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Burzum "Belus"


Full-length, Byelobog Productions, 2010
Genere: Black Metal



Risulta quantomeno strano scrivere riguardo il nuovo album marchiato Burzum.
Anni e anni di attesa, da molti data per vana, chiacchiere, mitizzazioni....un disco black metal poi, chi se lo aspettava più?
Pochi, davvero pochi, e davvero più per nostalgia che per ragionevole speranza.
A dispetto di tutto, però, ecco che questo disco - "Belus" - si è finalmente materializzato e tutti i gossip, le anticipazioni, le interviste fanno la fine che meritano: dimenticati.
Non più surrogati,non più "si dice" ma un lavoro nuovo di zecca, tutto da scoprire, da capire.....anche da valutare? E con che metro? L'aderenza o la somiglianza col passato? Inevitabilmente - almeno in parte - sì, non se ne può fare a meno; e quindi si scoprono le melodie che paiono - e pare davvero sia così - concepite un quindicennio fa; si scoprono le rivisitazioni - stavolta in chiave puramente black metal - di temi comparsi negli ormai datati lavori ambient; ci si stupisce - e non poco - per uno screaming maturo, mutato eppur riconoscibile, una voce che riemerge.....non più il grido inumano di Det som en gang var....la tenebra non è più così fitta, anzi (il concept stesso del disco, ce lo dice) ma la voce sempre ipnotica di un vero bardo.

Chi grida - quasi in automatico - al capolavoro, centra quasi il bersaglio, ma ha comunque sbagliato mira. In un mondo dove il black metal - almeno quello della Norvegia che partorì il progetto Burzum a suo tempo - è diventato un clichè come un altro, un disco del genere manca della forza dirompente, dell'esplosione di energia mortifera,lugubre,dolorosa, affascinante e sciamanica che oggi ascoltiamo nelle reliquie di quegli anni.
Tuttavia, è allo stesso tempo il disco che non sentivamo più da chissà quanto tempo, forte di un potere evocativo che spazza via, come se non fossero mai esistiti, figli e figliocci di quell'ispirazione contraddittoria e pagana, avvolgente, spettrale che è propria solo di Burzum.
Complesso e stratificato, "Belus" è la nuova - non sappiamo se ultima o meno - parte di un viaggio. Un viaggio circolare, oltre la soglia della norma percezione. Una volta visto cosa c'è oltre, non si torna indietro:l'anima è rapita.

Recensione a cura di: Burning Stronghold
Voto 85/100


Tracklist:
1. Leukes Renkespill (Introduksjon)
2. Belus' Død
3. Glemselens Elv
4. Kaimadalthas' Nedstigning
5. Sverddans
6. Keliohesten
7. Morgenrøde
8. Belus' Tilbakekomst (Konklusjon)

http://www.burzum.org/

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