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Destruktor "Nailed"


Full-length, Hell's Headbangers, 2009
Genere: Black/Death metal


Ed ecco tornare dall’Australia (terra che partorisce ultimamente gruppi con una innata voglia di devastare tutto) i paurosi Destruktor, più violenti, incazzati e marci di prima.
Ho conosciuto questa band casualmente circa un paio di anni fa, comprando praticamente a scatola chiusa il loro ep “Nuclear Storm”, che trovai buttato in una cesta a soli 6 euro ancora incellofanato in un noto negozio che tratta la musica estrema nel nord-Italia. Lo vidi, e chiesi al negoziante se cortesemente me lo faceva ascoltare. Parte il pezzo dopo l’intro e tempo 30 secondi e gli dico “togli, lo prendo subito”. Un ep che trovo ancora esaltante come la prima masturbazione in età di sviluppo. Quelle cose che, assieme a poche altre, ti fanno pensare che a sto mondo c’è ancora qualcosa per le quali vale vivere. Ed ecco che, persi poi un po’ di vista se non per sporadici ascolti dati alle loro altre produzioni, mi appresto a mettere nel mio lettore questo nuovo “Nailed”.
Che dire, ancora una volta un forte brivido mi pervade corpo e mente, capace di farmi stampare un sorriso sadico sul volto: qui non ci sono cazzate, non ci sono inutili trucchi, non ci sono suoni scintillanti e pompati ala Tagtgren per mascherare chissà quali immondizie compositive. “Nailed” arriva dritto al punto come una siringa piantata in vena e nella quale scorre la più pura e meschina delle sostanze capace di fotterti piacevolmente il cervello. E’ malato, diretto ed euforizzante come una fottuta droga, ma marcio e devastante come i suoi effetti postumi.

Sin dalle prime battute di “Embrace the Fire”, che si esprime inizialmente tra rullate e note tese e dilatate, l’attesa cresce febbrilmente fino a quando un uragano di cattiveria piove su di noi, con dei riff velenosi incastrati su cascate di blast beat e una voce che sembra impastata nel gusto di sangue che si sente quando stai sputando una rabbia incontenibile nel microfono, con una foga tale da lacerarti le corde vocali. Una brutalità incessante, un black/death metal che non lascia scampo. L’Apocalisse è iniziata e “The Epitome" lo ribadisce con forza, con il suo thrash bastardizzato con l’arte più nera e gli istinti più primordiali, una mazzata di dimensioni immani che si abbatte su tutta quella gente che pensa che violenza al giorno d’oggi voglia dire ascoltare l’ultimo dei Nile, dei Dark Funeral o degli Psycroptic o altre bidonate del genere. Ma volete che la band dimostri ancora di più la propria indole putrida? Ecco la risposta in “Violence Unseen” che abbraccia l’essenza di questa band con quella di act tipo Archgoat o Blasphemy. A rimettere però un po’ di ordine in questo marasma ci pensa la furia più ragionata delle title-track, canzone di caratura notevole, che pare essere una sorta di miscuglio tra gli Slayer più violenti e l’estremismo al quale i Nostri sembrano prendere sempre più gusto man mano che scorrono i minuti di questo platter.
Le facce della distruzione vengono toccate tutte in questo disco, e quando pensiamo che la band abbia già infierito abbastanza, ecco arrivare una “Endless Reign of Terror”, song quasi tipicamente black metal semplicemente perfetta nella sua semplicità.

Siamo quasi in chiusura ma c’è tempo ancora per una doppietta da collasso: “After Death Murmurs” e “Spawning the Immortal” tengono a rimarcare che i Destruktor non mollano fino alla fine, e infieriscono ancora con molto piacere.

Si è capito che “Nailed” non è un disco per tutti, e non è un disco per coloro che fondamentalmente non capiranno mai che qui dentro la questione non è tanto di etichette, di virgolette, di ibridi tra quello o quell’altro sottogenere. Qui si tratta di capire cosa sia il Metal scritto con la M non a caso maiuscola, e comprare questo disco e ridurre le pagine del booklet del cd (o della cover/interno vinile, dato che la Hell's Headbangers mette come al solito a disposizione dell’acquirente varie opzioni e formati dei dischi che produce), talmente usurate che dovrete mettere un adesivo sopra scritto a mano per ricordarvi di che disco si tratta.

Inutile che aggiunga altro, penso di essere stato chiaro. E se qualcuno non ha capito di cosa sto parlando torni pure a fare jogging con in cuffia Sanremo 2010 o “Death Magnetic”.

Recensione a cura di: Kosmos Reversum
Voto: 87/100


Tracklist:
1. Embrace the Fire
2. The Epitome
3. Inspiration Suicide
4. Violence Unseen
5. Nailed
6. Forward We March
7. Meccademon
8. Endless Reign of Terror
9. After Death Murmurs
10. Spawning the Immortal

http://www.myspace.com/666destruktor
http://www.destruktor.com/

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