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Intervista: MEURSAULT OMEGA


Un disco di esordio che ci ha un po' spiazzati. Un sound a tratti sconclusionato e che rasenta l'anarchia sonora. Un capolavoro difficile da scoprire o semplicemente un album mal riuscito questo "Meursault"? Cerchiamo di capirlo meglio con la band!

1) Benvenuti ragazzi. Ci volete raccontare qualcosa di voi, dagli inizi ad oggi? 
Ciao a te. Siamo una band formatasi quasi per caso nel sottobosco milanese, ma con le idee molto chiare. Alcuni di noi provengono dal progressive, altri dal blues rock anni Settanta, ma credo che intorno a questo progetto Meursault Omega abbiamo saputo tirar fuori la nostra miglior anima alternative metal. 

2) Quali band vi hanno ispirato e ancora vi ispirano? 
Ci siamo formati musicalmente e culturalmente intorno agli anni novanta. Per cui senz’altro dobbiamo molto al thrash anni ottanta e a gruppi come Melvins, Kyuss e Soundgarden ma credo che possiamo dire di avere un nostro stile personale, non ci siamo fatti troppi problemi in fase di composizione 

3) Vogliamo parlare delle tematiche affrontate nel vostro nuovo album? 
C’interessava pescare tematiche attuali. Lo stesso nostro monicker Meursault Omega fonde insieme Lo Straniero di Camus, Meursault, un personaggio talmente conformato da aver perso paradossalmente la sua stessa umanità, e l’Omega, la fine religiosa di Dio, come metafora della nostra società occidentale. Per cui c’è l’idea dello scorrere delle cose che trasformandosi continuamente quasi perdono del loro significato, della crisi di valori, del puzzo di polvere e di plastica bruciata, del fumo negli occhi che un certo potere ci getta in faccia continuamente, ma in fondo anche di una nostra forza interiore, perchè tutto sommato non siamo così tanto stupidi di quanto ci vogliono far credere. 

4) Da dove provenite e che scena c'è dalle vostre parti? 
Proveniamo chi dal Lazio, chi dalla Campania, ma siamo a Milano da tanto tempo. La scena qui è buona, anche se ci sono stati tempi migliori. 

5) Pensate che ci siano stati cambiamenti sostanziali nel vostro sound rispetto al passato? E quali sono i più significativi? V
olevamo un sound brutto, sporco e cattivo e crediamo di averlo trovato. Anche qui non ci siamo fatti troppi problemi. 

6) Come sono stati finora i pareri riguardo la vostra nuova uscita discografica? Pensate che la gente abbia finora capito i vostri intenti musicali? 
Ci sembra sia stato accolto abbastanza bene. Non è un lavoro facilissimo, ma vediamo reazioni per lo più positive. 

7) Come descrivereste il vostro sound ad un nuovo, ipotetico ascoltatore? 
Un pò alla Melvins, ma molto più metal. 

8) Cosa bolle in pentola allo stato attuale? State già componendo nuova musica? 
Sì, abbiamo diversi pezzi già a buon punto. Ci lavoreremo sodo in questo 2020, con qualche sorpresa. 

9) Chi ha realizzato la copertina del vostro ultimo album? Vogliamo parlare più nel dettaglio dell'artwork? 
Avevamo una serie di idee, poi non si sa da dove è saltata fuori la foto con la ragazza che si fa un selfie seduta sul water, ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti: ‘Wow! Questo è proprio quello che stavamo cercando!’ L’abbiamo un po' elaborata, sembra quasi vista in un caledoiscopio o facente parte di una scacchiera, ed è andata. 

10) Grazie del vostro tempo, concludete come volete lʼintervista! 
Seguiteci e sosteneteci. Il metallo italiano ha bisogno di voi. Rock on!

By Redazione


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