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HUNGRY DAZE "Back To My Future" (Recensione - Track by Track)


Full-length, Diamonds Prod.
(2020)

Ormai su questo sito scegliamo accuratamente chi recensire e, proprio in base a questo principio, quasi sempre procediamo con un track by track. Tante volte la gente apprezza questo tipo di recensioni, altre volte meno, ma una cosa noi la pensiamo. In un certo modo, nell'affollato panorama delle webzine (metal e non), bisogna comunque distinguersi per offrire qualcosa di più, e soprattutto bisogna scacciare ogni dubbio relativo al fatto che il recensore di turno possa aver ascoltato poco o nulla del disco in questione. Detto questo, oggi esaminiamo gli Hyngry Daze, formazione ligure al debutto con questo "Back To My Future", e che al suo interno vede volti più o meno noti del nostro panorama hard rock, tra cui spicca la figura di Roberto Tiranti, che in questa occasione suona il basso. Procediamo adesso con il track by track!

01. The Right Way
L'inizio è scoppiettante, la band inizia a rodare i motori con un hard rock energico e di grande impatto. I virtuosismi di chitarra si sprecano in sede di assolo, ma quello che colpisce maggiormente è il fatto che la formazione riesca a creare melodie facilmente memorizzabili e che rimangono impresse da subito.

02. Kiss Of Life
Il secondo pezzo si muove più arrembante, ha un mood leggermente meno solare. Per il resto, la band usa come di consueto la voce dell'ottimo Robby Bruccoleri per creare degli scenari che rimandano anche a qualche accenno dei grandi Queensryche, sia per le soluzioni sonore che per il cantato vero e proprio. In ogni caso le soluzioni rimangono più lineari rispetto a questa band e i cori molto melodici rasentano la sonorità AOR.

03. Rock Paradise
Sento nuovamente qualche influenza dei Queensryche, mentre il cantato questa volta mi ricorda quello dell'inossidabile Bruce Dickinson. Questo è uno dei brani più variegati del lotto, con parecchi cambi di tempo, e i cori che formano una base solida per lo sviluppo di fitte trame chitarristiche. Davvero un'ottima canzone!

04. Back To My Future
La title track si apre con la voce calda di Robby Bruccoleri, a cui poi si aggiunge tutta la band. Nuovamente da rimarcare come fonte inesauribile di idee e classe è la chitarra di Francesco Yacson Russo (ex Shadows Of Steel), che letteralmente trasforma in oro ogni passaggio del pezzo, e questo vale per tutto lo sviluppo dell'album, sia inteso. La batteria di Marco Biggi rimane buona, ma non cerca l'effetto sorpresa, risultando essenziale ma molto concreta e solida.

05. Life On Two Wheels
Un altro pezzo di buon livello. La classe non manca nemmeno in questo caso, ma per la prima volta la band non mi colpisce come in precedenza. Chiariamoci, il brano è più che discreto, ma manca quel guizzo di voce o di chitarra che lo faccia emergere in modo definitivo. Ad ogni modo, un buon ascolto, gradevole di sicuro.

06. Now You Can Play
L'inizio lascia spiazzati, chitarre acustiche e una linea solista sotto di chitarra elettrica, La voce accarezza l'udito, un lieve sentore di malinconia emerge a tratti. Ecco giunto quindi il momento della semi ballad più riflessiva. Certo, in un album del genere non poteva mancare un pezzo di questo tipo, ma devo dire che il suo crescendo emotivo e l'assolo di chitarra lo elevano come un brano davvero buono e ricco di sfaccettature. Ho udito anche una linea di synth (o organo hammond) in alcuni momenti, e la scelta per me è molto azzeccata!

07. Tonight Is The Night
Ecco tornare il vero hard rock, ed è di nuovo festa. Questo brano riesce a fondere hard rock melodico e accenni più metal in stile Maiden alla perfezione. Le linee di voce sono nuovamente sugli scudi e la prestazione della band è da annoverare tra le migliori dell'album. Verso il finale la chitarra solista si mette di nuovo in mostra con un assolo funambolico.

08. Motorcycle Man
Questa cover dei Saxon è praticamente perfetta! La band dà una prestazione spaventosa di potenza e credo che in questo pezzo il cantante dia una prova incredibile sotto ogni aspetto. Un pezzo di heavy metal reinterpretato con una maestria che rasenta l'arroganza in senso buono. Questo succede quando siamo di fronte ad una grande band perchè le cover, e soprattutto le cover di certi artisti, sono il banco di prova più difficile per un artista. Quando una cover supera l'originale come in questa caso, senza stravolgerla, allora possiamo gioire e dare i giusti meriti che spettano alla band.

09. Wolf’s Den
Un incedere lento ed heavy, chitarre potenti e voce che si cala in scenari più oscuri del solito. Questo pezzo conclusivo offre una faccia non dico inedita della band, ma chiude l'album senza per forza voler strafare. Un finale comunque degno a che pur non aggiungendo nulla di nuovo al platter, lo definisce un'altra volta.

CONCLUSIONI:
Tutto quello che c'era da dire è stato detto. Album come questo "Back To My Future" tengono alta la bandiera del metal (o hard rock) tricolore. Passione, preparazione ed esperienza sono le armi vincenti di questa band, che ha realizzato un abum di altissimo livello. Ora non vi resta che ascoltarlo!

Recensore: Marco Landi
Voto: 80/100

Tracklist:
01. The Right Way
02. Kiss Of Life
03. Rock Paradise
04. Back To My Future
05. Life On Two Wheels
06. Now You Can Play
07. Tonight Is The Night
08. Motorcycle Man
09. Wolf’s Den

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