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MONUMENTUM DAMNATI "In the Tomb of a Forgotten King" (Recensione Track by Track)


Full-length, Grimm Distribution
(2020)

L'Est Europa ci regala sempre dei magici avvenimenti, e questi si concretizzano con l'ascolto di questo debutto per l'international band metal che ha il nome di Monumentum Damnati, fautrice di un Dark/Death metal melodico ed orchestrale. Le tematiche trattate sono, manco a dirlo, l'occultismo e tutto quello che è connesso con l'universo di Lovecraft, infatti gli oscuri figuri si celano dietro mascheroni inquietanti ed hanno i nomi dei "mostri" creati dallo scrittore americano...

Ecco la line-up:
Abhoth Basso 
Nyarlathotep Batteria 
Shoggoth Chitarra 
Athame Tastiere 
Thanatos Voce 
Rapsidis Chitarra 

Anima e cuore pulsante di tutte le composizioni è Abhoth, che cura anche il songwriting. Il disco ha una durata di circa quarantuno minuti ed è composto di nove tracce, di cui due: "Intro" ed "Exorcist" totalmente strumentali. 

01. The Shining
Da subito l'atmosfera è inquietante, ad aprire solo le tastiere, poi in lento divenire tutti gli altri strumenti musicali in un crescendo di suspense e pathos. 

02. My Bloody JJ
L'organo apre il secondo brano, batteria e chitarra in sequenza con ritmi lenti e claustrofobici, la voce è grave, quasi malata La compattezza del brano si evidenzia nelle sporadiche impennate ritmiche che lo caratterizzano, magistrali poi sono gli inserimenti orchestrali, che rendono l’atmosfera ancora più pesante. Sul finire la bella cavalcata di chitarra e batteria 

03. There's No Place for Life
Il terzo capitolo di questa opera parte nuovamente con atmosfere Dark /Doom, il riff di chitarra parte traditore, ed eccoci catapultati in un mondo di decadenza, dove la desolazione cola dalle casse dello stereo. Lenta e triste procede la marcia di questo brano, come la putrefazione divora le carcasse. La batteria è lieve come il tocco della morte mentre la chitarra, basso e tastiere rendono tutto glaciale e profondamente lugubre... 

04. Anabiosis
Lento è l’incedere verso l’abisso, la voce rimane sempre un po’ troppo uguale man mano che scorrono i brani, ma questo forse è dovuto al fatto che con dei pezzi così tetri risulta alquanto complicato inserire una voce diversa. Un brano più particolare degli altri, questo, che unisce l’estrema compattezza del suono alla melodia del ritornello, miscelati con i vari inserti orchestrali, sui quattro minuti e cinquanta secondi, un magniloquente solo di chitarra. 

05. In the Tomb of a Forgotten King
Ed eccoci arrivati alla title-track, la partenza è più spinta sull’acceleratore, si sente un basso vibrante ed una batteria rotonda, il muro sonoro e tanto, continui sono i cambi di velocità e la varietà delle architetture sonore. Il ritornello, nonostante il potente growl di Abhoth, è quantomai melodico e ficcante, come il riff di chitarra sempre persistente e molto orecchiabile. 

06. Infernal Sun
Sono assolutamente conscio del fatto che nessuno si può rendersi conto della bellezza o, di contro, della bruttezza di un album solo leggendo le mie parole, per cui invito tutti gli interessati che vogliono approcciarsi ai Monumentum Damnati ad andare sul tubo, e vedersi il video fatto per questo pezzo. Sette minuti circa, il pezzo più lungo dell’intera opera; l’apertura ad opera di basso e tastiere per un doom metal granitico e malato, la voce è quantomai appropriata. L’atmosfera creata in questa traccia stimola le visioni più inquietanti che mi possono venire in mente, una punta di assoluta eccellenza in un album estremamente interessante. 

07. Falling Snow
Atmosfera più ampia ed ariosa, meno claustrofobica, batteria rotonda e chitarra potente, per citare il titolo del pezzo, la neve scende, ma sotto forma di fiocchi d’acciaio, infatti è tanta la potenza sprigionata in questa composizione, che si mantiene lucida e passionale fino alla fine senza lasciare nulla al caso 

08. Sleepless Anger
Nonostante il ritmo non sia spacca ossa ci troviamo ad ascoltare qualcosa di moderatamente più veloce, la chitarra è saettante, i vocalizzi hanno l’aspetto di un growl sibilato che rende un sacco. Altra cosa a mio avviso interessante è il mood tra il decadente ed il cadenzato, un brano piuttosto breve ma di rara intensità.

09. Exorcist
Con incedere spedito arriva l’ultimo pezzo, che come già scritto in premessa, è totalmente strumentale, ragazzi che brano, potenza tecnica esecutiva, tra atmosfere sognati e decadenti. Da lasciare attoniti.

CONCLUSIONI:
L’ascolto di questo lavoro mi ha lasciato un po’ “barcollante”. Tendenzialmente sono un amante del Doom e del Funeral-Doom ma sinceramente il Dark-Doom me l’ero perso, colpa mia! Devo ammettere che rende un casino, se fatto come lo fanno i Monumentum Damnati, tecnica esecutiva e produzione davvero eccellenti, non riesco a trovare dei punti di cedimento in un album come questo. Un disco ultra-consigliato a chi ama il Doom e il Dark metal, meno per i puristi del Death o del Black Metal perché i ritmi sono davvero lenti, non vi sono blast-beats o chitarre a rasoio, ma solo morte e lenta decadenza per quaranta minuti. 

Recensore: Igor Gazza
Voto: 8,5/10

Tracklist:

1. The Shining
2. My Bloody JJ
3. There's No Place for Life
4. Anabiosis
5. In the Tomb of a Forgotten King
6. Infernal Sun
7. Falling Snow
8. Sleepless Anger
9. Exorcist

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