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WHATAFUCK "Stronger Than God" (Recensione - Track by Track)


Full-length, Ghost Record Label
(2021)

Il 27 marzo 2021 è uscito l’album di debutto di questa one man band di Trieste. Il sound proposto è un modern metal pesante, energico e divertente da ascoltare. Il deus-ex-machina di tutto ciò corrisponde al nome di Davide Giorgi e la peculiarità di questa band è quella di utilizzare nei live delle maschere teatrali, totalmente inespressive, che celano l’identità dei protagonisti. Tornando a parlare di live possiamo dire che ad ogni esibizione la line-up cambia, mantenendo comunque il Giorgi come unico punto fisso. Il disco in recensione è stato prodotto dalla Ghost Record Label, etichetta sempre attenta alle nuove band emergenti, le tracce sono nove per circa trenta minuti di devasto sonoro.


1. Intro
L’intro è inquietante, solo piatto della batteria e noise di chitarra...

2. Stronger Than God
La seconda traccia parte spedita, ritmi forsennati batteria grossa, voce growl e chitarroni pesanti; l’andamento è cadenzato, il ritornello è ultra-melodico come si conviene delle migliori tradizioni del moder metal Sui due minuti e quarantotto un bel solo di chitarra….il brano trita fino alla fine e diventa progressivamente fragoroso.

3. El Sonido del Mal
Dopo un breve intro elettronico parte la voce sempre assolutamente aggressiva ma meno votata al growl, basso e batteria a dare un ritmo sincopato. Anche qui il ritornello è decisamente orecchiabile e l’utilizzo della lingua spagnola da una parte ne eleva il valore, ma dall’altra da quella sensazione di già sentito che fa storcere un po’ il naso…La cavalcata finale di chitarra e batteria comunque è davvero godibile.

4. My Body
Chitarra e batteria con un contorno elettronico, la voce è in clean e ripete allo sfinimento il titolo del brano, il ritmo è composto, frizzante senza essere violento. Interessante l’utilizzo sia dei clean che della voce aggressiva per poter modificare il mood del pezzo.

5. Watch Me
Solo la batteria e l’elettronica, poi il growl esce dalle casse dello stereo come un pugno in faccia, successivamente tutto si placa e la voce diventa quasi rappata e soprattutto filtrata. Comunque ha un suo senso, in quanto nuovamente dà una sorta di movimento al pezzo. Questa quinta traccia ha davvero un bel tiro diretto e preciso.

6. Down to the Cross
I ritmi si elevano in moto esponenziale, il muro sonoro prodotto dalla band triestina in questa traccia diventa qualcosa di pesantissimo, il ritornello è decisamente catchy, ed in un brano come questo il risultato è sfavillante. Il brano conserva astio e cattiveria e mi piace davvero molto.

7. Perfect Soul
Batteria a mitraglia e chitarre fiammeggianti, la voce è grave ed urlata, ogni strumento è tarato per fare male, la combo chitarra e batteria sulla metà della traccia è devastante.Si nota una deriva death metal incanalata soprattutto ad appesantire ulteriormente il pezzo….io l’ avrei esasperato ulteriormente con l’utilizzato dell’elettronica.

8. Fuck
Penultima traccia del disco, anche questo brano è feroce come i precedenti, anche se caratterizzato da maggiori architetture sonore che lo rendono forse il più particolare dell’intero disco, se mi posso permettere lo trovo il migliore. Diretto, cattivo, astioso a tratti rovente con le sue chitarre arrembanti la batteria potente.

9. Inferno
Di questa ultima composizione è stato tratto un video visibile sui canali online, la partenza è carica come una bomba, chitarra e batteria sono tiratissime, la voce passa agevolmente dal clean al growl, davvero interessante risulta il ritornello che esprime tutto l’ardore che questo artista ha nel proporre la propria musica.

CONSIDERAZIONI FINALI:
Chi legge le mie recensioni sa che non faccio mai dei riferimenti o dei rimandi ad altri gruppi ma meno che non si parli di cover. La musica è unica, se recensisco quel gruppo la musica è solo loro e parlo solo di loro. Questa band triestina ha comunque e inoppugnabilmente pescato a piene mani da tutti quei gruppi modern metal di stampo americano che fanno della potenza e della melodia il loro cavallo di battaglia. I Whatafuck hanno sapientemente miscelato tutto, rendendolo un loro prodotto. Ovvio, alcune tracce sanno di già sentito ma le note sono sette e finita li. Il disco si snoda sulle sue nove tracce è non ha dei cedimenti o dei punti deboli, anzi, va bello diritto fino alla fine ed anche con un discreto godimento per l’ascoltatore. Unica pecca che ha secondo me, questo disco, è che non ha passione, se non per l’ultima traccia, è profondamente impersonale, freddo, ma forse fa parte del modo di essere “Whatafuck” allora in questo caso è un punto di forza!

Igor Gazza
7,5/10 

Tracklist:
1. Intro
2. Stronger Than God
3. El Sonido del Mal
4. My Body
5. Watch Me
6. Down to the Cross
7. Perfect Soul
8. Fuck
9. Inferno

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