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TRISKELIS "orior" (Recensione - Track by Track)


Full-length, Ghost Record Label/ Broken Bones Records 
(2020)

Eccoci gentile lettore, oggi ho il piacere di proporti in questa mia ennesima recensione che riguarda Triskelis, una one man band della provincia di Torino. Deus ex machina di tutto è Sergio Vinci, artista polistrumentista conosciuto con band quali: Lilyum, Byblis e Oigres. Questo progetto evade un po’ gli stili consueti e vira su sentieri oscuri e su sonorità molto particolari, infatti, gli strumenti utilizzati sono solo basso elettrico, batteria e tastiere...cosa manca? Esatto chitarra e voce! 8 brani per circa 32 minuti di musica ipnotica ed introspettiva….curioso…? Leggiti il mio track by track!!! 


01. C
di tastiere e campionatori, il preludio ai brani successivi 

02. XIII
Sequenze campionate e batteria elettronica, la si può considerare la base per un buon pezzo metal, il basso è corposo e tende le sue corde, qua e la degli sprazzi di elettronica a rendere il brano vario e strutturato. Il cambio di ritmo alla fine del pezzo dona una maggiore dinamicità. 

03. XIV
Il terzo brano parte con la batteria ed il basso in sincrono, l’effetto è assai particolare, le sonorità sono ruvide e l’andamento doom rende il tutto molto “mistico”, non vi sono grandi cambi di ritmo un brano piuttosto costante, potente ma costante, ipnotico è la parola giusta; se non fosse per quelle sprizzate di synth che ne modificano in modo minimale l’andamento. 

04. XV
Questa è la composizione più lunga dell’intero album in recensione, circa sette minuti e quarantaquattro secondi, sempre batteria campionata e basso in primo piano mentre i synth ora sono modificati, il timbro è più quello di un organo da chiesa, l’effetto è a dir poco magico, un brano molto intenso dove basso e batteria si aggrovigliano e si mescolano per poi ritrovarsi separati nelle battiture successive. I cambi di tempo continui fanno si che il pezzo suoni vivo e vegeto, mobile e reattivo. 

05. XVI
Di questa quinta traccia è stato fatto un inquietante video visibile sul tubo, da andare a vedere assolutamente per capire ed ascoltare qualcosa di Triskelis. L’ impostazione è sempre votata ad un potente doom-metal con delle accelerazioni improvvise, sempre condite con sapienza dall’elettronica, che qui non viene affatto centellinata. 

06. XVII
Il riff di basso è molto diverso da quelli ascoltati precedentemente; i ritmi sostenuti e la batteria serrata, uniti all’elettronica ed al basso distorto, rendono questo sesto brano a parer mio uno dei più riusciti dell’intero album. 

07. XVIII
Ritmi subito alti per il settimo brano che se sparato ad alto volume rende davvero un botto, il basso è potentissimo e la batteria suona rotonda e decisa. I tantissimi cambi di ritmo su un brano di tre minuti spaccati rende il tutto divertente da ascoltare…. 

08. XIX
L’ultimo pezzo è decisamente particolare, i sintetizzatori sono eterei, melliflui, si possono percepire come rugiada nell’aria, l’album si chiude con dei toni quasi malinconici e tristi. 


CONCLUSIONI:
Cosa dire: l’album di per per se non è di facile approccio, l’ascoltatore superficiale potrebbe non apprezzarlo nel modo dovuto, perché questo è un album che deve essere ascoltato più volte per essere apprezzato e deve essere anche contestualizzato e localizzato nello spazio e nel tempo, si perché e stato fatto e prodotto del periodo peggiore che l’Italia ricordi, durante il lockdown, quando tutto era morte e dolore, quando il terrore della malattia era palpabile e quando tutti noi eravamo terribilmente preoccupati per il nostro futuro. Tutti questi sentimenti sono presenti in ognuna delle otto composizioni di quest’opera rispecchiando in modo lampante la situazione di quel momento storico. Consigliato a chi ha voglia di riflettere e rivivere quei momenti. Sconsigliato a chi pensa che la musica sia solo musica e non abbia un’anima… 

Recensore: Igor Gazza 
Voto: 8/10

Tracklist: 
01. C 
02. XIII 
03. XIV 
04. XV 
05. XVI 
06. XVII 
07. XVIII 
08. XIX

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