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Intervista: SMOKING TOMATOES


Dopo il nostro track by track del loro ultimo ep "Make The Choice", abbiamo scambiato quattro chiacchiere coi romani Smoking Tomatoes. Ecco a voi il resoconto di questa interessante e simpatica conversazione virtuale!

1. Ciao ragazzi e benvenuti. Parlateci un po' di voi dagli inizi ad oggi! 
Ciao! Noi siamo gli Smoking Tomatoes, quattro tipi dei Castelli Romani, a sud di Roma, che amano i riff di chitarra, i groove trascinanti e le scariche di adrenalina che solo la musica rock riesce a produrre. La nostra band ha mosso i suoi primi passi nel 2009, all’epoca avevamo un altro nome e facevamo cover di band famose. Con il passare del tempo però, abbiamo sentito sempre di più l’esigenza di scrivere qualcosa di originale e che appartenesse solo a noi; così, tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013, abbiamo adottato l’attuale nome e si è iniziato a fare la nostra musica. Abbiamo trascorso tante avventure nel panorama della musica underground, facendo esperienza principalmente sui palchi di Roma e provincia, ma anche fuori dal Lazio. Ci sono stati tanti momenti comici, alcuni cambi di formazione, qualche delusione e arrabbiatura, ma per fortuna anche parecchie soddisfazioni. L’ultima di queste è la produzione del nostro EP “Make The Choice”. 

2. Quali sono le vostre fonti di ispirazione? 
L’Hard Rock è la grande famiglia dentro la quale ci inquadriamo, e i riferimenti sonori sono ispirati a quello che è stato prodotto negli anni ‘80 e ‘90. Nell’ambito di questo vasto genere, fare una lista di alcuni nomi è veramente troppo complicato. Sicuramente è innegabile che l’impatto sonoro di band come Extreme, Guns and Roses, Van Halen, Kiss, Motley Crue e compagnia bella sono una grossa fonte di ispirazione. Dopodiché ognuno di noi Smoking Tomatoes ha preferenze particolari relativamente al suo strumento, non necessariamente collegate in maniera diretta al mondo Hard Rock; possiamo citare Stevie Ray Vaughan per i chitarristi, Joe Dart per il basso o Nick Menza per la batteria. Questi sono comunque solo alcuni tra la moltitudine di artisti da cui traiamo ispirazione e ci piace lasciare agli ascoltatori il divertimento nel trovare eventuali altri riferimenti nelle nostre canzoni. 

3. Di cosa parlano le liriche del vostro ultimo album? 
In generale nei nostri testi trattiamo tematiche differenti tra loro, spesso prendendo spunto da esperienze quotidiane. Quando descriviamo situazioni negative, dove possibile cerchiamo di farlo con ironia e lasciando uno spiraglio di positività; vogliamo però lasciare il più possibile all’ascoltatore la libertà di interpretare il messaggio di ciascuna canzone e magari di ritrovarsi in qualcosa che il testo dice. Nel caso specifico del nostro EP, si parte dal parlare di un pub pieno di rissaioli in “Rumble Party” e si finisce con lo spiegare il significato del nome della nostra band in “Smoking Tomatoes”. Nel mezzo parliamo del potere ipnotico dei personaggi televisivi in “Hypnovision” e della nostra personale visione della misantropia in “Misanthropy”. Per quando riguarda “Holidays”, abbiamo provato a scrivere un testo con l’obiettivo che fosse interpretabile in modo diverso a seconda dello stato emotivo di chi legge, vedremo se ci siamo riusciti…. 

4. Come nasce un vostro brano di solito? 
Alla fine un brano nasce quasi per caso quando ti viene quel quarto d’ora in cui ti senti che hai qualcosa da dire. Allora prendi il tuo strumento e in pochi minuti l’idea di base è già lì pronta. Fissarsi sul dover scrivere qualcosa a tutti i costi e passarci le ore in attesa di qualcosa è deleterio.
Ad ogni modo, avuta l’idea, tutti in sala, e sotto a lavorarci. Per la lirica, mettiamo sul tavolo le varie tematiche che ci frullano in testa in quel momento; dopodiché se ne sceglie una che sia adatta ad essere trattata con la musica che abbiamo in mente. Ognuno di noi dà il proprio contributo, e una volta che la “pasta” c’è, si spinge sui dettagli fino ad avere la versione definitiva del brano. 

5. In questi anni come si è evoluto il vostro sound, ci sono stati grossi cambiamenti rispetto al passato? 
Inizialmente il nostro sound era molto legato alla categoria piu “heavy” dell’Hard Rock, sfiorando il metal per certi versi. Nel corso del tempo abbiamo cercato di arricchire il linguaggio musicale senza snaturarci troppo e lo abbiamo fatto principalmente aggiungendo elementi blues, punk rock e funk. In futuro non è escluso che contamineremo il nostro sound in altri modi, ma sempre con una formula che preveda il mantenimento della nostra idea di base, con energia e impatto sonoro soprattutto nei live show. 

6. A parte questo periodo sfortunato per tutti, avete in programma un'attività live di supporto al nuovo album? 
Oltre ai purtroppo noti problemi sanitari, economici e sociali, in termini artistici gli eventi degli ultimi mesi sono stati un duro colpo per noi, perché proprio per quest’anno avevamo in programma numerosi impegni, tra cui diversi live show in ottica promozione EP. Per ora stiamo cercando di sfruttare questa pausa forzata per lavorare su nuovo materiale. Speriamo di poter tornare al più presto a suonare sul palco, che è una dimensione che ci manca molto. 

7. Quali sono i vostri piani più immediati? 
Abbiamo una voglia matta di tornare in saletta per divertirci e suonare vecchio e nuovo materiale. Dopodiché dobbiamo riprendere da dove abbiamo interrotto, promuovendo il nostro EP principalmente con concerti live, per poi concentrarci sugli step da fare per il prossimo album. 

8. Concludete come volete lʼintervista! Un saluto! 
Come sempre, vi lasciamo con il nostro motto: 
EAT TOMATOES! 

By Redazione

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