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Intervista: LUCIANO LAUNIUS


1) Ciao Luciano e benvenuto sulle pagine virtuali di Hot Music Magazine! Vogliamo parlare di come si è svolto il processo che ha portato alla realizzazione di "Painters Of Ether"? 
Ciao, grazie dell'invito! Beh, è stata un’idea che si è sviluppata in base alle esigenze che avevo. Ho sempre desiderato incidere un album, ma era davvero difficile trovare qualcuno al quale piacesse suonare metal! Mettere in piedi un gruppo al giorno d'oggi non è affatto semplice, questa era un’idea alquanto complessa, ed era un’impresa trovare gente della zona che fosse in grado di suonare metal, e chi era bravo oltretutto era già impegnato. Quindi per me era ancora più difficile concretizzare il ciò. Fu allora che mi balenò in testa questa idea, e iniziai a chiedere a vari musicisti una collaborazione della durata di un brano! Provai a registrare due brani, giusto per capire se era un'idea che poteva funzionare, ed i risultati mi avevano soddisfatto e convinto di proseguire per questa strada! Capii che avrei avuto tutta la libertà che desideravo nel comporre, e ma mano che scrivevo brani mi rendevo sempre più conto che il tutto si stava facendo più interessante. Ogni brano brillava di luce propria, andava a formare il tassello giusto per completare il mosaico di Painters of Ether. Ovviamente, i social, usati nel modo corretto, mi hanno aiutato ad arrivare ai musicisti che desideravo avere in questo folle viaggio musicale! 

2) L'artwork di copertina è molto bello ed evocativo. Chi l'ha realizzato e cosa rappresenta? 
Un album del quale vado molto fiero richiede una copertina importante, d’impatto! Volevo qualcosa di particolare che potesse attirare l'attenzione, perché nella maggior parte dei casi, per non dire sempre, quando sfogli una libreria digitale, o quando vai in qualche negozio di musica, la prima cosa che vedi è la copertina, quindi la prima che deve attirare l'attenzione è proprio l'immagine dell'album! Volevo qualcosa di fiabesco e soprattutto con colori abbastanza vivi da poter dire: Ehi sono qui! Ho qualcosa da raccontarti, vieni ad ascoltare! Oltre ai colori chiaramente dovevo pensare anche al soggetto, e nei temi fantasy c'è quasi sempre un altare, per cui ho immaginato questo “libro dei pittori” custodito da due leoni in pietra su un altare sulla cima d'un monte, dove il panorama poi avrebbe fatto da contorno. Sono sciroccato, lo so!! Alla fine, il lavoro fatto da Aleh Zielankievič mi piace un sacco! Gli avevo dato delle idee una bozza disegnata malissimo, ed alla fine mi ha creato una copertina la quale immagine va ben oltre a quello che avevo in testa! Il logo e la scritta invece me lo aveva fatto anni fa Enrico Ghirelli. Il logo è una raffigurazione elaborata del quinto chakra, ovvero quello della gola, che è legato all’etere. 


Dopo l'ottimo ascolto dell' album di Luciano Launius "Painters Of Ether" (recensione QUI), non potevamo esimerci dall'approfondire meglio chi si cela dietro questo ambizioso progetto di power metal sinfonico, di come è nato tutto e di come sia riuscito luciano Launius a dare vita ad un'opera che farà parlare molti fan di questo genere musicale. Speriamo che questo album abbia i giusti meriti e non sia snobbato da molti, i quali credono ancora che la musica metal migliore sia fuori dal nostro Paese (per fortuna sono rimasti pochi...). Bando alle ciance, parla Luciano!

3) Ci vuoi spiegare il titolo dell'album e a cosa si riferisce? 
L'album prende il nome del progetto, e tradotto significa “pittori dell’etere”, un nome uscito per caso scrivendo il testo di una canzone mai incisa. Fondamentalmente è un titolo che io stesso ho dato ai musicisti! Vedi, io un musicista lo considero essere come un pittore, che dipinge lo spazio e il tempo con i colori della musica, e siccome la musica si propaga attraverso l'aria, era nato questo nome, e l’ho inciso sul progetto! Ho trascorso parecchio tempo a pensare a un nome che non potesse risultare banale, e penso d’aver centrato l’obbiettivo! 

4) Vogliamo parlare delle tue influenze musicali? 
Beh, sicuramente i Rhapsody of fire (allora solo Rhapsody) mi hanno insegnato che è possibile scrivere qualcosa di epico generato dall'unione di strumenti d'orchestra con il metal. Già dal primo ascolto avevo trovato affascinante questo connubio. Poi un enorme influenza deriva dai videogiochi, quelli d'avventura in particolare, ad esempio la leggenda di Zelda. Le atmosfere generate dalla sua colonna sonora si sono radicate nella mia testa da moltissimi anni ormai. Chiaramente anche i film di stampo fantasy hanno dato il loro contributo e vorrei anche citare John Williams. 

5) Il tuo stile è probabilmente classificabile come power metal sinfonico, ma forse non renderebbe bene l'idea di quanto possiamo trovare all'interno della tua musica. Vuoi spiegare a chi non ti conosce a parole la tua musica, quindi? 
Scrivere musica che risulti essere fresca e diversa dal solito al giorno d'oggi non è per niente facile, è pieno di musicisti nel mondo! Questa è una tipologia di metal sinfonico particolare, diverso dallo standard che si è abituati ad ascoltare. Mi piace dare spazio a tutti gli strumenti, creare atmosfere che conducono l'ascoltatore in una dimensione diversa dalla nostra. Mi piace definirlo un genere fantasy. Alcune persone lo ritengono metal JRPG (Japanese role play game), appunto perché ricorda molto le colonne sonore adattate per i videogiochi giapponesi. Di sicuro posso dire che è un metal arioso, dove le dinamiche si fanno sentire, dove lo scuro si alterna al chiaro, dove la potenza e la melodia si intrecciano per dare all'ascoltatore qualcosa di energico e piacevole da ascoltare. Molte persone che non ascoltano il genere pensano che il metal sia casino, ed io voglio dimostrare il contrario. Ogni parte dei brani è stata ragionata attentamente per narrare un tema ben preciso. C'è talmente tanta di quella roba che se si vuole sentire tutto quello che c'è sotto un ascolto non basta! Per un ascoltatore curioso potrebbe essere anche un divertimento cogliere tutti i dettagli! 

6) Ci vuoi parlare dei numerosi ospiti che hanno partecipato alla realizzazione di "Painters of Ether" e del perché hai ritenuto di ampliare così tanto il tuo concetto di metal opera a tanti altri artisti? 
È stata un’idea che era maturata in corso d’opera. Subito avevo registrato due brani per capire se l'idea poteva funzionare, e vedevo che risultato mi soddisfaceva, quindi ho deciso di proseguire per questa strada. All'inizio avevo contattato musicisti che conosco, e bene o male abitavamo relativamente vicino, poi ho voluto spingermi oltre, arrivando in Germania, poi Brasile, Stati Uniti.... mi ricordo che quando ne parlavo alle persone, mi guardavano in modo strano come a dire: “maaaa, sei sicuro di quello che stai facendo? Come fai a far registrare musicisti che stanno davvero lontano? Come farai ad organizzare il tutto? È da pazzi fare una cosa del genere!” fortunatamente abbiamo la tecnologia che sta dalla nostra parte! A lavoro concluso devo dire che le mie aspettative non mi hanno deluso, anzi, sono molto soddisfatto! Questo è un album che varia in tutto e per tutto! Prendiamo ad esempio Dancing Butterfly, se non avessi avuto una voce femminile non avrei ottenuto lo stesso risultato, stesso vale per Silent Sinner’s, e di conseguenza per gli altri brani. Alla fine è come ascoltare una raccolta, dato che ogni canzone a una line up diversa, ma così facendo sono riuscito a dar vita a tutto quello che avevo in mente. È come andare al ristorante ed avere portate diverse! 


7) Stai già lavorando a nuova musica? Hai già una idea di come si evolverà il tuo sound in futuro? 
Ho già parecchie idee che stanno bollendo nel calderone ed ho già iniziato a scrivere degli appunti! Per quanto riguarda il sound in futuro, questo non so dire come cambierà, ma ho pensato a qualcosa che potrebbe rivelarsi interessante, qualcosa che credo nessuno possa aver mai pensato: chi compra l'album, che sia in formato fisico o digitale, dopo aver mostrato la prova d'acquisto inviando una mail a Paintersofether@gmail.com oppure a label@experienceacademy.it riceverà una backing track dall'album a sua scelta da suonare o cantarci sopra, ovviamente senza la parte interessata, e pubblicando il video della propria esecuzione sui vari social taggando il progetto, verranno valutati i migliori musicisti di ciascun strumento e quando si sarà pronti a registrare il secondo album si darà loro loro la possibilità di registrare un brano. Magari nello stesso album ci sarà un loro eroe, se non addirittura nella stessa canzone! Penso che si possa definire questa idea come un contest! 

8) Se dovessi convincere un ascoltatore ad ascoltarti, come cerchereste di convincerlo? 
Se ti piace il fantasy, musica epica con atmosfere ricercate e vuoi ascoltare qualcosa di diverso del solito, Painter of Ether fa al caso tuo! Se sei un video giocatore di RPG o ti piacciono film d'avventura e fiabeschi, questo progetto potrebbe interessarti molto. Secondo il mio punto di vista è un album abbastanza versatile, lo può ascoltare sia un metallaro che una persona abituata a tutt'altro genere. Questo è un album concepito per trasmettere energia. 

9) A te le ultime parole. Un saluto! 
Quando si crea musica ci si mette praticamente a nudo. Metti in condivisione ciò che ti arriva dal cuore, dalla tua mente. Praticamente condividi con tutti il tuo mondo! Sei consapevole che riceverai critiche, ma sai anche che ce l'hai messa tutta per strappare delle emozioni a coloro che ascoltano! Creare questo album non è stato per niente facile, mi sono imbattuto in molte difficoltà, spesso mi trovavo in situazioni dove il livello di stress era davvero alto. Io non sono un musicista che lo fa di professione, ho il mio impiego, e mi mettevo a scrivere musica per lo più alla sera dopo lavoro e nei weekend, e mi chiedevo: “ma chi me la fa fare sta follia?”. Poi mi guardava indietro, e vedevo che tutto quello che avevo già fatto mi stava dando delle grandi soddisfazioni! Ricevevo dei gran complimenti da tutti i musicisti che avevano deciso di prendere parte a questo progetto, e che di musica ne hanno ascoltata molta, quindi non potevo mollare! Vedere che alla fine, ad album uscito, le persone mi scrivono complimentandosi, mi parlano col sorriso e con gli occhi che brillano di eccitazione per aver ascoltato l'album, mi fa capire che forse ho fatto le scelte giuste. Mi ero sempre promesso che avrei scritto un album prima o poi, anche a costo di farlo a quarant’anni! Alla fine l'ho inciso che ne ho 36, vediamo se ora dei 40 riuscirà a nascere anche il secondo. Non bisogna mai mollare e seguire sempre i propri sogni!

By Redazione

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