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Intervista: EMPATHICA


Splendido debutto per gli italiani symphonic metallers Empathica! Il loro "The Fire Symphony" ha tutti gli ingredianti per bruciare molte tappe nel metal con voce femminile. Un mix di potenza e raffinatezza che noi abbiamo apprezzato molto. Risponde alle nostre domande Francesco Gambarini (chitarra). 

1) Benvenuti Empathica! Ci volete raccontare qualcosa di voi e del vostro nome? 
Grazie! La nostra band è nata tra il 2012 e il 2013 come progetto Symphonic Death metal. Nel corso degli anni il sound si è poi evoluto fino al punto in cui abbiamo iniziato a sentire la necessità di apportare alcune modifiche alla line up. Filippo e Alessia sono entrati nella band in questo periodo di transizione, consentendoci di sviluppare al meglio il nostro primo full length “The Fire Symphony”. Il nome risale al 2011, inizialmente utilizzato da me e il tastierista in un progetto diverso. E’ preso dal romanzo “La Torre Nera” di Stephen King. 

2) Quali band vi hanno ispirato e ancora vi ispirano? 
Sicuramente l’ispirazione principale arriva da band come Nightwish ed Epica. Ci sono però poi moltissimi altri gruppi e artisti che hanno avuto un grosso impatto sul nostro modo di creare musica. Parlando da chitarrista, ad esempio, posso dirti che il mio modo di suonare è fortemente influenzato da band come Children Of Bodom, Dark Tranquillity e Wintersun, e artisti come Paul Gilbert e Jeff Loomis (tra gli altri). Inoltre, è importante specificare che nessuno di noi ascolta esclusivamente metal, quindi sicuramente ci sono influenze che arrivano da altri contesti e che sono molto meno evidenti. 

3) Di cosa parlano i testi delle vostre canzoni e chi li scrive? 
Il nostro album “The Fire Symphony” è un concept che parla del potere delle idee e dell’arte, della loro capacità di creare ed estinguere emozioni, e della loro immortalità nel tempo. Il concept si esprime attraverso una serie di metafore e allegorie. La seconda traccia dell’album, ad esempio (“Fallen Master Pleasure”) è ispirata all’aforisma della “Gaia Scienza” di Nietzsche e parla della fine di Dio. In questo contesto, inizia poi la narrazione vera e propria. Quest’ultima vede come protagonista un gruppo di musicisti, che vengono condannati a morte per il fatto che professano il libero arbitrio e il libero pensiero, in un’epoca (diciamo medioevale, non essendo questa specificata volutamente) in cui oscurantismo e fanatismo religioso regnano sovrani. Nella nostra storia, il caso dei musicisti viene preso in carico dall’inquisizione religiosa, che determina la sentenza di morte per il complesso. I musicisti muoiono, ma la loro musica sopravvive e arriva a noi oggi, rappresentata appunto dalla sinfonia di fuoco, che brucia attraverso le epoche e le generazioni come immagine di un ideale puro e immortale. Come potete capire, il concept rimane sempre attualissimo perché certi meccanismi malati di imposizione ideologica sono sempre in agguato (ne abbiamo tanti esempi in Italia), per questo bisogna prestare attenzione e mai abbassare la guardia. La maggior parte dei testi sono stati pensati dal nostro ormai ex batterista Francesco Falsiroli, ma le musiche sono scritte da me, Giacomo (il tastierista) e Filippo (basso e voce). 

4) Vogliamo parlare di come è nato "The Fire Symphony"? 
Le prime bozze dei brani dell’album risalgono al 2014. Inizialmente, l’idea era quella di continuare in quella che era la direzione presa nel primo EP, di chiaro stampo death metal. Tuttavia, a distanza di poco tempo abbiamo iniziato a notare che la definizione “symphonic death” ci stava un po' stretta, e che avevamo bisogno di lavorare ai brani con mente più aperta, senza focalizzarci troppo sul genere. Questo, già dall’arrivo di Filippo nella band nel 2015. Più o meno a partire dal 2015 abbiamo quindi iniziato a lavorare sui pezzi lasciando aperte più possibilità, e abbiamo così deciso di includere anche una voce femminile. Possiamo dire che l’album vero e proprio ha iniziato a prendere forma nel 2016 con le prime demo e pre-produzioni. Iniziava a delinearsi un’idea piuttosto ambiziosa, con brani abbastanza tecnici e arrangiamenti complessi. Non siamo mai stati molto soddisfatti con il risultato ottenuto nel primo EP, quindi stavolta abbiamo deciso di prenderci il tempo che serviva per curare il progetto nel dettaglio. 

5) Pensate che ci siano stati cambiamenti sostanziali nel vostro sound rispetto al passato? E quali sono i più significativi? 
Sicuramente aver incluso due voci pulite piuttosto che una unica in growl ha cambiato parecchio le cose. A questo si aggiungono orchestre più complesse, arrangiamenti studiati in modo più puntiglioso, e brani in generale molto più tecnici. L’orchestra è una parte fondamentale dei nostri brani, viene sempre sviluppata da Giacomo che negli ultimi anni ha fatto passi da gigante nei suoi lavori di arrangiamento. Ovviamente non possiamo non considerare il fatto che avevamo circa 18 anni al tempo della registrazione del primo EP, quindi sicuramente l’esperienza maturata in 6 anni ci ha permesso di dare forma concreta a quella che era un’idea di sound difficile da ottenere agli inizi. 

6) Come sono stati finora i pareri riguardo la vostra nuova uscita discografica? Pensate che la gente abbia finora capito i vostri intenti musicali? 
Finora il riscontro sembra essere positivo, e la cosa non può che farci piacere. Non so dirti se la gente abbia capito i nostri intenti musicali, per il semplice fatto che probabilmente non è una cosa così immediata. Ogni band segue un percorso di evoluzione nel corso del tempo e l’intenzione musicale non rimane (per fortuna) immutata per sempre. Quindi, capire in che direzione spinge questo album non implica comprendere il nostro percorso da qui al lungo termine. Quello non lo conosciamo nemmeno noi al momento. 

7) Siete attivi sul fronte live? Com'è un vostro show e cosa cercate di trasmettere? 
Al momento stiamo preparando la programmazione live con la Orion (l’agenzia con la quale abbiamo appena firmato) ma non abbiamo ancora annunciato concerti, per quello ci vorrà ancora un po' di pazienza. Per quanto riguarda lo show, una parte fondamentale della performance (oltre ovviamente all’esecuzione) deriva dal suono: per noi è fondamentale creare un suono che sia solido e potente, ma anche limpido e ben definito. In poche parole, cerchiamo di presentare i brani dell’album al meglio, con tutta la carica che devono avere. Sicuramente però, la cosa alla quale teniamo di più è evocare le tante emozioni presenti nei nostri brani e lasciarle impresse nell’ascoltatore. 

8) Quali sono i vostri obiettivi per il futuro e quali obiettivi che vi eravate prefissati pensate di aver già raggiunto? 
Beh, realizzare un album del quale essere soddisfatti è sicuramente un obiettivo che cui eravamo prefissati e che siamo riusciti a raggiungere. Per quanto riguarda gli obiettivi futuri, la cosa più importante per noi è continuare a creare la nostra musica e raccontare le nostre storie, sperando di poter lasciare un qualcosa di bello a chi ci ascolterà. Parlando ad un livello più pratico invece, l’obiettivo più prossimo è quello di uscire a suonare live il più possibile. E ovviamente c’è già un nuovo album in cantiere, e per quest’ultimo quello che puntiamo ad ottenere è una produzione ancora più grossa e potente rispetto a quella di “The Fire Symphony”. 

9) Grazie del vostro tempo, concludete come volete lʼintervista! 
Ringraziamo tutti coloro che ci seguono e che ci supportano! E per chi sta scoprendo la band attraverso questa intervista, spero di avervi trasmesso un po' di curiosità nei confronti del nostro progetto! Ci si vede ai live, non perdeteveli!

By Redazione

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