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ROTTED THROUGH "/the_Depths" (Recensione Track by Track)


Full-length, Autoprodotto
(2021)

Salve gentile lettore, dopo averti coinvolto in recensioni di vario genere, dall’industrial-metal al power-metal sinfonico, è giunta l’ora di dedicarmi a qualcosa di più “cattivo”. Infatti oggi il menù prevede i Rotted Through, una simpatica band americana proveniente da Oxford Connetticut, all’esordio discografico, la loro proposta musicale è un death-metal/core con tematiche horror, una roba davvero divertente che non vedo l’ora di esporvi. Facciamo prima le presentazioni:

- Armando Imbro :chitarra
- Mike Goncalves : Voce
- Paris Russell : chitarra, basso, batteria e sintetizzatori

Quarantotto minuti di total running per dieci tracce...(pesantissime)


RECENSIONE RACK BY TRACK:

01. Infinite_depths
Intro claustrofobico, man mano che scorrono i secondi le atmosfere diventano sempre più sature di perversione poi il finale esplode con una batteria ed una chitarra. Enormi!!! Già mi sento a casa.

02. What Does / B / Keep in the Freezer? 
Tanto per familiarizzare con la band, consiglio di dare uno sguardo al video di questo pezzo sulla rete. Intanto io ve lo descrivo a parole: la batteria è sempre sparata a mille, le chitarre raspano, tagliano e sezionano il muro sonoro, la voce a metà tra lo scream e il growl e dire potentissima è poco, l’apporto dei synth dà ancora più il senso di pesantezza del brano, si sente quasi l’afrore dei corpi in decomposizione…

03. Tor.ist
Devastante l’inizio della seconda traccia: batteria incazzata, riffoni di chitarra, vocalizzi rabbiosi. Il mix con i synth è una bomba nucleare. Pezzo sicuramente molto più death-core del precedente. Pensavo di aver ascoltato durante la mia “carriera” di recensore delle band cattive, ma questi sono davvero superlativi.

04. The Silk_en Road 
Si sente la rabbia, l’astio e la perversione, il riff di chitarra è una lama rovente nel burro, la batteria cannoneggia, i vocalizzi di Mike sono maligni ed insinuatori. Il pezzo espande la sua aura putrescente ovunque nella stanza, non si può rimanere indifferenti a questo sound che scuote e sfonda il padiglione auricolare…Sto iniziando a volare sulle ali dell’entusiasmo?

05..human Experiment
Riff iniziale e mattonate in faccia! Ecco la sensazione che si prova ad ascoltare la quinta traccia di questo tesissimo lavoro. I ritmi non sono altissimi ma la pesantezza è tanta, le chitarre si esprimono in modo magistrale. Mi piace in sacco il tamburellare delle pelli aggregato ai riffoni strappa-carne delle chitarre. Giunti a metà del disco esclamo con orgoglio: ”Cazzo”, che bomba! Va beh, continuiamo con il sesto brano...

06. Vile_encryption
Ritmi esageratamente death-metal oriented, nessun respiro e nessuna tregua per il povero recensore. Il muro sonoro è stellare; chitarra, basso e batteria sono un concentrato di violenza inaudita, la voce riesce e si impone con prepotenza, il risultato e qualcosa di estremamente coinvolgente e disturbante.

7. "Foul Enough to Eat"
La batteria sembra una mitragliatrice, grossa. Death-metal forsennato. La velocità non è una delle caratteristiche peculiari di questo settimo pezzo, ma il vigore sì! Un monolite di potenza metallica concentrato in quattro minuti e mezzo di questa traccia, il ritornello rimane nel cervello e piccona, perché dire “scava” sarebbe un eufemismo.

8. To Stretch... to Tear... 
Mamma mia….l’ottava mazzata è servita, se la batteria del pezzo precedente era una mitragliatrice qui i blast beats si sprecano, le chitarre curiosamente non sempre seguono la furia delle pelli, dando origine ad un brano articolato con cambi di tempo e qualche sporadico assolo a movimentare la situazione….unica costante rabbia e furore… Anche di questo pezzo è stato fatto un video visibile sul sito ufficiale della band.

9. /red/room 
La penultima violenza alle mie orecchie si compie con questo nono brano, che si snoda su dei momenti di calma apparente, con batteria molto cadenzata e delle ripartenze al fulmicotone con il simpatico Mike che ti vomita in faccia tutto il suo disprezzo. Sui quattro minuti anche un lontanissimo assolo di chitarra.

10. That Which Is Abysmal
Mi sarei aspettato una traccia finale con un incipit meno incazzato, ed invece…Death-metal puro e crudo, batteria caricata a pallettoni, basso che spacca i timpani e chitarre come lame. Anche questo è un pezzo molto articolato, estremamente tecnico, tutti gli strumenti esprimono il massimo delle loro potenzialità. Risultato spettacolare che premia l’ascoltatore caparbio.


CONSIDERAZIONI FINALI:
Wow, che mazzata...e detto tra noi ci voleva. Era da un sacco di tempo che non ascoltavo un disco come questo, cattivo e violento ma estremamente godibile, dove tutti gli strumenti trovano il loro spazio, prodotto e suonato in modo eccellente. Un disco che non può assolutamente mancare nella collezione di qualsiasi fan del death-metal. Sì, ok ci sono delle “ ombre” death-core ma aiutano ad una miglior fruizione del prodotto.

Recensore: Igor Gazza
Valutazione: 8,5/10 

Tracklist:
1. Infinite_depths 
2. What Does / B / Keep in the Freezer? 
3. Tor.ist
4. The Silk_en Road
5. .human Experiment
6. Vile_encryption
7. "Foul Enough to Eat"
8. To Stretch... to Tear... 
9. /red/room 
10. That Which Is Abysmal 

Line-up:
N/D

Links:
Bandcamp
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