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SOUL DRAGGER "Soul Dragger" (Recensione - Track by Track)


Full-length, Time To Kill Records
(2020)

Questo 2020 riserva delle belle sorprese nel campo musicale, come l'ottimo debutto dei romani Soul Dragger. Il disco è una miscela esplosiva di thrash, heavy metal di stampo più classico, il tutto aromatizzato con sfumature metal core e modern metal. La band romana esce con un E.P. autoprodotto nel 2018 dal titolo "Before Chaos", ed ora per Time to Kill Records con questo album di debutto, eponimo. Undici tracce per circa 48 minuti circa di assalti frontali. 

Line-up: 
Alessio “Alex” Pompedda: Voce/Chitarra 
Davide “Spol” Spoletini: Chitarra 
Jacopo “Jake” Gennaro: Basso/Backing Vocals 
Flavio “Imperatore” Leone: Batteria 

01. Rise
Noise di chitarra seguito da un riff ficcante per cominciare, a rimorchio attacco di batteria e basso. La voce è un growl pesante alternato ad un clean piuttosto aggressivo, soprattutto nel ritornello, molto melodico e ridondante, il basso fa bella mostra di se sui tre minuti, si sprecano i virtuosismi di chitarra. Lo stile è quello del metal moderno a forti tinte thrash. vi viene in mente qualcuno? Basta vedere il loro video postato su ogni piattaforma e lo scoprirete...

02. Damnatio Memoriae
La batteria è sempre rotonda e particolarmente "cazzuta", la voce gli corre dietro, sempre carica e maligna; brano molto più pesante del precedente, veloce e rabbioso, una vera fiammata. Il ritornello mi pare leggermente scontato, ma ci sta del continuum di un ‘intero full length.

03. Angel
Piede sull’acceleratore e via, il terzo brano appare subito molto melodico e rende benissimo in cuffia, il tiro è davvero micidiale. Apprezzo particolarmente il lavoro del cantante che riesce a modulare la voce passando dal growl ad un clean decisamente più malinconico e delicato. La batteria, ma in generale tutto il comparto strumentale, si comporta davvero bene creando un brano davvero interessante 

04. Maid and the Beast
Il quarto pezzo parte con un arpeggio di chitarra, seguito dalla batteria che si dimostra quasi di “ cotone”, un brano piuttosto particolare, perché assolutamente non in linea con quanto detto prima, infatti è molto rilassato, ma non per questo dissonante, anzi a me è piaciuto molto perché dimostra che questi ragazzi laziali sono in grado di confezionare anche brani che non siano necessariamente dei cazzotti in faccia. Sul finire il pezzo diventa quasi aggressivo...ma è una finta. 

05. Everyday
Il riff di chitarra prende subito il largo, il brano diventa potentissimo, batteria sugli scudi, i ritmi sono altissimi; un pezzo da pogo istantaneo. Quello che trovo incredibile è la facilità con cui i Soul Dragger passano da un brano come quello precedente a questo. Quella che si può definire una mazzata sui denti. 

06. Before Chaos
Chitarra e batteria in primo piano ed i ritmi volano, bello l’intermezzo chitarristico a circa un minuto dall’inizio. Questo è un brano totalmente strumentale, dove i ragazzi romani esprimono tutta la loro sopraffina tecnica, e si impegnano per rendere il pezzo allo stesso tempo energico e raffinato. 

07. Alone 
Anche la settima traccia risulta molto carica e melodica, il suono è compatto, sembra fatto di granito, fino a circa 2 minuti quando la furia omicida si placa ed i ritmi rallentano lasciando spazio a dei suoni meno aggressivi, sfociando poi come un fiume in piena in un grandioso assolo. Il finale è al cardiopalma, da ascoltare e godere. 

08. War Nightmare
Di nuovo delle venature prettamente thrash metal, che si estendono come un manto su tutto il pezzo, che se devo scegliere è quello che mi è piaciuto meno. Forse quello meno originale perché mi ricorda una commistione di brani già sentiti tutti cuciti insieme. Notevole comunque l’assolo di basso che apprezzo sempre tantissimo. 

09. Soul Dragger 
Ed eccoci alla title-track, tre minuti e ventidue secondi super cazzuti, ritmi elevati, astio nel cantare, chitarre pesanti e basso come una corda d’acciaio a contenere il tutto. Cosa devo dire, un pezzo che toglie il respiro per quanto frizza. 

10. Death 'n' Destruction
Questa penultima traccia potrei definirla come la prosecuzione di quella precedente, riff devastanti e tanta voglia di far male. Il batterista pare abbia quattro braccia, tanto è il lavoro dietro alle pelli, le chitarre sembrano delle lepri impazzite, il cantante come già detto passa dal growl al clean con una disinvoltura sconcertante. 

11. Collapse
Ultimo capitolo dell’opera, che parte con una chitarra distorta e una batteria “felina” che aspetta di ghermire l’ascoltatore, infatti pochi secondi dopo diventa enorme, ed infatti i ritmi si impennano; il riff di chitarra che precede il melodicissimo ritornello è davvero meraviglioso. Questo brano a mio parere è quello maggiormente “ragionato “ meno istintuale e naturalmente meno impattante, perché mutevole e dinamico. Il valore aggiunto ad un debutto discografico davvero importante. 


CONCLUSIONI:
Tanto per essere chiari, questo disco mi è piaciuto molto, non ho rilevato nessun tipo di debolezze. Un disco che va potente e deciso fino alla fine, ben prodotto, ben gestito con un lavoro immagino maniacale compiuto sia dai musicisti e sia dai vari tecnici. Se vogliamo trovargli delle pecche possiamo farlo: ho già detto di come "War Nightmare" non mi sia piaciuta particolarmente, e si può dire anche che a volte la pronuncia di alcuni vocaboli avviene in modo un po’ troppo diciamo scolastico….ma che ci volete fare siamo italiani ed è giusto così. Alla fine comunque il disco suona che è una meraviglia. Se venite a fare un live dalle mie parti chiamatemi che vengo!!!

Recensione a cura di Igor Gazza
Voto: 8/10 

Tracklist:
1. Rise
2. Damnatio Memoriae
3. Angel
4. Maid and the Beast
5. Everyday
6. Before Chaos
7. Alone
8. War Nightmare
9. Soul Dragger
10. Death 'n' Destruction
11. Collapse

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