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Intervista: DAMIANO BIASUTTO

 


1) Ciao Damiano e benvenuto sulle pagine virtuali di Hot Music Magazine! Vogliamo parlare di come si è svolto il processo che ha portato alla realizzazione di "Powered By Steel"?
"Powered by Steel" è un progetto che avevo iniziato subito dopo "Dangerous Railway". Si tratta di un album molto più curato artisticamente e tecnicamente, ciò grazie a nuovi aggiornamenti e modifiche ai suoni di tutti gli strumenti. Lavorai un brano alla volta a spezzoni, a volte ci mettevo un mese buono e altre volte anche di più per completarlo; sommando la media lavorativa ho completato l'album in un anno esatto.

2) L'artwork di copertina è molto semplice, ma rende bene l'idea del contenuto dell'album, a base di chitarra. Chi l'ha realizzato?
L'album, così come gli altri due precedenti (Minstrel of the Dark e Dangerous Railway) sono stati disegnati e firmati da Gianenrico Bonacorsi.

3) Ci vuoi spiegare il titolo dell'album e a cosa si riferisce?
Il titolo voleva rappresentare l'essenza della musica composta nell'album, oltre a voler significare un aumento della "forza" rispetto ai progetti passati.

4) Vogliamo parlare delle tue influenze musicali?
Le mie influenze musicali, se si ha orecchio e conoscenza, prendono spunto dall'heavy metal e power metal classico.

5) Il tuo stile è classificabile come heavy metal strumentale e tu ti occupi di tutti gli strumenti. Ci vuoi spiegare come mai preferisci lavorare da solo e del perchè hai deciso di non inserire la voce nei tuoi dischi?
Lavoro da solo per il semplice fatto che "chi fa da sé fa per tre" e poi non c'è nessuno che mi aiuta e che è in grado di aiutarmi; solo una volta, con il singolo "Thunderdance", mi sono fatto aiutare per la base di batteria grazie alla collaborazione di Giovanni Di Bernardo. Grazie al fatto che ho la totale libertà sui progetti e sulle scadenze posso lavorare in tutta tranquillità e serenità, anche se ciò potrebbe causare qualche mancanza all'interno delle canzoni. Ma di questo non me ne preoccupo più di tanto.
Perché la mia musica non ha voce? Questa è la domanda che molte volte mi si para davanti già da diverso tempo, ma non voglio farne una polemica, lo capisco. La critica che mi fanno è "se ci fosse una voce la musica sarebbe più completa", e puntualmente la mia risposta è che la voce non la metto e per molte ragioni, sia tecniche che significative.
A) Non so cantare e ho una voce pessima, quindi è già una motivazione valida. B) Non sono bravo nei testi e nella scrittura, alla fine i risultati non mi vengono. C) Sono dell'idea che la musica strumentale sia troppo sottovalutata e che la gente preferisca la voce perché vogliono capire subito che cosa vuole significare la canzone, invece di immedesimarsi nella musica di per sé. Il mio compito è cercare di creare pezzi strumentali che arrivino a tutti e che siano più "naturali" possibili, anche perché non sono mai stato un virtuosista e non è di mio interesse diventarlo. D) C'entra ora un ragionamento personale sul perché io faccia musica strumentale: io, così come tanti artisti e band, hanno un personaggio, una mascotte, un alter ego. Il mio che ho voluto scegliere, e che tuttora sto impersonificando e evolvendo, è un menestrello. Un menestrello che suona un liuto in metallo con filo spinato al posto delle corde, incatenato, ammutolito e torturato dal suo signore che gli impedisce di cantare e parlare. Perché? Questa è una domanda al quale vorrei che sia la gente a riflettere, perché ha diverse sfaccettature. Nel retro del disco "Minstrel of the Dark" c'è scritto appunto una breve frase che parlava di questo.



6) In cosa pensi si differenzi il tuo ultimo album rispetto ai precedenti?
La differenza è che i brani sono più diretti e meno improvvisati, i suoni sono più accurati, c'è una marcia in più in qualità di composizione delle tracce e tutti gli strumenti hanno una gerarchia più ordinata.

7) Stai già lavorando a nuova musica? Hai già una idea di come si evolverà il tuo sound in futuro?
Per ora sono in pausa, ma poi ovviamente mi metterò al lavoro per un nuovo album. Il sound si differenzierà ancora perché sto passando dal digitale al valvolare, e questo è già un passo importante. Come sarà poi il lavoro finito non posso ancora saperlo, lo devo ancora studiare prima di mettermi a registrare.

8) Se dovessi convincere un ascoltatore ad ascoltarti, come cerchereste di convincerlo?
Non saprei come convincerlo. Io credo di più alla meritocrazia che alla pubblicità e, col tempo, ho capito che è l'ascoltatore stesso che deve cercare e decidere cosa vuole; lo so perché anch'io mi immedesimo nell'utenza e capisco le esigenze altrui. Convincere una persona ad ascoltarmi non sarebbe una mossa molto saggia perché capisce che ho bisogno di visibilità e quindi, o trovi qualcuno che per botta di fortuna ti ci si affeziona o avrai un comune utente "morto" che non ti rivolge parola e commento. I miei numeri parlano chiaro e c'ho più perso che guadagnato in questi 6 anni di carriera, dimostrando quindi che alla gente non piaccio poi così tanto.

9) A te le ultime parole. Un saluto!
Mandi.


Intervista a cura di Marco Landi

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