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SHOCKPROOF "The Will The Reason And The Wire" (Recensione - Track by Track)


Full-length, Time To Kill Records
(2020)

In questa nuova mia recensione track by track rimaniamo in Italia, precisamente a Roma, ed andiamo ad analizzare l’ultimo lavoro del trio Shockprof, fautori un thrash metal dallo stampo classico e poco avvezzo ai giri di parole, diretto e sincero insomma. I tre ragazzoni romani che rispondono ai nomi di Riccardo “Conte” Romani (Basso, Voce), Leopoldo Russo Ceccotti (Batteria), e Andrea “Ghandi” Gandin (Chitarra), sono al terzo album in carriera, secondo con l’etichetta romana Time to Kill Records. Dieci brani per 41 minuti di total running, partiamo e buona lettura: 

01. Lazes and Fractures
L’intro di questo album parte con un arpeggio di chitarra molto tranquillo e rilassato, a rimorchio arrivano la batteria ed il basso. 

02. Clever People
Il pezzo parte subito carichissimo, la batteria è una tempesta, mentre la chitarra si fa sentire in maniera quasi sorprendente; la voce è grave e ben inserita all'interno del contesto, ottimo è il riff di chitarra particolarmente ficcante e molto orecchiabile, anche il ritornello è molto chatcy. Diciamo che questo brano non rispecchia inizialmente le caratteristiche proprie del thrash metal puro, in quanto è molto più roboante, anche dal punto di vista strettamente melodico. Tutto viene annullato quando sui 2 minuti e 48 secondi si parte con chitarra basso e batteria in perfetto stile thrash americano con assolo finale e cori, il tutto a rendere questo brano davvero molto interessante ed appagante. 

03. Reversal 
Terzo brano dell'album, ritmi sempre decisamente alti, chitarra e batteria sempre belli compatti. La voce è abbastanza roca e si percepisce il livore con cui questo trio Romano suona ed articola i propri pezzi. Anche qui ottima è la melodicità legata a doppio filo con l'impatto sonoro del ritornello. Mi piace come questa traccia si riversa nelle casse dello stereo, molto potente e diretta. Sui 2 minuti e 33 secondi l'apporto del basso è particolarmente incisivo, il brano ha poi un acuto con un ottimo assolo di chitarra. 

04. Raise
Batteria dai toni marziali e cadenzati, in un divenire di potenza. Si aggiungono poi basso e batteria fino a circa un minuto, quando i ritmi si alzano in maniera vertiginosa con un riff di chitarra estremamente interessante. Si parte poi con la voce che ricorda molto il thrash metal della Bay Area. Pezzo incisivo, ruspante, imponente e assolutamente melodico, mi piacciono i suoi numerosi cambi di ritmo ed il suo ritornello sempre particolarmente orecchiabile 

05. The Fact
Questo è il quinto capitolo dell'opera, e diciamo che parte un pochettino più ruvido degli altri brani, meno diretto e più cervellotico. La batteria risulta sì potente, ma alla lunga è stucchevole, mentre invece la chitarra ha un andamento molto più lineare. Il ritmo è tambureggiante ed estremamente sincopato; un brano che però mi lascia abbastanza indifferente, non ha il carisma di quelli precedenti , oltre al ritmo trascinante non ci trovo nulla di rilevante. Un brano che in buona sostanza non mi è piaciuto. 

06. N.I.M.N.
L'inizio è un pochettino più rilassato rispetto agli altri pezzi, anche se poi diventa un crescendo di velocità e potenza, attestandosi poi nuovamente ai soliti standard cari al trio romano. La batteria è sempre cannoneggiante, mentre i riff di chitarra sono al fulmicotone, questo brano è particolare perché le architetture sonore sono varie come i cambi di ritmo, accentuati dai vari virtuosismi di chitarra. Un pezzo con un ritmo spaccaossa, velocissimo che non dà tregua. Il finale poi e travolgente con le parole dell'acronimo:” N.I.M.N. “ ovvero “Not In My Name” che riecheggia all'interno di una struttura thrash metal poderosa. Mi piace. 

07. Mover
Proseguiamo ora con un altro pezzo che ha quasi un'attitudine “punk – hardcore”, melodico e non esageratamente pesante e veloce, anche se comunque si sente la potenza degli Shock Proof. Qui si può ammirare tutta la bravura esecutiva nel dare luce ad un pezzo così differente dagli altri, che finisce in modo roboante, con un buon assolo di chitarra ed il piede schiacciato sull'acceleratore 

08. Dogma Free United
Batteria grossa, rotonda e corposa; chitarrone in stile thrash metal, il basso a compattare tutto. Un pezzo di un altro livello super carico, super incazzato, diretto come un coltello, o meglio, come un pugno in faccia. Il ritornello è molto orecchiabile. Una traccia per così dire al fulmicotone tutta pesante e tutta potente, estremamente divertente da ascoltare. Belli sono i cori in tipico stile thrash come i vari assoli di chitarra che hanno un appeal particolare, il finale poi diventa un pochino più rilassato…ma non troppo. 

09. The Endless Wire
Penultimo brano del disco in recensione. Anche qui ritmi veloci e suono potente e corposo. Un pezzo che secondo me pecca molto di originalità, sa di già sentito nonostante suoni bene e sia divertente da ascoltare, non aggiunge e non toglie nulla a questo album, a mio parere. Insieme al brano “The Fact” credo siano i due pezzi che meno mi sono piaciuti dell'intero album. 

10. Lonely Song for the Silent Brave
Questo ultimo pezzo invece è un brano tutto sommato originale. La partenza è particolare, ho apprezzato particolarmente la batteria, davvero violenta e velocissima; la chitarra ha delle sonorità più ragionate, il suono è ampio e lo senti arrivare come una cascata, posso affermare che questo insieme alla prima traccia, sono i pezzi che mi hanno intrigato di più dell'intero album. Un’altra nota positiva è che il ritornello non risulta affatto scontato, e mi piace come pompa nelle casse dello stereo; i vari assoli di chitarra sono davvero ben inseriti all'interno del contesto del brano. A 3 minuti e 10 circa una bella cavalcata di chitarra, batteria con il basso a coprire tutti i buchi. Da ascoltare il finale che risulta particolarmente esuberante. 

CONCLUSIONI:
La Time to kill Records ed gli Shockproof hanno fatto centro, infatti il disco è ottimamente riuscito e suona davvero bene, potente e deciso. Solo i due brani che ho segnalato in recensione non sono secondo me all’altezza del disco in generale, ma un paio di episodi non possono inficiare tutto un disco. Attualmente non si può fare thrash metal senza ricadere nel già sentito e nel poco originale, ma loro sono stati in grado di modernizzare in parte questo genere e “The Will the Reason and the Wire” ne è la conferma. Forse l’ingaggio di un secondo chitarrista renderebbe il suono ancora più potente. Un disco quindi non solo per gli amanti di questo genere ma per tutti gli amanti del metal in generale, di quel metallo esay-listening che un po’ ci manca…

Recensore: Igor Gazza 
Voto: 7,5/10

Tracklist:
1. Lazes and Fractures
2. Clever People
3. Reversal
4. Raise
5. The Fact
6. N.I.M.N.
7. Mover
8. Dogma Free United
9. The Endless Wire
10. Lonely Song for the Silent Brave

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