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Intervista: LUCID DREAM


1. Ciao ragazzi e benvenuti. Parlateci un po' di voi dagli inizi ad oggi!
Simone Terigi: Sono ormai passati circa dodici anni da quando la band si è formata, siamo al quarto album in studio e sono molto contento di continuare quest'avventura, spero sia ancora molto lunga....

2. Quali sono le vostre fonti di ispirazione?
Simone Terigi: Tutta la musica fatta con il cuore, la natura, la meditazione, la ricerca dell'oltre, le discipline energetiche e il lavoro su se stessi. L'arte è uno specchio perfetto dove il tutto può manifestarsi.

3. Di cosa parlano le liriche del vostro ultimo album?
Simone Terigi: Tutto l'album è incentrato sulla ricerca dell'Assoluto, della grande essenza non manifesta che pervade ogni cosa esistente.

4. Come nasce un vostro brano di solito?
Simone Terigi: Ho scritto tutti i brani, ma ho lasciato spazio ad ogni musicista di esprimere le sue particolarità e le sue sfumature. La composizione è sempre frutto di un'ispirazione improvvisa, bisogna prepararsi per essere lucidi e pronti a materializzarla nel modo più limpido possibile.

5. In questi anni come si è evoluto il vostro sound, ci sono stati grossi cambiamenti rispetto al passato?
Simone Terigi: Ad ogni album mi piace esplorare nuove possibilità, quindi ci saranno sempre naturali cambiamenti, come un attore che interpreta tanti ruoli nel corso della sua carriera, per esplorare se stesso....

6. Questo è il primo album Lucid Dream dove compaiono le tastiere, puoi dirci come ti sei trovato nell'arrangiamento di queste nuove soluzioni artistiche della band?
Luca Scherani: E' stata una novità per la band, ma anche una gradita novità per me. Vengo dal mondo del prog, ma da esperienze e sonorità molto differenti: ho sempre suonato in dischi prog (prevalentemente con le band La Coscienza di Zeno e Hostsonaten) dove le tastiere erano più abbondanti e i suoni più fedeli alla matrice stilisticamente più classica. Il punto di partenza delle mie scelte era sempre stato decisamente più "seventies". Per questo lavoro è stato necessario svestirmi dei panni indossati per una ventina d'anni, quelli del tastierista molto presente e anche un po' prepotente, ragionare completamente ex novo il mio ruolo. L'album, e in generale lo stile dei Lucid Dream, è chiaramente guitar oriented: tutto il bagaglio proveniente dal mio percorso precedente non avrebbe funzionato qui. Simone ha seguito passo passo la creazione delle mie parti e la scelta dei suoni, mi ha condotto in un approccio diverso che mi è poi stato utilissimo anche altrove: considero preziosa questa collaborazione con i Lucid Dream, ho infatti applicato recentemente alcune soluzioni simili in brani che compariranno nel mio terzo disco solista (ormai quasi ultimato). Innanzitutto con i Lucid Dream ho dovuto abbandonare tutta una gamma di suoni che ho sempre considerato una "casa comoda", ragionare con maggiori restrizioni sulle frequenze che potevo andare ad occupare, in modo da incastrarmi al meglio con il tessuto chitarristico che regge i brani. Per la scelta dei suoni è stata fondamentale la componente emozionale: quello che ho messo sul disco, è stato scelto perchè dopo mille prove e tentativi, abbiamo trovato la soluzione più suggestiva per me e per Simone. Un lavoro così maniacale, gestito sempre gomito a gomito, ha creato una grande sinergia tra me e Simone: la collaborazione fra di noi prevedo proseguirà sicuramente per parecchi dischi a venire!

7. Hai collaborato con i Lucid Dream già nel disco precedente, Otherworldly, con la traccia The Theater of Silence. In questo nuovo lavoro avete lasciato ancora più spazio agli archi, si sentono i tuoi virtuosismi, ma anche momenti di accompagnamento e riflessione dove il trio fa da tela al quadro sonoro....Puoi raccontarci la tua esperienza all'interno della band? Hai dovuto sudare per registrare le tue parti? Non sembrano proprio una passeggiata! Puoi dirci qualcosa anche degli altri componenti del trio? Avete registrato in ensemble?
Andrea Cardinale: Nella musica è la curiosità a guidarmi.L'esperienza con loro è stata esaltante perché ha dato sfogo alla mia passione di esplorare generi musicali differenti e lo stile Lucid Dream lo sento mio. La parte che mi ha dato più soddisfazione è l'assolo di violino elettrico col distorsore,effetto speciale totalmente improvvisato! Le parti di archi sono toste:le abbiamo registrate in ensemble con la bravissima violista Sara Calabria e la eccellente violoncellista Rachele Rebaudengo con la quale suono da anni e ho un legame di amicizia da sempre.

8. Questo è il secondo album che registri con i Lucid Dream, oltre ad aver accompagnato la band anche dal vivo. Come sta maturando la tua espressione all'interno del gruppo?
PaoloPaolo Tixi: La mia espressione è sempre stata vivamente spinta e sostenuta da Simone, di solito presento svariate soluzioni per quanto riguarda ritmi e Fill, ma conoscendoci comprendo sempre meglio il messaggio che Simone vuole esprimere e riesco a centrarlo più facilmente...ultimamente la prima proposta è già quella buona! Soprattutto nei brani Rock/Metal, a volte potrei registrare senza di lui, credo di esserci dentro e viverli totalemente. Nei dischi c’è anche una componente più intima e spirituale nella quale a volte, per quanto passi molto tempo a cecare di capire, è difficile addentrarsi perché molto profonda (vedi “Wakantanka”). In questi casi la guida del songwriter diventa fondamentale, ma con gli anni l’intesa è in continua crescita, e spero che i risultati possano testimoniarlo.

9. Come sta crescendo il sound della band negli ultimi anni?
PaoloPaolo Tixi: La fase compositiva e di arrangiamento è in costante evoluzione, sempre tesa a trovare il modo migliore per comunicare nella maniera più diretta possibile, senza tralasciare la parte più importante, il contenuto. Ma per quanto ci sia un lavoro di modellamento dei brani, ci piace avere carattere, ci piace il Metal!

10. Nella tua carriera artistica hai suonato e cantato in band di livello internazionale, ricordiamo i Labyrinth, Ken Hensley, dalla cui collaborazione sono nati i Wonderworld e ancora i Mangala Vallis, gli storici New Trolls....Puoi raccontarci la tua esperienza in questo nuovo progetto e come ha influenzato il sound della band?
Roberto Tiranti: Simone è un caro amico, ci conosciamo da circa 10 anni ed ho sempre ammirato la sua musicalità. Il resto è venuto da se, nel momento in cui mi ha fatto sentire i brani. A me deve convincere la musica e la sua aderisce a molti miei ideali di composizione e melodia.

11. In passato hai lavorato con musicisti del calibro di Pier Gonella con gli Odyssea e gli Arca Hadian, oltre alla tua attività di cantante solista....Come è stato dar nuova voce ai Lucid Dream? Ti sei ritrovato in un compito non certo facile, visto il background di discografia che hanno all'attivo...raccontaci un po' come è andata!
Karl Faraci: Si, non e' stato un compito facile perche' l'ex cantante Alessio Calandriello era perfettamente integrato nel sound dei Lucid Dream. Quando Simone Terigi mi chiese di cantare il nuovo album, io non ero sicuro di farcela perche' conoscevo i tre album all'attivo ed ero consapevole anche di non avere le doti tecniche per cantare quelle canzoni. Invece quando ci siamo incontrati e Simone mi ha fatto sentire i pezzi sono rimasto stupito perche' me li sono sentiti subito miei, sembravano scritti proprio per la mia voce! Ed e' cosi' che nacquero i nuovi Lucid Dream!

Intervista a cura di Sergio Vinci

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