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IL VILE "Zero" (Recensione)

EP. Habanero Factory
(2017)

Partiamo subito con un po' di storia di questa band, per fare in modo che almeno i tratti salienti siano riassunti per bene, poi passiamo alla musica. "Stoner-rock band della provincia di VB, attivi dal 2006 con alle spalle diversi cambi di line-up, nel 2010 e’ uscito il loro primo LP 'Insonne' per ALMA MUSIC, che li ha portati a partecipazioni in programmi radio e televisivi, parecchi live show e collaborazioni con band del panorama indipendente italiano, oltre alla partecipazione alla compilation 'MAKE UP, NOT WAR' con il brano LevitaBile...
Il 20 Ottobre 2014 e' uscito ufficialmente il secondo LP "La tragedia del mediocre", ed il primo video ufficiale "Funeral girl", x l'etichetta Genovese THIS IS CORE. Il 22 Marzo 2017, fanno uscire il nuovo EP "Zero", preceduto da singolo e video ufficiale per HABANERO FACTORY.  Il disco e' stato prodotto in collaborazione con FuzzWave Productions di Mauro Gambardella e Glenda Frassi, nonché membri della band Gambardellas, negli studi di Musicaperilcervello di Caravaggio (BG), mixato e masterizzato da Ugo Poddighe negli UP Studios (PV)".

Ok, può bastare, ma aggiungiamo che la band ha calcato anche molti palchi nel frattempo. Quello che ci offre questo nuovo ep "Zero" è dinamite pura! Il connubio di grunge e sonorità accostabili ai Queens Of The Stone Age esplode sin dall'iniziale "Schiena di Serpe", un brano che presenta un basso pulsante che sorregge strofe concise e dirette, e ritornelli in pieno stile rock 'n' roll alla Eagles of Death Metal. Distorsioni di chitarra taglienti ma affilate, riff "storti" ma ficcanti. Gran bel brano con finale pestone a completare l'opera.
Si prosegue con "Zero", dove grossomodo troviamo gli stessi ingredienti del brano precedente, ma il tutto è arricchito da ritornelli molto belli dal retrogusto amaro. Anche in questo brano si fa apprezzare l'operato del basso, molto in prima linea con la sua distorsione da overdrive, mentre la voce di Enrico “Maio” Maiorca dona energia e spinta. Ottimo anche il drumming di Fabio Pedolazzi, semplice, lineare, ma di grande impatto.
"Tagli" è un pezzo che esplora la parte più intima della band, quella più malinconica, stralunata, psichedelica anche, volendo. Personalmente ascoltando bene il tessuto sonoro di questo brano, lo trovo geniale; le linee di basso sono incredibili, il ritornello è aspro, malato, evocativo e i testi in italiano calzano a pennello non solo in questo brano, ma in tutto l'ep.
"4 Cilindri per l'inferno" è un pezzo "drogato", irruentemente punk, saltellante, un inno al pogo in sede live, ne sono sicuro! Anche qui torna in mente l'operato di Josh Homme, ma direi che questa band dimostra in questi quattro pezzi di avere personalità da vendere. Formazione quindi per certi versi unica, matura, capace di trasportare l'ascoltatore sia nel deserto che nella galassia, ma in qualche modo di ancorarlo anche alla cruda realtà.
Una sorta di humor nero pervade questo "Zero", sia nelle parole che nella musica, e noi speriamo che tutti sapranno coglierlo nella giusta maniera e sapranno farsi investire da cotanta carne al fuoco!

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 80/100

Tracklist: 
1. Schiena di Serpe
2. Zero
3. Tagli
4. 4 Cilindri per l’inferno

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