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CHROME SKY "Binary" (Recensione - Track by Track)


Full-length, Ghost Record Label
(2021)

Il freddo si avvicina, le belle giornate assolate si fanno attendere, periodi plumbei e freddi, nebbia e pioggia...che palle. Ma meno male che ci pensa la Ghost Record Label ad allietarmi con un’altra release di spessore, ed io non potevo che volerla recensire e farvela leggere a mio modo. I Chrome Sky sono il frutto di una collaborazione pluriennale che nasce a Catania tra il poliedrico cantante e cantautore Paolo Miano e l’inventivo compositore/programmatore Mario Ferrarese, da anni trapiantato ad Amsterdam. Metal, elettronica ed elementi propri del gothic metal si fondo e danno origine a questo particolarissimo album. La band ha già prodotto un un primo album dal titolo “Artificial” nel 2017 ed ora nel 2021 escono con il loro secondo lavoro "Binary", un disco composto da otto tracce per circa trentacinque minuti di musica.


TRACK BY TRACK:

01. Waterfall
La batteria parte potente, supportata da una buona dose di elettronica, la chitarra reclama il suo spazio e si staglia imperterrita nel muro sonoro, la voce in clean, decisamente eterea e molto melodica. Sui due minuti e quaranta la cibernetica diventa decisamente esuberante, ed il pezzo “pompa” in un modo esagerato, poi un buon assolo chitarristico scompagina tutto, i ritmi rimangono altissimi fino al termine del pezzo.

02. Death Of A Hero
Batteria e chitarra, la voce si mostra più aggressiva, l’elettronica ha sempre una parte preponderante, i ritmi non sono esagerati ma rimbalzanti e ridondanti, alcune parti sono assimilabili alla techno, il che non stona anzi da una sfumatura quasi aliena al pezzo.

03. Kleenex
Il terzo brano parte con il turbo: rock cibernetico, voce prestante e ritmi serrati. Il ritornello è molto melodico e rimane in testa come anche l’insistente “motivetto” dei sintetizzatori. Nel complesso un pezzo interessante che rende la musica quello del sano e puro divertimento per chi ascolta e per chi compone.

04. Desert Sun
Mi piacciono i synth all’inizio di questo quarto pezzo, il ritornello è ultra-melodico ed il pezzo si fa ascoltare. Le contaminazioni sono prepotenti, strabordanti; il continuo ripetere il titolo della canzone diventa alla lunga comunque stucchevole, e stufa un po’ anche se musicalmente il brano piace; vogliamo dire che manca qualcosa nella scrittura del testo, forse.

05. Ice God
Il quinto brano ha un’impostazione più goth rock, molto piacevole. Si tenga comunque sempre in buon conto il pesante contributo dell’elettronica che dona forma e sostanza e soprattutto pesantezza. A metà della canzone un buon solo di chitarra, a corollario dell’immancabile ritornello che fonde melodia e potenza.

06. Aeon Flux
Bel riffone di chitarra, poi partono i synth e la batteria. La voce è in clean, sempre molto impostata, che in un pezzo come questo rende un sacco. Qui secondo me si raggiunge l’apice del disco, dove una buona dose di elettronica supporta un comparto strumentale in modo egregio senza però snaturarlo in modo esagerato.

07.Quicksand
Penultima traccia, e tastiere in grande spolvero. La voce è filtrata, e questo a me non piace in modo esagerato. Il brano, se mi è consentito, è una “tamarrata” a livelli cosmici e mi rimangio quello che ho scritto sulla voce….mi piace un botto (in questo contesto), il muro sonoro è enorme e nello stereo spinge in modo prepotente, tutto si mescola: synth, chitarre, batteria e voce… anche i cori a fine del pezzo...credo di avere un mancamento.

08. March Of The Stormtroopers
L’ultimo pezzo è la ciliegina sulla torta, un pezzo “Tamarr-epico”. Sintetizzatori esuberanti, batteria e chitarra a connubio con la voce tipica di un coro power metal… ormai sono totalmente in adorazione...Il finale ha delle sfumature che vanno dal metal alla techno.


CONSIDERAZIONI FINALI: 
Mi sono divertito parecchio a recensire questo disco che, detto tra noi, mi è piaciuto un sacco, al di la delle doti musicali dei due protagonisti, che per inventiva e genialità meritano un oscar, anche se a livello di composizioni del testo lasciano un po’ a desiderare. Però mi voglio soffermare su una cosa fondamentale: ascoltando un qualsiasi brano musicale la voce ed il testo hanno un valore importantissimo, alcune volte sono la parte principale del pezzo e devono essere giustamente messe in rilievo, più delle parti strumentali. Qui la voce è usata come un “strumento musicale” e fa essa stessa parte della musica, quindi anche se i testi sono un po’ ripetitivi va bene lo stesso; i Chrome Sky stravolgono il concetto di musica e tutto, ma proprio tutto, è asservito al risultato finale, bisogna lasciarsi trasportare dal ritmo incalzante dalle digressioni tecno e dalle scarrellate metal...Mi pare pacifico consigliare l’ascolto di questo disco a chi non ha nessuna repressione musicale, ma devo mettere in guardia chi ama un certo tipo di rock/metal più tradizionale: ragazzi non vi piacerà! I Chrome Sky rappresentano quello io posso definire rivoluzione ed evoluzione musicale, dove tutto è buono per creare qualcosa e dove non esistono pregiudizi e preclusioni. Vince solo la musica.

Recensore: Igor Gazza
Valutazione: 8/10 

Tracklist:
01. Waterfall
02. Death of a Hero
03. Kleenex [Remastered Version]
04. Desert Sun [Remastered Version]
05. Ice God
06. Aeon Flux
07. Quicksand
08. March of the Stormtroopers

Line Up:
Paolo Miano – Voce
Mario Ferrarese – Programming

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