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BIOSCRAPE "Havoc" (Recensione)


EP, Ghost Record Label
(2020)

In questo momento particolare per la salute mondiale e mentale credo non ci sia niente di meglio che una bella recensione, sia da leggere (per te mio caro lettore affezionato), che per me da scrivere. Rilassiamoci un po’ e pensiamo alla musica che tanto amiamo. Parliamo oggi dei Bioscrape, formazione nata nel Giugno 2006 in quel di Biella, band estremamente solida a livello musicale, fautrice di musica non catalogabile in un solo genere, quindi originale e di grande impatto sonoro. Nel 2007, dopo la stesura dei primi brani, i Bioscrape registrano il primo demo-cd omonimo auto-prodotto, la band realizza poi nel 2009 il promo-cd "AlienHate" seguito da “EXP.01” il loro primo full-length prodotto l’anno seguente; successivamente nel 2016 esce il loro secondo disco “Psychologram” ed a seguire il terzo album “The Cage” nell’ Ottobre 2018. I Bioscrape hanno recentemente firmato per l’etichetta Ghost Record (e un accordo con Irukandji Booking Live Promotion), per la quale uscirà il nuovo EP “HAVOC”, registrato a Novembre 2019 presso i Real Sound Studio di Parma,  in uscita il 16 Febbraio ed è proprio su questo E.P. di quattro poderosi brani verterà la mia recensione, naturalmente track by track.

Risultati webIrukandji Booking Live Promotionper la quale uscirà il nuovo EP “HAVOC” registrato a Novembre 2019 presso i Real Sound Studio di Parma in uscita il 16 Febbraio ed è proprio su questo E.P. di quattro poderosi brani verterà la mia recensione naturalmente track by track. 

01. Havoc
Martellanti fin dalle prime battute, vocalizzi growl e potenza a iosa. Era da un po’ che non mi capitava di sentire qualcosa di così roccioso, la batteria rotonda ed incazzata, il riff di chitarra è davvero imperioso ed a tratti melodico. Una traccia che passa dal thrash al death metal con una discreta disinvoltura e si fa apprezzare maggiormente se il volume dello stereo è a livelli considerevoli…Bomba uno sganciata. 

02. Demise
Synth e noise di chitarra, a seguire la solita batteria granitica, pezzo subito in accelerazione, interessante il connubio tra elettronica e mazzate metal. Ne guadagna un sacco la potenza intesa come impatto sonoro, un brano decisamente più melodico del precedente, soprattutto nei fraseggi di chitarra. Ottimo il solo che spezza un po’ l’andamento generale della composizione. 

03. Erase
Ritmi sincopati che piacciono un botto al sottoscritto, la voce è ringhiante e maligna, elettronica e devasto sonoro si esprimono al meglio, il ritornello diventa quasi un “dictat” man mano che scorre il brano. Apprezzo particolarmente band come queste, che non hanno nessuna remora a fare del male, “sonoramente” intendo, ogni strumento è buono per tenere i ritmi alti e la potenza alle stelle. 

4. Nil 
Synth, e le tastiere sono le protagoniste dell’ultimo brano di questo E.P., la melodia è molto malinconica, quasi tombale, non in linea con il pregresso, ma ci piace così. 


CONCLUSIONI:
Cosa dire? Ora mi sale la curiosità di sentire gli altri lavori della band, questo E.P. seppur corto è risultato molto intenso e godibile, ho apprezzato particolarmente la foga, la cattiveria e la tecnica compositiva ed esecutiva. Ottimo lavoro ragazzi, siete pronti per il grande pubblico. 

Igor Gazza
Voto: 8/10

Tracklist:
1. Havoc
2. Demise
3. Erase
4. Nil

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