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EGOSYSTEMA "Distance" (Recensione)


Full-length, Independent
(2019)
Secondo album per i torinesi Egosystema, e abbiamo tra le mani un album che consacra i nostri come una delle realtà più promettenti in ambito metal alternativo italiano. Da subito colpisce la produzione cristallina, che esalta le qualità di ogni singolo musicista, mentre per quel che concerne la musica contenuta in questo "Distance", non possiamo far altro che prendere atto di come questa band sia riuscita a fondere varie influenze e convogliarle tutte in un concetto di nu-metal, ma aggiornato e riveduto sotto un'ottica che molto deve al progressive metal e alle ultime tendenze riguardanti la musica elettronica.

Non sto qui ad elencare traccia per traccia, perchè il disco si presenta abbastanza omogeneo sia come proposta sonora che come qualità, a parte alcuni episodi dove la band stempera un po' l'adrenalina. Brani come "Distance", "Colors", "Don't Judge me", che introducono l'opera, sono una dichiarazione di pesantezza e melodia che permarrà durante tutto l'ascolto dell'album, ma si scorgono molti spiragli di classe ben supportati dall'uso dei synth. Ma la propensione verso ritmiche potenti e talvolta sincopate è una prerogativa degli Egosystema, come possiamo ascoltare in un pezzo quasi perfetto come "Forever", dove il groove metal si fonde con inaspettati ritornelli melodici che regalano respiro all'ascoltatore, e un bellissimo intermezzo molto moderno dove le tastiere lasciano poi lo spazio al finale, con tanto di assolo.

Ed ecco che con "Elysabeth" arriva l'episodio forse più intimo della tracklist, mentre la traccia posta in chiusura, "Room Of Mirrors" è davvero molto bella, e gioca molto con l'alternare parti più "ruffiane" ad altre in cui la band pesta maggiormente, ma dove è altamente presente l'elemento progressive, soprattutto dalla metà in poi.
Forse qualcuno si starà chiedendo come sia possibile far convivere il nu metal con il progressive e alcune derivazioni elettroniche, ma tant'è, in questo disco nulla appare forzato, e volendo essere non troppo "precisini", potremmo semplicemente parlare di un gran bel disco di hard rock maturo e potente. Le etichette, una volta tanto, potremmo anche lasciarle da parte, perchè qui è solo la musica che parla, ed è la lingua universale della bellezza.

Recensione a cura di Marco Landi
Voto: 80/100

Tracklist:
1- Distance
2- Colors
3- Don't judge me
4- Open your eyes
5- O.C.D
6- Forever
7- Elisabeth
8- Get along
9- Joseph
10- Room Of Mirrors

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