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SPIDKILZ "Threads Are Breaking" (Recensione - Track by Track)


Full-length,  Broken Bones / Tortonia Records
(2020)

Per me è irrinunciabile, quando me ne si dà l’occasione, recensire gruppi della mia terra (il Piemonte), e soprattutto della mia città Torino, anche perché di questi ragazzi se ne parla un gran bene, quindi sono curiosissimo di ascoltare questo nuovo full-length. La band è composta da cinque elementi, e propone un misto di heavy metal classico e thrash. Dopo sette anni dalla loro ultima fatica, gli Spidkilz tornano con un nuovo lavoro incentrato sui miti e leggende dell’Antica Grecia, un disco composto da nove tracce per una durata complessiva di circa cinquanta minuti, che come al solito andrò ad enucleare, pezzo per pezzo. 

01. Gea – Γῆ: 
“La dea primordiale, la potenza divina della Terra”
L’opener ha una durata decisamente alta, circa sette minuti e trenta. Dopo un arpeggio si parte subito con l’acceleratore, batteria pesante e chitarra tirata, ritmi altissimi, la voce è adeguata al contesto, ottimo il ritornello allo stesso tempo evocativo, aggressivo e melodico. Il solo di chitarra a metà brano spacca il trend creando maggiore fluidità nell’ascolto. Ottimo l’apporto del basso che tappa i buchi lasciati dagli altri strumenti e dona pesantezza alla struttura sonora. 

02. Midas – Μίδας 
"Figlio adottivo di Gordio e di Cibele, fu un mitico re della Frigia”
L’inizio di questo secondo brano è più delicato, per poi diventare una bella mazzata sui denti. I ritmi si impennano subito, la voce è ispirata ed aggressiva, un pezzo rabbioso e carico. Mi piace come si snoda nei suoi quasi sei minuti, chitarra, basso e batteria formano un muro sonoro davvero spesso, si sentono le corde del basso in tensione e questo mi fa godere da pazzi, e sul finale il ritornello entra nel cervello e colpisce come uno schiaffo. 

03. Arachne – Αράχνη 
“Aracne viveva a Colofone, nella Lidia. La fanciulla, figlia del tintore Idmone e sorella di Falance, era abilissima nel tessere, tanto che girava voce che avesse imparato l'arte direttamente da Atena, mentre lei affermava che fosse la dea ad aver imparato da lei. Ne era tanto sicura che sfidò la dea a duello”. 
Ragazzi, dopo l’intro quanto diventa cazzuta questa canzone? Assolutamente la mia preferita, il ritornello è trascinate e a due minuti e ventotto un assolo di chitarra davvero intenso, come del resto tutto tutto il brano, si dimostra ottimo, considerando anche il fatto che la storia stessa di Arachne è affascinate. Ma per questo andate a leggervi la premessa e, se ne avete voglia approfondite…Io la ascolto nuovamente. 

04. Narkissos – Νάρκισσος 
“Il cacciatore, famoso per la sua bellezza”. 
Inizio leggero e soave per il quarto capitolo di quest’opera, ma con lento incedere il brano prende quota inserendo uno dopo l’altro gli strumenti, prima chitarra poi batteria e basso. Una traccia che non ha degli acuti, ovvero delle impennate in termini di velocità, ma rimane sempre abbastanza quieto, e si esprime in modo sontuoso soprattutto durante le parti prettamente strumentali. Ottima la voce di Elisa che con una passione infinita ci racconta la storia del bellissimo Narciso.

05. Ares – Áρης 
”Ares è il dio degli aspetti più violenti della guerra e della lotta intesa come sete di sangue”. 
Batteria e basso in primo piano, poi Ares decolla e la canzone diventa davvero guerresca, una lunga cavalcata di quasi sei minuti dove la band non si risparmia e sopratutto non risparmia nulla all’ascoltatore. Un brano heavy metal classico con delle punte di thrash, una mazzata di prima categoria, è incredibile come la cantante sia in grado di passare da un brano più “delicato" come il precedente ad uno decisamente più incazzato come questo, i miei più sinceri complimenti. 

06. Kronos – Κρόνος 
“ Titano della Fertilità, del Tempo e dell'Agricoltura, secondo signore del mondo e padre di Zeus”. 
Ed eccoci al sesto brano del disco, nonché il più lungo dell’intera opera, circa otto minuti. Dopo l’arpeggio di chitarra arriva la stoccata di basso e batteria, la prepotenza di questo pezzo è davvero tanta, riesce a rimanere carico ed intenso nonostante la lunghezza, la tenacia esecutiva della band è incredibile, legata poi alle architetture sonore. Infatti sono innumerevoli i cambi di ritmo ed cambi di tonalità, rabbia mista a “pietà”, un’ emozione continua, senza contare l’alternanza di parti più lente che esplodono in stacchi al fulmicotone. Sono stremato…ma felice. 

07. Dionysos – Διόνυσος
”Dio arcaico della vegetazione, legato alla linfa vitale che scorre nelle piante. In seguito fu identificato come dio dell'estasi, del vino, dell'ebbrezza e della liberazione dei sensi” 
L’assolo di basso per iniziare è fantastico! Brano cadenzato con un andamento orientaleggiante, in tema con il titolo del pezzo, il riff di chitarra è davvero azzeccato e rimane nell’aria come una carezza, suadente e leggero, non si può non amare un brano come questo, mai cattivo, mai violento ma prestante e a tratti poderoso nelle sue accelerazioni. 

08. Threads Are Breaking 
La title track ed anche il brano finale dell’album rappresenta il metal molto classico, con il titolo che si ripete nel ritornello, ritmi subito alti, batteria che cannoneggia e chitarra chirurgica Sui due minuti e trenta secondi abbiamo un ottimo e lungo assolo di chitarra. Qui la voce risulta un po’ tirata ma fanno da paracadute i cori, in perfetto stile thrash metal. Sul finale ad aggiungere pathos ancora cori, questa volta meno thrash ma molto più suadenti e delicati. 

CONCLUSIONI:
Wow, davvero un bel disco. Quasi un’ora di ascolto, ogni pezzo ha un suo perché e un suo fascino ma se devo dire la verità, cari Spidkilz spero mi perdonerete...Perché l’ultimo pezzo? Non poteva essere una bonus? Un brano poco affine al disco sin qui presentato. Se si fosse finito col settimo brano avrei gridato al capolavoro, ora sinceramente non me la sento. Intendiamoci, un pezzo ben fatto, ben suonato, ma anonimo, senza appeal, e senza quel fascino che caratterizzava gli altri brani. Per il resto ottima produzione, risaltano tutti gli strumenti musicali. E che dire della voce di Elisa: a tratti sensuale a tratti graffiante, una cantante come lei è un valore aggiunto per qualsiasi band... Una band che mi ha stupito favorevolmente e che non mancherò di seguire nelle sue prossime uscite. Avete un nuovo fan. IO!!! 

Igor Gazza
Voto: 8/10 

Tracklist:1. Gea – Γῆ
2. Midas – Μίδας
3. Arachne – Αράχνη
4. Narkissos – Νάρκισσος
5. Ares – Áρης
6. Kronos – Κρόνος
7. Dionysos – Διόνυσος
8. Threads Are Breaking


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