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Katatonia “Dead End Kings”

Full-length, Peaceville Records, 2012 
Genere: Gothic Rock/Metal 

Non sono uno dei tanti che disdegna i Katatonia dell'ultimo periodo anzi, li ritengo ottimi sia nella prima fase, quando si dedicavano al Gothic/Doom, sia in questa sorta di “seconda giovinezza” incentrata su un Gothic Rock che con il Metal ha poco o niente a che fare. “Dead End Kings” è l'ultimo parto della band svedese e segue a distanza di 3 anni il penultimo (e devo dire deludente “Night Is The New Day”).

Sfortunatamente le mie attese nei confronti di un nuovo album della band non erano altissime, complice la delusione maturata con il precedente platter: un lavoro stanco, povero di idee vincenti se non in alcuni rari casi. In sostanza qualcosa di lontanissimo da quel capolavoro che è “The Great Cold Distance”. Va detto che la mia mancanza di aspettative in questo caso è stata un bene, dato che “Dead End Kings” risulta essere identico al suo predecessore, stessa carenza di idee, stessa sterilità, in sostanza noia. Come nel precedente lavoro però anche qui non è tutto da buttare, si possono individuare alcuni brani davvero meritevoli (“The Parting”, “Hypnone” e la bonus track “The Act Of Darkening” ad esempio) ma è veramente troppo poco per poter giudicare il colpo come andato a segno. L'immagine che emerge da questo platter (rafforzata da quello precedente) è quella di una band stanca, annoiata, distratta, incapace di concentrarsi e comporre un lavoro che risulti qualitativamente omogeneo dall'inizio alla fine sfornando invece un album che sembra un'altalena considerando la quantità imbarazzante di alti e bassi (peccato che i secondi superino i primi). Se questa è la nuova incarnazione dei Katatonia non vedo una ragione valida per proseguire, sfornare album mediocri e non rendersene conto penso sia uno dei modi peggiori in cui una band possa invecchiare e vedere che gli Svedesi stanno imboccando questa strada non è una buona notizia.

In conclusione, non saprei nemmeno a chi consigliare “Dead End Kings” dal momento che i fan di vecchia data della band si troveranno per le mani un lavoro indegno del monicker che porta, i newcomers che si dovessero avvicinare per la prima volta alla band avranno invece a che fare con un lavoro mediocre e insipido. Consiglio a quest'ultima categoria di puntare ad altri lavori, come il già citato “The Great Cold Distance”, quel che cercate purtroppo non è in “Dead End Kings”.  

Recensione a cura di: Soulgrinder 
VOTO: 55/100

Tracklist: 

1. The Parting 04:52
2. The One You Are Looking for Is Not Here 03:52
3. Hypnone 04:07
4. The Racing Heart 04:06
5. Buildings 03:28
6. Leech 04:23
7. Ambitions 05:07
8. Undo You 04:56
9. Lethean 04:39
10. First Prayer 04:28
11. Dead Letters 04:29

DURATA TOTALE: 48:27

http://myspace.com/katatonia

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