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ARIES FIELD "The Halo Behind the Sun" (Recensione)


Full-length, Independent
(2019)

Davvero incredibile come un solo musicista sia riuscito nell'intento di realizzare un'opera tanto sfaccettata quanto valida come questo "The Halo Behind the Sun". A quanto apprendiamo questo progetto nasceva come band vera e propria nel 2013 e pubblicando poco dopo il suo primo album, per poi diventare un solo project guidato da Fabio Stroppa, che ha preso in mano le redini del tutto e si è sobbarcato tutto il lavoro da solo.

"The Halo Behind the Sun" degli Aries Field è un disco che affonda le sue radici nel prog metal soprattutto, ma anche in tanti altri stili, che vanno dal metal moderno all'heavy rock. Sono molti i pezzi contenuti in questo album, e tutti hanno un loro stile peculiare, anche perchè molte delle canzoni sono delle ballad o semi ballad nelle quali il musicista cerca di inserire quanti più elementi possibili, come ad esempio archi e molte chitarre acustiche. Il tutto, unito alle altre bordate potenti, lascia nell'ascoltatore un piacevole gusto dolce-amaro, dato proprio dalla capacità di Fabio di saper trasportare l'ascoltatore in un viaggio vero e proprio, dove quasi tutte le emozioni vengono toccate. Le liriche sono intense e prendono ispirazione dagli avvenimenti in Asia durante la Seconda Guerra Mondiale".

Come dicevo, tutte le canzoni sono incredibili e rivelano una maturità eccellente per un giovane artista, ma secondo me nella strumentale "Revelation" questo artista tocca una delle vette più alte dell'album. Un pezzo che in soli 3 minuti e 50 secondi riesce a fondere introspezione e rabbia, con un finale in crescendo di impatto assoluto! Certo, il musicista aveva già provato questa formula, ad esempio in brani come "Land Of No One" e "Trail of Blood" (ma anche in altre canzoni), ma è qui che secondo me riesce ad emozionare a livelli eccelsi. Certo è che anche le canzoni più metal in senso stretto, come "Rage Of Freedom" o "Sentence" sono classe pura e rivelano ad ogni ascolto qualche nuova sfumatura che colpisce. Immaginate una sorta di mix tra Queensryche, Dream Theater e il metal moderno e più o meno avrete una idea di cosa troverete in questo album, senza dimenticare i classici del genere come Metallica, Iron Maiden e Dio.

Assoli anche di primo livello per quanto riguarda la chitarra, mentre la sezione ritmica è non ampollosa ma precisa e funzionale al tutto. Quando arriva la suite finale "Battle of Nevermore", coi suoi oltre sette minuti di durata e la sua complessità compositiva, abbiamo proprio la sensazione di aver ascoltato un grande album, e che Fabio Stroppa coi suoi Aries Field potrà far parlare molto positivamente di sè in futuro. Se le basi sono queste, allora aspettiamo con impazienza nuova musica. Disco sorprendente e consigliatissimo!

Recensione a cura di Marco Landi
Voto: 80/100

Tracklist:
1. Ancient Regret
2. Sentence
3. Material
4. Rage of Freedom
5. Land of No One
6. Sword of Time
7. Wall of Titans
8. Where the Sun Won't Fall
9. Trail of Blood
10. Warrior
11. Revelation
12. The Man Against The God
13. Words Before Dawn
14. Veil of Innocence
15. Battle of Nevermore

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