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Fear Factory "Mechanize"


Full-length, AFM/Candlelight Records, 2010
Genere:Industrial/Thrash


Dopo averci letteralmente smaronato quest'estate con un andare e venire di notizie su cause legali e liti da bar fra componenti ed ex della formazione, dopo che Christian Olde Wolbers e Raymond Herrera hanno deciso di creare quella porcata immonda dal nome Arkaea, una sorta di pop band passata per qualcosa che possieda una parvenza metal, ecco che i Fear Factory fanno la voce grossa con "Mechanize".
Ci saranno riusciti? Nì.
Partiamo dal fatto che questi sono gli Syl-Factory e che dell'anima robotica che pervadeva i lavori culto della band potete proprio scordarvi l'atmosfera, il disco nelle sue dieci tracce è un album decisamente da fan boy.
Mi spiego meglio: le tracce, per alcuni versi accattivanti, ritrovano sì l'artefice del successo passato nel riffing di Dino Cazares, ma egli decide però di non far altro che prendere riff triti e ritriti, ripulirli e dar loro nuova veste trovando una quadratura del cerchio solo in qualche sporadico episodio come "Powershifter", "Christploitation" e "Metallic Division".
Burton C. Bell è sicuramente in una forma migliore rispetto al precedente e disastroso "Transgression", di cui si salva forse solo il titolo. La vocalità nelle parti concitate riacquista incisività e cattiveria facendo però venire il latte alle ginocchia quando decide di concedersi alle sue solite aperture in clean, dove sembra abbia ripescato vecchi cori o pezzi da chiesa talmente sono mosci e mancano totalmente dell'appeal dei tempi di "Demanufacture".

E' il riffing pseudo-swedish thrash che appare in "Fear Campaign"? Sono impazziti? No forse solo voglia di accaparrarsi qualche ascoltatore in più. La prova dei musicisti a livello tecnico è impeccabile, e vorrei anche vedere.
Se Byron Stroud al basso lo si accetta per quello che è (un signor bassista) perchè nessuno vuole un clone di Christian, Gene Hoglan, Dio della batteria (e chi vi scrive adora il signore in questione) non c'entra realmente una sega con la musica composta da Cazares. Il drumming risulta scolastico, Gene sembra esser seduto lì tanto per partecipazione dovuta più che per portare a termine un progetto che "deve" andare in porto. Aggravante per quanto riguarda la prova è la totale assenza di marzialità, cosa che rendeva speciali e cybernetiche le prove di Raymond Herrera, unico, solo e insostituibile in quel ruolo per i Fear Factory.

Cosa ci ritroviamo fra le mani? Un disco senza infamia nè lode che potrà piacere ai fan sfegatati e attirare come le mosche i neofiti facendoli urlare entrambi al miracolo: I Fear Factory son tornati! Peccato non sia davvero così.

Recensione a cura di: Tomb
Voto: 65/100


Tracklist:
1. Mechanize
2. Industrial Discipline
3. Fear Campaign
4. Powershifter
5. Christploitation
6. Oxidizer
7. Controlled Demolition
8. Designing the Enemy
9. Metallic Division
10. Final Exit

http://www.fearfactorymusic.com/
http://www.myspace.com/fearfactory

1 commento:

  1. Kosmos Reversum16 febbraio 2010 12:54

    eviterò come la peste questo disco, per me da Obsolete non hanno avuto più nulla da dire. E l'ascolto di soli 2 brani di questo mi ha fatto venire un'altra ulcera.

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