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AGENT STEEL "No Other Godz Before Me" (Recensione)


Full-length, Dissonance Productions
(2021)

Chi non muore si rivede, è proprio il caso di dirlo, e gli Agent Steel tornano con questo "No Other Godz Before Me" a distanza di quattordici anni dal precedente "Alienigma. Molte cose sono cambiate, prima fra tutte il ritorno del tanto carismatico quanto imprevedibile cantante originario della band, ovvero John Cyriis, personaggio che tra realtà e finzione ha costruito attorno alla sua persona un personaggio quasi leggendario, tra rapimenti di alieni e altre storie che ha raccontato e che nessuno può dimostrare, ma nemmeno smentire, anche se tutti ci siamo fatti un'idea, credo...L'era con Bruce Hall ha portato gli Agent Steel a partorire dei buoni album, primo fra tutti "Order Of The Illuminati", uscito nel 2003, ma la sensazione, almeno a parere di chi scrive, è sempre stata quella che album come "Skeptics Apocalypse" e "Unstoppable Force’ fossero irripetibili, e che la voce acuta del "buon" Cyriis avesse contribuito, anche stranamente, a rendere unico il sound di quelle due gemme dello speed metal. 

Gli Agent Steel di oggi quindi ritornano completamente nelle mani del cantante brasiliano, che per l'occasione ha reclutato una line-up nuova di zecca. E mi viene da dire: e chi se lo aspettava un album così? Ora, a fronte del fatto che nulla in questo album suoni moderno o tantomeno originale, è davvero sorprendente ascoltare un album di questa fattura, con un songwriting ispirato e un sound che rimanda direttamente agli anni Ottanta e a quei due mitici album usciti in quel periodo che proiettarono gli Agent Steel nell'Olimpo dello speed-thrash metal. 
Ma ora parliamo più nello specifico di questo "No Other Godz Before Me". Dopo la strumentale e molto bella "Passage to Afron-V", la band si lancia in una corsa senza tempo come l'ottima "Crypts of Galactic Damnation", pezzo che farà scendere le lacrime a tanti vecchietti come me e soprattutto ai fan di questa band. Ma devo precisarlo nuovamente: qui la goduria è per chi ama il vecchio speed metal e i vecchi Agent Steel. Chi ha amato la fase con Bruce Hall non troverà molte similitudini con quel periodo. E' sorprendente come la band riesca a suonare totalmente retrò, ma non dando quasi mai la sensazione di essere fuori tempo massimo. Questo perchè la coppia d'asce formata da Nikolay Atanasov e Vinicius Carvalho è assolutamente micidiale. I riff vi ribalteranno, così come i loro assoli. Tutto suona tagliente e quasi perfetto....Incredibile! E la voce di Cyriis? Non è cambiata più di tanto, e i suoi acuti quasi impossibili vi investiranno durante l'ascolto di tutto l'album. Proseguiamo con la title track, "No Other Godz", un'altra mazzata speed sparata a folle velocità. Menzione d'onore anche per il batterista Rasmus Kjær, instancabile e davvero abile nel rendere trascinante ogni canzone con i suoi pattern veloci e senza tanti fronzoli. Anche in questa canzone le chitarre fanno la parte del leone e anche solisticamente sanno aggiungere qualcosa di davvero valido. Questo è un altro pezzo che rasenta il capolavoro, poco da dire. Passiamo a "Trespassers", canzone con più influssi thrash metal, in virtù di riff più granitici e di parti groovy più presenti rispetto alle canzoni precedenti. Assoli vorticosi anche qui, e un piglio da ventenni. Siamo quasi a metà album, e questi signori stanno ridisegnando lo speed-thrash metal in maniera quasi perfetta. Sarà dura per tanti loro colleghi fare di meglio, io lo dico sin da ora.

"The Devil’s Greatest Trick" si fa notare per una vena maggiormente melodica, mentre la successiva "Sonata Cósmica" è un rullo compressore eretto con doppia cassa incessante e chitarre roboanti e la voce di Cyriis pronta a dare il suo trademark anche qui. Piccolo dettaglio che non vorrei fosse trascurato: la voce di John Cyriis pensavo di trovarla fastidiosa, e invece quasi non riesco a immaginare un album del genere, un album finalmente e nuovamente AGENT STEEL, cantato diversamente. Il cantante qui presente ci dimostra però che è anche in grado di cantare su registri più bassi, ed è quello che fa su "The Incident", e guarda caso, per me rimane uno degli episodi meno ispirati del lotto. L'ho trovata banalotta e non in grado di competere con le mine sparate in precedenza. 

Entriamo nel finale con le ultime due canzoni, ovvero "Outer Space Connection"e "Entrance to Afron-V". La prima delle due è forse l'episodio più veloce e aggressivo di tutto l'album, e vi assicuro che è impressionante, mentre la seconda e ultima canzone della tracklist riprende le stesse note della strumentale posta in apertura, chiudendo con una leggera vena malinconica e con un gran lavoro di chitarra l'album. 
Signori, questo album è da lacrime agli occhi, è la dimostrazione che lo speed-thrash metal è ancora vivo e vegeto, ed è incazzato, ispirato e assolutamente al passo coi tempi. John Cyriis è tornato alla veneranda età di cinquantotto anni, con una formazione di quasi sconosciuti ad insegnarci cosa voglia dire suonare questo genere al top e ci è riuscito. Quanti avrebbero puntato due soldi su tutto questo? Credo pochissimi. Ricredetevi, siamo al cospetto di un quasi capolavoro!

Sergio Vinci
Voto: 8,5/10

Tracklist:
01. Passage to Afron-V
02. Crypts of Galactic Damnation
03. No Other Godz
04. Trespassers
05. The Devil’s Greatest Trick
06. Sonata Cósmica
07. Veterans of Disaster
08. Carousel of Vagrant Souls
09. The Incident
10. Outer Space Connection
11. Entrance to Afron-V

Line-up:
John Cyriis – voce
Nikolay Atanasov – chitarra
Vinicius Carvalho – chitarra
Shuichi Oni – basso
Rasmus Kjær – batteria

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