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Angelus Apatrida "The Call"

Full-length, Century Media Records
(2012)


Conobbi questa band spagnola durante un breve vacanza che feci a Madrid la scorsa estate, completamente sconosciuti in Italia ( non che sia una novità), in Spagna conosciutissimi all’interno dell’underground iberico.  Decisi quindi di comprare una copia come ricordo, di quel torrido, ma entusiasmante soggiorno, nella speranza che mi potesse lasciare un buon ricordo.
Gli Angelus Apatrida nascono circa una decina di anni fa, da un progetto di Guillermo e Jose Izquierdo, rispettivamente chitarrista e catante e bassista del gruppo, che reclutano in breve tempo David Alvarez alla chitarra solista e Victor Valera dietro le pelli.  Con questa formazione registrano due album Evil Unleashed e Give’em War, ma è con l’approdo alla Century Media che i nostri iniziano a godere di una buona fama e sfornano, nel 2012, il loro terzo album “ The Call”, che oggi mi accingerò a recensire per voi.
Gli iberici possono essere inseriti all’interno della scena del thrash revival,  ma a differenza di molte piaghe che affliggono il mercato, quest’ultimi rielaborano gli schemi dei colleghi americani ( partiture musicali) sia i colleghi tedeschi come i Destruction ( la voce mi ricorda il buon vecchio Schimer). E ci riescono benissimo, pur non dicendo nulla di nuovo.
Il platter si apre con il riff assassino di “You are Next!”, tra l’altro primo ed indovinatissimo singolo dell’album. La canzone è aggressiva quanto basta, presenta riff abbastanza complessi, ma non troppo. Voce protagonista, con l’urlatissimo ritornello “Beware, you are next!”, semplice, ma di buon effetto.
Dopo di che, bisogna arrivare alla seconda metà del disco per sentire i brani migliori dell’opera. Su tutte la micidiale “Killer instict” e la successiva “The Hope is gone”, che ricorda certe cose dei Metallica del Black Album, tuttavia i brano tiene botta e ha una bella parentesi strumentale, che porta a casa la sufficienza del pezzo.
Sufficientemente adrenalica è Still Corrupt, dai tratti groovy appena accennati e dalla parte solista letteralmente devastante! Ascoltate la parte di in tapping e mi crederete.
Da segnalare in chiusura la cover, rivista in chiave più personale, di “Hell Patrol” dei Judas Priest, posta a concludere un disco nel migliore dei modi
Il disco è più che sufficiente, molto godibile e di facile presa, il problema sta solo in quei due o tre brani filler posti nella prima metà del disco. Peccato, sarebbe stato bello dare un 70 a questi scatenati spagnoli.

Recensore: Stefano Paparesta
Voto: 65/100

Tracklist:
01. You Are Next
02. At the Gates of Hell
03. Violent Dawn
04. It's Rising!
05. Blood on the Snow 
06. Killer Instinct
07. The Hope Is Gone
08. Fresh Pleasure   
09. Still Corrupt
10. Reborn 
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