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LETHIAN DREAMS "A Shadow of Memories" (Recensione - Track by Track)


Full-length, Autoprodotto
(2020)

Ciao caro lettore in questo periodo, con l’approcciarsi dell’inverno, ad autunno inoltrato, con il vento che sferza le fronde degli alberi spogli prepotentemente mi sale la voglia di recensire un album di atmospheric doom metal, ma non di una band a caso, ma dei Lethian Dreams!!!  Questi ragazzi francesi a mio modesto parere sono gli anfitrioni di un doom metal raffinato, stilisticamente perfetto e romantico, di cui mi sono innamorato già nel 2009 dopo l’ascolto del loro primo album “Bleak Silver Streams” poi con i successivi “Season of Raven Words” del 2012 e “Red Silence Lodge” del 2014. Per me un amore viscerale quello per il doom-metal e le varie diramazioni come il funeral doom e l’atmospheric, ritmi lenti, atmosfere cupe e cariche di mistero, chitarre eteree, voci struggenti. Ora non sono solo curioso di ascoltare ed di raccontarti questo disco ma sono anche estremamente orgoglioso di dire (scrivere) finalmente cosa penso dei di questa band e dei loro album. I Lethian Dreams sono un trio composto da Matthieu Sachs (chitarra) e Carline Van Roos (voce, chitarra, basso e tastiere). I due sono il nucleo storico di una conosciuta band funeral doom francese chiamata Remenbrance, e a loro si è aggiunto Pierre Bourguignon alla batteria. Sette tracce per circa 50 minuti di immersione totale nei meandri di questo atmospheric doom metal.

01. Never Be Found
In disco inizia in modo suadente, molto rilassato l'arpeggio di chitarra, con un sottile velo di tastiere che ovattano l’atmosfera, il riff è sottilissimo, poi grossa esplode la batteria, in un dualismo davvero complesso, la voce di Carline è immateriale, sembra quasi un angelo. Ritmi lentissimi tipici di questo genere, il pezzo dura circa sette intensi minuti Il cambio di mood avviene sui cinque minuti, dove gradatamente si accelerano i battiti senza mai diventare forsennati, ma andando a modificare quel velo di tenebra che il brano ha abbassato. 

02. Tidal
Di questo secondo lunghissimo brano è stato estratto il primo singolo di “A Shadow of Memories” visibile in rete. La partenza è un pelo più sostenuta del brano precedente anche se in effetti non è che si possa dire che qui si corre…Carline dimostra sempre di essere una cantante stupefacente e rende con la sua voce il brano ancora più armonioso. Le chitarre e la batteria sono un corpo unico, il tutto è come se fosse pervaso da una nebbia, tutto diventa pericolosamente ombroso. Amo queste composizioni sonore, sono nate per farci riflettere….come può il metal diventare così delicato ed impalpabile, così leggero ma allo stesso tempo intenso. Un pezzo da brividi ma nel vero senso della parola. 

03. Mist of Memories
La chitarra è estremamente delicata e fa nuovamente il suo ingresso in questo terzo pezzo, la batteria è cotonata, leggera. Poi tutto diventa più roccioso anche grazie all’ausilio del basso. Sui due minuti e trenta un bell’assolo di chitarra, ed i ritmi accelerano ed ecco che tutto diventa estremamente più “allegro”, ma ricordiamoci che questo è atmospheric doom, e naturalmente dopo un paio di minuti tutto torna ad abbassarsi. Un brano anche questo davvero intenso ed introspettivo, soprattutto nel finale. 

04. You Say
Quarto capitolo dell’opera, un brano questo corto, circa quattro minuti, fondato sostanzialmente su un arpeggio di chitarra molto statico, con dei cambi di tonalità impercettibili in linea con la voce di Carline, la batteria non entra neanche in gioco, davvero rilassante. 

05. Only a Past
La quinta traccia parte con un assolo di chitarra e la voce della cantante che risulta più alta, più decisa, meno eterea, anche la batteria diventa più veloce e tenace. Ho come l’impressione che il brano precedente abbia funzionato come uno spartiacque, a separare le due facce di questo album. Questa traccia infatti è più diretta, meno ovattata, le chitarre si esprimono in tutta la loro potenza così come la batteria. E che dire del ritornello...struggente. 

06. Your silence
La tastiera e la batteria iniziano il penultimo brano dell’album in recensione, i ritmi sono pacati come è consueto nel doom, la voce della cantante è nuovamente eterea e sognante, la chitarra si staglia leggera disegnando le sue armoniche. Un pezzo delicato e carezzevole, che disegna la morte, la solitudine e la malinconia; adatto per la riflessione e la crescita interiore 

07. And Hollow
Un buon arpeggio di chitarra apre l’ultima traccia di questo album, la tecnica utilizzata ha un non so che di spagnoleggiante. I rimi sono lentissimi, quasi azzerati fino a metà pezzo, poi come un mattone la batteria si fa sentire poderosa e rotonda accompagnata dalla chitarra. Carline riesce con la sua voce ad ammaliare l’ascoltatore che rimane esterrefatto da tanta delicatezza e colpito da tanta tristezza. 


CONCLUSIONI:
E' inutile dire che sono di parte, ho imparato ad amare i Letian Dreams fin dai primi album, e a capirli. Sicuramente le loro opere non sono di facile ascolto e non sono assolutamente indicate per un approccio easy- listening, ma devono essere interiorizzate ed ascoltate più volte e a fondo. La tristezza, il dolore e la solitudine sono gli argomenti cardine del loro songwriting, bisogna avere la forma-mentis adeguata per gestire il mare di emozioni che un disco del genere trasmette. Tecnicamente questi ragazzi francesi sono, a mio parere, la macchina atmospheric doom metal perfetta mai progettata.  Quindi cosa dire caro ascoltatore? Se hai voglia di ascoltare un lungo disco raffinato, riflessivo e sei disposto a farti investire da un mare di emozioni questo è il tuo disco (ascolta anche gli altri). Se invece vuoi passare un oretta a sentire la musica, lascia perdere, non lo capirai mai. 

Recensore: Igor Gazza
Voto: 9/10 

Tracklist: 
1. Never Be Found 
2. Tidal 
3. Mist of Memories
4. You Say
5. Only a Past 
6. Your Silence 
7. And Hollow

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