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SVANZICA "Red Reflections" (Recensione - Track by Track)


Full-length, Autoprodotto
(2018)

Come nostra consuetudine, vi proponiamo un track by track. Oggi parliamo dei veronesi Svanzica, formazione che propone un interessante connubio tra vari generi, tra i quali possiamo trovare il grunge, il nu-metal, e qualche divagazione indie. Per aggiungere ancora qualcosa alla loro proposta, di tanto in tanto la band cerca di mettere sul piatto qualcosa di più pesante. Questo si evince da un largo uso della voce in growl e da parti in doppia cassa. Ma andiamo a sviscerare brano per brano questo "Red Reflections"!

01. Red Reflections
Un pezzo che mi ha portato in mente i primi Deftones e qualcosa dei Tool, ma con delle chitarre che molto devono alla scena grunge-alternative. In particolare una band come i Verdena ha spesso adottato simili soluzioni, ma in un contesto musicale del tutto diverso. Un inizio interessante.

02. First Step 
In questo pezzo l'influenza nu-metal è preponderante, le chitarre si fanno più spesse e pesanti, i riff sono maggiormente spigolosi e stoppati. Abbiamo in generale un continuo alternarsi tra parti più rabbiose e parti più riflessive. L'uso della doppia cassa dopo la prima metà del brano sembra essere più deciso, ma poi il pezzo torna nuovamente su terreni più orecchiabili. 

03. Lunar Verbs
Un bel basso che potrebbe far venire in mente qualcosa di vagamente new wave che viene sostenuto da una batteria in levare. Un gran bell'inizio! Subito dopo la batteria parte con un tempo in doppia cassa. Il pezzo sembra prendere una piega insolitamente estrema, ma successivamente le carte in tavola vengono rimescolate, e la band ritorna sui sentieri del metal alternativo, fatto di emozionalità e soluzioni interessanti a livello di arrangiamento. Il finale è quasi black metal e riprende un po' l'incipit iniziale, ma anche durante questa fase il tutto viene nuovamente rimescolato inaspettatamente.

04. Spirit of the Valley
Pezzo che definirei alla vecchia maniera, ovvero "crossover". Sebbene questo termine possa andar bene per descrivere un po' tutto l'album, in questo pezzo abbiamo quei tempi "saltellanti" che sono stati cari a molte formazioni alternative degli anni Novanta (RATM, Korn, Limp Bizkit). Finale pesantissimo che sfocia poi in un tempo in 2/4 di batteria e growl annesso. Si poteva chiudere così, col botto, ma la band ha optato per aggiungere un altro ritornello finale.

05. Brotherhood
Un bel riff di chitarra apre il brano, ma successivamente la band comincia ad inserire parti più heavy e cadenzate. Fanno visita i soliti ritornelli melodici, che però in questo caso non appaiono convincenti come negli episodi precedenti, e anche le voci in growl e scream sembrano non inserirsi nel migliore dei modi. Peccato, le idee di base erano buone, ma un po' di confusione le ha rovinate.

06. Graffiti
Ecco un brano molto bello, che rialza la qualità del disco e che a mio avviso esprime al meglio le potenzialità di questa band. Malinconia a profusione, ma anche speranza in queste note. Un pezzo diretto e che non si complica troppo la vita e che proprio per questo convince appieno. Nelle vesti più "rock" questa band sembra più a suo agio, e un pezzo come questo lo dimostra!

07. Whisper of Light 
Brano bello, ispirato e con un'anima nuovamente più rock che metal. Molto bello il ritornello, che appare non scontato e con un bellissimo arrangiamento di chitarra solista. I tempi di batteria a volte sono più semplici, a volte più sincopati, soprattutto nelle varie scorribande sui tom. Un altro bel tassello che arricchisce questa band e che a mio parere gli mostra la giusta strada da battere in futuro...

08. Distortion
Uno dei pezzi più violenti della tracklist. Largo uso di growl e scream vocals, tempi di batteria che si impennano in sfuriate quasi death metal e hard core. Il pezzo di base non è affatto male e per fortuna verso la fine la band cambia completamente approccio, tornando a riflettere e respirare. Un finale che ho apprezzato, se non altro perchè mostra come la band si impegni a non annoiare l'ascoltatore. Insomma le variazioni sono un'arma vincente di questo album.

09. Eternal Noontrip 
Il basso e la batteria aprono al meglio il pezzo, e lo fanno davvero in maniera egregia. Riemerge lo spettro dei Tool, mescolati al rock alternativo. Un brano interessante, forse un po' penalizzato da un uso della doppia voce non proprio perfetto, ma scorre bene.

10. Jupiter 
Questa è una ballata toccante, per niente mielosa o roba simile. Malinconica di certo però. Chiusura del disco nuovamente in salita, dopo il precedente episodio che non era proprio focalizzato al massimo. Finale elettrico bello ed ispirato.


CONCLUSIONI:
Gli Svanzica hanno dato forma ad un disco buono di sicuro e pieno di idee, e anche personale. E queste sono caratteristiche non da poco per una formazione agli inizi. Avere idee è un presupposto imprescindibile per fare musica. Detto questo, rimaniamo in attesa di un nuovo album per vedere la completa maturazione degli Svanzica. Loro ci stanno provando, occorre solo riordinare un po' di idee e i frutti matureranno di sicuro. Un buon esordio, comunque, su questo non c'è dubbio!

Recensore: Marco Landi
Voto: 7/10

Tracklist:
1. Through Oceans of Quiet
2. First Step 
3. Lunar Verbs
4. Spirit of the Valley
5. Brotherhood
6. Graffiti
7. Whisper of Light 
8. Distortion
9. Eternal Noontrip 
10. Jupiter 

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