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Opprobrium “Mandatory Evac”


Full-length, Metal Mind Productions, 2008
Genere: Thrash/Death Metal


Credo che i metallari più stagionati e amanti del buon, sano thrash metal venato di death che andava in voga a cavallo tra anni Ottanta e Novanta, ricorderanno sicuramente i grandiosi Incubus, autori di due gemme chiamate "Serpent Temptation" e "Beyond The Unknown", rispettivamente datati 1988 e 1990.
In particolare, a detta di chi scrive, il secondo citato per me è quasi da annoverare, per qualità e similitudini a livello di sound, come uno dei migliori dischi di thrash/death di quel periodo, a fianco di altri capolavori di gente come Sepultura, Slayer, Kreator o Demolition Hammer. Dopo il 1990 il futuro della band diventò nebuloso, e avremo loro segnali di vita solo nel 1999, anno in cui decisero di rinascere dalle proprie ceneri sotto il nome Opprobrium. Inutile dire che la ragione di questo cambio di nome è vergognosa: infatti è tutto da attribuire alla omonimia con la pop/alternative/crossover band che spopolò proprio dalla seconda metà degli anni ’90 su MTV costringendo così, con meriti pari a zero, a far cambiare nome ad una leggenda di tale portata. Ma vabbè, questa è una delle tante cose insensate di questo mondo e come tale va presa.
Tornando al disorso prettamente musicale, i Nostri tornano a picchiare come gli compete con "Discerning Forces" del 2000 e, solo otto anni dopo, dà un seguito a quel disco, ovvero questo "Mandatory Evac”.

L’album appare scarno sin dalla cover, e questa linea verrà confermata anche tra i solchi di questo disco. Un thrash irruento mescolato a vaghi accenni death metal, ma meno “ragionato”, meno curato rispetto soprattutto al periodo Incubus. Un disco genuino e con poche ambizioni forse, fatto probabilmente da due ragazzi ormai adulti e desiderosi di dire la loro in maniera schietta e sincera, senza troppi fronzoli. Questo ha portato ad avere sul piatto un qualcosa che, nonostante sappia di già sentito, di riciclato volendo, non appare però affatto male in definitiva.
Insomma, in “Mandatory Evac” nulla è sorprendente, nulla è al passo coi tempi e nulla strizza l’occhio a sonorità ruffiane o levigate molto in voga oggi. Eppure proprio per questo io scorgo molta più passione e coerenza qui dentro che nella maggior parte delle thrash metal band che sono tornate dopo venti anni, cercando di essere come ai bei tempi ma risultando in molti casi solo come dei vecchietti tirati a lucido da una bella iniezione di botulino, capace di cancellare le rughe, ma non di camuffare del tutto segni di impersonalità molto più gravi. Senza parlare delle nuove leve: tutti perfetti, ma quasi nessuno capace di procurarmi il minimo sussulto.

Bene, tornando a noi, o meglio a questo “Mandatory Evac” si può anche subito dire che il disco, data la sua omogeneità, non si presta molto ad essere esaminato traccia per traccia o roba simile. Il disco si apre bene con il thrash puro di “Dark Science”. Francis e Moyses Howard si dimostrano subito agguerriti e il primo, voce e chitarra della band, sembra non aver perso nel tempo il suo tipico timbro vocale, soffocato e ruvidissimo. I riff sono basilari, la batteria picchia senza esitazioni senza disperdersi in pattern troppo intricati (che sarebbero stati anche fuori luogo a mio avviso in questo contesto), e i brani si susseguono tra accenni di pura violenza (“No One At My Funeral” o “Fake” ne sono un esempio), affiancati ad altri dove la velocità viene un po’ messa da parte (ma non troppo, intendiamoci). C’è la presenza di qualche assolo, ma trattasi di piccole incursioni di scale care ad un certo Kerry King, quindi schizoidi e molto brevi.

Questo disco stupisce proprio per la sua attitudine “no-compromise” e letteralmente fuori tempo. Al giorno d’oggi, quando tutti cercano di essere perfetti ed originali, i veri diversi rimangono quelli più “normali” di tutti. Gli Opprobrium fanno parte di quest’ultima categoria fino all’osso e se ne fregano altamente di cosa sia o non sia giusto fare nel 2010. Loro erano già leggenda per quanto fatto con gli Incubus e possono permettersi un disco che, al posto di “Mandatory Evac” poteva chiamarsi anche “Fuck Off”.

In definitiva posso dire che questo disco è onesto, sincero e piacevolmente retrò. Per alcuni questi sono difetti, per me valgono almeno un giudizio discreto e il mio supporto convinto.

Recensione a cura di: Kosmos Reversum
Voto: 70/100


Tracklist:
1. Dark Science
2. Never Found
3. No One At My Funeral
4. Incident
5. Mandatory Evac
6. Fake
7. Sports Of Danger
8. Daily Stress
9. In The Shadows
10. Compulsive Worrier
11. Ignorance
12. Sick Of This

http://www.myspace.com/opprobrium

3 commenti:

  1. Bella recensione per un disco da sentire e risentire pogando contro il muro. DAJE!!

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  2. Rispetto infinito per chi con passione porta avanti il proprio credo artistico, sempre e comunque!!!

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  3. Kosmos Reversum3 aprile 2010 11:44

    Disco che sa di birra Moretti e panino dal puzzone. Onesto e spaccaorgani!

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