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Disasterhate "Mirroring the Abyss"

Full-length, Club Inferno Entertainment
(2014)

La Sicilia adesso come non mai si presenta come terra brulicante di gruppi metal tra i generi più vari, ma soprattutto in ambito estremo, e i Disasterhate sono da collocare in questo ambito. Provenienti da Catania con alle spalle un demo nel 2007, ora si presentano con il debut album intitolato "Mirroning the Abyss". Il gruppo è per tre quarti formato da fanciulle, e in termini prettamente musicali si divincolano alla grande con i propri strumenti sfoggiando soddisfacenti capacità tecniche.
La band viene definita (e non so se è condiviso dalla band) death/thrash metal, ma ascoltando l'album questa definizione è a mio parere abbastanza sbagliata. Quando penso a band death/thrash la mia mente viene richiamata a gruppi come i Cancer di "To The Gory End" o i Pestilence in "Consuming Impulse", mentre lo stile musicale dei Disasterhate è molto più simile a band come Fear Factory (post "Demanufacture"), Machine Head o i Nevermore, che sicuramente sono debitori al thrash, ma poco hanno a che farci e soprattutto niente hanno a che fare col death.

Appurato ciò, il disco si presenta ben registrato e confezionato e la voce risulta aggressiva al punto giusto. Guardando l'immagine del gruppo si può erroneamente pensare che è l'ennesimo gruppo gothic alla Nightwish e fortunatamente non può essere più sbagliato. Al di là dell'apparenza lo stile della band catanese colpisce anche se gli intermezzi cantati in pulito (e sono pochi), stonano con l'incedere dei vari pezzi, soprattutto nella canzone "Shining Black Mirror", che presenta una sezione acustica cantata interamente in pulito. Non che sia male, risulta suggestivo e la voce pulita è molto intonata e orecchiabile ma secondo me l'intera canzone avrebbe avuto una struttura più solida senza. Sorte peggiore riceve "Blank", in cui la voce graffiante manca totalmente in favore di atmosfere più evocative. Verso la fine del disco si trova "Day Of Zero", che viene indubbiamente eletta come canzone migliore dell'intero album, senza troppi cambi o rallentamenti di sorta.

In sostanza "Mirroring the Abyss" si presenta come un buon debut di una band capace e con le idee ben chiare in testa su quello che vuole fare. I Disasterhate si presentano come band atipica rispetto alle tendenze odierne che prediligono un metal vecchio stampo, (che esso sia heavy o thrash) e fanno dell'originalità il loro pregio ed il loro tallone d'Achille, in quanto potrebbe non essere il disco più papabile del momento. Ciò nonostante va fatto un plauso al fatto che una band composta da tre donne abbia scelto la via dell'estremo e non del classico come è di consueto nel nostro paese ma ordinario all'estero (vedi band più o meno dello stesso genere come Eths o Walls Of Jericho).

Sicuramente i Disasterhate non rientrano nei miei ascolti di tutti i giorni ma il disco lo consiglio agli amanti di sonorità più dure e dal tratto "core". La strada è lunga ma la band l'ha iniziata con un ottimo passo. Mi permetto solo di consigliare al gruppo di ridurre le parti in pulito in favore di quelle più "spinte", ma è solo un consiglio personale.

Recensione di: Il Meggi
Voto: 69/100

Tracklist:
1. Me = Android 03:15
2. Desecrated Sick Reality 05:24
3. Shining Black Mirror 05:51
4. In a Rarefied Morning Sun 06:17
5. Blank 02:50
6. Toxic Sleep 04:05
7. The Abyss 06:57
8. Day of Zero 02:27
9. The Isle of the Dead 05:03

DURATA TOTALE: 42:09

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