Header Ads

ULVÅND - "The Origins" (Recensione - Track by Track)


Full-length, Virtues Productions
(2020)

Oggi con questa nuova recensione ci addentriamo in un campo "minato", ovvero il Dark/Death-Metal con decise tinte elettroniche. Sì perchè questa band francese fa uso di synth in modo davvero massiccio, tanto è vero che non hanno un vero batterista in carne ed ossa, e preferiscono optare per una batteria campionata. Peculiare l'uso della doppia voce (uomo/growl e donna/lirico-sinfonica), e  amano inserire nei brani degli strumenti classici quali: violino, violoncello, organo e percussioni. 
La band proviene da Tolosa e dopo alcuni singoli e precedenti esperienze che hanno condiviso anche in comune sotto altri monicker, danno vita a questo E.P. dal titolo "The Origins", e finalmente si fa apprezzare dal grande pubblico. L'album è composto da sei brani, con una durata complessiva di circa trenta minuti. Io, da amante delle contaminazioni, non vedo l'ora di sviscerare questo album. Partiamo!

01. Human Zoo
Di questo brano è stato fatto un bel video visibile su youtube; l'inizio è sinfonico e le atmosfere sono dolci, la voce maschile passa gradatamente dal clean al growl, poi parte il cantato femminile che davvero mi piace. La grinta è quella giusta, anche gli intermezzi eterei sono davvero azzeccati. La drum machine poteva forse riempire maggiormente ma non è un grande problema. Il pezzo è mediamente lungo e supera i cinque minuti, e dà delle belle soddisfazioni. 

02. Chrysalis
Il ritmo è rimbalzante e grintoso e sull'onda del cantato femminile prende subito piede. Belli i duetti uomo/donna mischiati con l'elettronica ed una buone dose di strumenti classici. Una canzone meno d'impatto della precendente, ma molto più melodica ed ispirata, con tante parti prettamente gothic metal. 

03. 7 Virtues 
In questo terzo capitolo dell'e.p. si parte con un'elettronica spinta. Base di synth, chitarra e "batteria", la voce growl si scontra con gli archi creando un'effetto decisamente particolare, i ritmi sono cauti. Ad un minuto e quaranta la voce femminile fa la sua comparsa ed illumina tutto...Sì perchè questa cantante è davvero bravissima, riesce a focalizzare tutto su di lei, non me ne voglia il suo omologo maschio Serge, non efficace come la brava Béran. La cosa che mi è piaciuta parecchio è il finale, dove la musica, sognate, ed il cantato (femminile), danno quel quid in più.

04. Valhalla
Il sound parte parecchio carico in questa quarta canzone, il riff di chitarra è decisamente ammiccante ed anche la voce growl questa volta è moderatamte più "grossa". Infatti così ha tutto un altro appeal, ed anche il pezzo risulta più compatto e godibile. Questa traccia fa della melodia, contrapposta alle asperità del death-metal, il suo punto di forza e devo dire che si esprime piuttosto bene sui sue minuti. La voce femminile diventa sensuale, quasi erotica, per poi esplodere in un grugnito (mascolino), unita ad una bordata di chitarra e batteria. Il brano poi si dilunga in modo abbastanza leggiadro, fino ai quattro minuti e trentatre.

05. Despair
La partenza è quasi doom metal: mood lento ed ossessivo, chitarra basso e batteria e voce grossa, il cantato femminile parte dopo e con un incipit particolare, l'uso della batteria artificiale è massiccio. Un brano che non mi ha entusiasmato particolarmente, forse per un senso di incompiutezza, qualcosa che ti fa dire "poteva essere meglio", ma comunque rimane un brano godibile.

06. Una Vida 
E siamo all'ultima traccia, la più lunga dell'intero E.P.. Si parte con una sirena, poi con un diverire di suoni, una narrazione di un bambino. La canzone, già come si capisce dal titolo è cantata in due lingue, inglese e spagnolo. Il pezzo è molto sinfonico, infarcito di strumenti classici oltre all'utilizzo della chitarra spagnola, e a corollario di tutto ci sono i cori, che fanno lievitare in modo sensibile il valore del pezzo, un brano tutto sommato particolare che intriga parecchio. 

CONCLUSIONI:
Questo EP è sicuramente una buona partenza per il gruppo francese, con qualche rimando a tante formazioni dello stesso genere venute prima di loro, e quindi in alcune parti forse leggermente derivativo, ma in definitiva mi sento di dire che il disco è prodotto molto bene, è tutto chirurgico e maniacale, ed anche ben gestito dal punto di vista dell'artwork, che presenta davvero una bella copertina. Aspettiamo magari un full-length per poter valutare ancora meglio i progressi di questa formazione. Per ora le basi sono certamente buone!

Recensore: Igor Gazza
Voto: 7/10 

Tracklist:
1. Human Zoo
2. Chrysalis
3. 7 Virtues
4. Valhalla
5. Despair
6. Una Vida

LINKS:
Facebook

Nessun commento

Powered by Blogger.