanto scontato e tutto sommato abbastanza noioso se non fosse che a circa due minuti e trenta si sveglia il basso e qualcosa cambia. Infatti il brano aumenta il suo appeal come fosse quasi una fiammata, coronata dal bell’assolo di chitarra...il finale risulta comunque interessante. La mia perplessità comunque rimane immutata.

06. Prelude To Madness
Riff di chitarra e cori, poi si riparte con un copia ed incolla (ben fatto suonato, da Dio), ma già sentito non una volta, ma mille volte nella storia del metal. Cavalcatona di chitarra e scream devastante, il batterista si spella mani e piedi tanto è prode nel velocizzare il proprio operato, ed anche lui caspita, è una macchina da guerra, il bassista tende le corde della sua “arma” al limite dell’umano…..il risultato è fantastico ma...tremendamente pacchiano.

07. In A Coat Called Night
Batteria a mitraglia, e via scream che man mano diventa enorme, il brano prende immediatamente le fattezze di un brano black metal dai connotati molto melodici, quasi melensi, e poi sui due minuti e mezzo attacca un super assolo di chitarra seguito da un’impennata ritmica prepotente poi si ritorna sullo "scontatello" andante che sfocia nello stucchevole.

08. Universe Creation
Riff di chitarra e batteria in stile black metal vecchio stampo, i vocalizzi sono arcigni e rabbiosi. Nulla da dire, il brano ha un ottimo tiro, molto catchy con le sue sonorità che man mano si modernizzano. Il chitarrista sui tre minuti riesce a sparare un assolo in perfetto stile hard-rock, che detto tra noi, non ha alcun significato….che dire, a volte i brani ci piacciono all’inizio e poi ci deludono alla fine e viceversa….c’est la vie...

09. Hatenshrine
Ultimo brano dell’opera, apertura di batteria e chitarra che giocano a rincorrersi con quest’ultima che spara un riff ultra riscaldato, ma mi domando, perché? Il pezzo di per sé è pure carino se non fosse che anche qui mi vien da dire: ”personalità portami via". Anche il ritornello è simpatico ma nulla di più. L’arpeggio di chitarra sui 3 e 28 è nuovamente prevedibile, da stracciarsi le vesti, poi il brano continua fino alla chiusura del disco.


CONCLUSIONI:
Cosa posso dire: se dovessi dare un’opinione sulla bravura della band darei un 5000 perché questi ragazzi sono stratosferici, bravissimi, superlativi e hanno una connessione con i loro strumenti che sembra quasi sovrannaturale. E questo mi fa andare in bestia, perché se dovessi dargli un voto sull’originalità e sulla personalità delle canzoni darei 0; sì perché mi domando, con le potenzialità che hanno questi ragazzi liguri potrebbero fare il culo a chiunque, ed invece si limitano a fare un compitino, facile facile e a buttare fuori un disco senza nè corpo nè anima. Mi vorrei soffermare su quest’ultimo punto e dichiarare senza alcun dubbio che l’ascoltatore attento non sottovaluta questo aspetto, è quello che ti permette di ascoltare un disco con trasporto e di anelarne il compimento, la speranza e la voglia di ascoltarlo più volte. In questo caso ho veramente atteso con impazienza la fine del disco… Morale della favola: non posso accettare che una band dalle potenzialità smisurate come questa faccia un disco cosi!! Mischiandosi con il marasma generale di band mediocri che propongono la stessa minestra riscaldata.
P.S. cari Hatenshrine, scusate per il pippone, forse esagerato, ma credo davvero in voi, siete più molto di più di quello che proponete in questo disco.

Recensore: Igor Gazza
Voto: 6/10 

Tracklist:
1. Free Me For To Live 
2. Spitting Out My Pain 
3. When The Infinity Ends 
4. Weak's Ancestry 
5. Ira 
6. Prelude To Madness
7. In A Coat Called Night
8. Universe Creation 
9. HatEnshrinE 

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