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Mitochondrion "Parasignosis"

Full-length, Profound Lore Records
Genere: Death/Black Metal

Mitochondrion, Barker, cenobiti. E' questa l'associazione di idee eruttata spontaneamente durante l'ascolto di Parasignosis, ideale colonna sonora di un allucinato Hellraiser post-qualunque-tipo-di-metal.
Procediamo con ordine: chi di voi abbia visto almeno un film della ennalogia (vi consiglio il primo ed il secondo, imprescindibili) di Hellraiser, conosce i cenobiti (meglio noti come supplizianti, qui in Italia).

Creature abominevoli nate dalla mente del visionario Clive Barker (scrittore horror con la fissa per gli incubi e le violenze anatomiche) che vivono nell'ultimo girone dell'inferno, dilettandosi nel martoriare le loro vittime, secondo la filosofia per la quale il piacere estremo non può prescindere da un dolore altrettanto disumano.
Che musica potrebbero ascoltare i cenobiti durante il loro “passatempo”? Senza ombra di dubbio i Mitochondrion, perché un dolore inimmaginabile e visionario necessita di una musica altrettanto sconfinante e periferica. Una musica sonoramente e spazialmente estrema. Parasignosis è un disco che filtra il metal d'avanguardia del ventunesimo secolo nel brutal, e visto che siamo in tema, è come se spingesse, a forza, la sperimentazione degli ultimi dieci anni giù in un tritacarne.
Assalti serratissimi, il tremolo picking a mille e la batteria martellante, ora death, ora brutal ipertecnico, stop and go ambient con chitarre che sembrano essere uscite da un disco dei Pink Floyd, sezioni doom che deviano verso lo sludge, riff ctoni pesantissimi, tribalismi, suite progressive ed una catacombale voce gutturale.

Ci sarebbe il rischio minestrone. Ci sarebbe, appunto, ma non c'è. Perché il tritacarne funziona a meraviglia; ogni innesto è perfettamente armonizzato nella cacofonia generale, un marasma strisciante, avvolgente e difficile. Perché Parasignosis è un disco complesso, iperstratificato che necessita di ascolti ripetuti per essere capito. Ad oggi rimpiango il mio primo ascolto, perché l'impatto iniziale è difficilmente riproducibile, l'effetto sorpresa è distruttivo. Premere il tasto play equivale ad essere scagliati in una buia tempesta ciclopia, i colpi non si vedono arrivare, si sentono soltanto.
Piacere attraverso il dolore dicevo in precedenza; già perché questo tipo di musica ha qualcosa di morboso e paradossale: è disturbante, ossessiva, disarmonica e cupa ma maledettamente affascinante. Come un viaggio nei recessi più nascosti, puzzolenti e putrescenti della nostra mente.
Una calorosa avvertenza: l'album ascoltatelo per intero, i singoli pezzi non rendono giustizia alla complessità e alla bellezza del avvicendarsi dei vari brani, i quali compongono un unico gigantesco movimento.

Recensore: Ersatz
Voto: 89/100

Tracklist:
1. Plague Evockation (Pestilentiam Intus Vocamus, Voluntatem Absolvimus Part I) 04:01 
2. Lex Ego Exitium (Pestilentiam Intus Vocamus, Voluntatem Absolvimus Part II) 02:53
3. Tetravirulence (Pestilentiam Intus Vocamus, Voluntatem Absolvimus Part III) 10:22
4. Trials 05:27
5. Rift/Apex 00:46 instrumental
6. Parasignosis 07:34
7. Banishment (Undecaphosphoric) 08:11
8. Kathenotheism 06:29
9. Untitled 00:10 instrumental
10. Untitled 00:10 instrumental
11. Untitled 09:37 instrumental

DURATA TOTALE: 55:40

http://www.facebook.com/mitochondrion137

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