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APOCRYPHAL "When There Is No Light" (Recensione)


Full-length, Earthquake Terror Noise
(2018)

Gli Apocryphal sono una band di recente formazione proveniente dal Verona. Nel 2015 esordiscono col loro primo ep autoprodotto, intitolato “Enemy Of Mankind”, e nei giorni nostri vede la luce il loro debutto sulla lunga distanza targato Earthquake Terror Noise, che porta il titolo di “When There Is No Light”. 

La band, dal canto suo, sotto il profilo strettamente musicale dimostra buone doti sin dall'iniziale "Evoching Satan", pezzo di puro e intransigente black metal: i riff sono eseguiti per la maggior parte in power chord, non ci sono chissà quali arrangiamenti o seconde chitarre. La band punta su una aggressione semplice e concisa, priva di orpelli. Le parti più elaborate sono quelle dove la band presenta delle decelerazioni con tanto di chitarre pulite e dove poi partono dei riff più melodici e vagamente epici. “Offer To Stars” parte con un tempo di doppia cassa e una semplicità quasi disarmante se pensiamo che siamo nel 2018, in quanto questo approccio è più accostabile a certo proto-black metal degli anni Ottanta, piuttosto che ad una band black metal che in sostanza sembra rifarsi alla seconda ondata black degli anni Novanta. Successivamente la band si apre di più alla velocità con riff più articolati e su una costruzione meno scontata, riuscendo a confezionare un buon brano. “Violence Of Unique God” è una buona song aperta da un incipit di chitarra maligna che poi esplode in un riffing serrato e dove la batteria si spinge in un blast beat velocissimo. Successivamente il tutto viene arricchito con cambi di tempo, ma dove ritorna quasi sempre ben presente una batteria bella spinta e dove la formazione punta ancora di più su dei riff sempre molto semplici ma oscuri e anche sufficientemente vari. “Under The Black Flag Of Babilonia” ha un inizio evocativo che poi si sviluppa nel solito black metal basilare ma non per questo non efficace.

"Midnight Sky" si presenta come l'episodio più lungo del lotto, superando gli otto minuti di durata, e mi ha ricordato, soprattutto nella parte iniziale, certo death-black di matrice svedese, con vaghi richiami ai maestri Dissection. Impressione confermata anche da una costruzione della canzone finalmente variegata al punto giusto e da una alternanza di umori e velocità che dimostrano che la band, quando vuole, sa staccarsi dalla semplicità esasperata che a volte si è respirata fino a questo punto, per gettarsi con coraggio in un brano emozionante, sfaccettato e dal riffing ottimo.
Un finale affidato a due buoni episodi come "Original Glory" e "Last Pagan Night" è il sigillo ad un'opera che sicuramente mostra una band ancora non perfetta, magari leggermente un po' immatura come è normale che sia quando si parla di debutti, ma che convince grazie ad una forza esplosiva di alcuni brani e ad alcuni sprazzi di talento vero che saranno sicuramente la base ideale per costruire un futuro ancora più soddisfacente. Giovani, ma di belle speranze.

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 65/100

Tracklist:
1. The Call of War 02:55 
2. Evoching Satan 05:03 
3. Offer to Stars 04:27 
4. Violence of Unique God 05:11
5. Under the Black Flag of Babilonia 05:48 
6. Midnight Sky 08:12 
7. Original Glory 05:15 
8. Last Pagan Night 07:21 

DURATA TOTALE: 44:12

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