Header Ads

CLOROSUVEGA "Clorosuvega" (Recensione)

Full-length, New Model Label
(2017)

Riportiamo dalla biografia: "Clorosuvega è la ricerca costante di un nuovo limite, di una frequenza dimenticata, di un suono atipico. La band nasce a Bologna nel 2012 come Atomic Blast e nel 2013 pubblica un EP, “Noise of Revolution” che riceve un’ottima accoglienza nella scena metal. Il gruppo, ai tempi giovanissimo, lo promuove con 60 live di supporto in Italia, e tra qusesti anche le aperture per Napalm Death (UK), Destruction (DE), Church of Misery (JAP), Tigertailz (UK), Sawyer Family (USA), Dreamshade (CH) e Destrage (ITA)".

La band si ripresenta oggi con un sound che definiremmo come rock-metal alternativo, testi in italiano e tanta carne al fuoco. L'intro "Frattura" apre il disco, lasciando poi lo spazio alla schizzata "Amnesia". Riff contorti e slabbrati, batteria sincopata, cantato grintoso e voglia di sperimentare si fanno subito largo, il tutto alleggerito da ritornelli melodici che danno respiro a strutture non proprio lineari. "Rifiuto" prosegue con la solita grinta, con testi molto profondi e una batteria che spesso si lascia andare anche ad incursioni in doppia cassa. Per certi versi la band in alcuni frangenti mi ricorda i Mudvayne, ma con testi in italiano. Ottimo il lavoro di tutta la band, davvero preparata ed originale.

Il disco non ha cadute di tono, e quello che colpisce è soprattutto la capacità della band di forgiare un sound che in un certo esula dal metal in senso stretto, ma che conserva le "stranezze", la potenza e la sperimentazione di band come Voivod, Meshuggah, Slipknot, ma il tutto rimane ancorato alle ultime tendenze del rock italiano alternativo attuale di gente come i Ministri, ad esempio, soprattutto per i testi e le melodie vocali. Altri brani meritevoli sono “Bittersweet”, potente e devastante con la sua batteria incessante, il funky sperimentale e potentissimo che troviamo in “Del mondo dei Vinti”. Seconda parte del disco aperta nel segno della liberetà massima e rottura degli schemi di “L’importanza di rimanere Lucidi” ed “Anna”, mentre in “Solo un commento” la band ritorna alle ritmiche in salsa Mesguggah e le mescola al funky rock dei Primus.

“Godot” sembra uscita da un disco dei migliori Red Hot Chili Peppers del passato, funkeggiante e irresistibile, con accenni anche a ritmiche samba, mentre la chiusura spetta alla più pacata “Caleidoscopio”  
Disco davvero sorprendente, che quasi stordisce per la sua ricchezza compositiva e per l'alto tasso tecnico dei musicisti. Unico piccolo neo è la voce a mio avviso, che avrebbe potuto variare di più, accentuando i molteplici cambi di umore del disco, ma in generale siamo al cospetto di un bel disco veramente, ma per menti aperte.

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 75/100

Tracklist:
1. Frattura 
2. Amnesia
3. Rifiuto
4. Bittersweet
5. Del Mondo dei Vinti
6. L'importanza di Rimanere Lucidi
7. Anna
8. Solo un Commento
9. Godot
10. Caleidoscopo 

Nessun commento

Powered by Blogger.