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INNERLOAD "Again" (Recensione - Track by Track)


Full-length, Ghost Record Label
(2019)

A Marghera, una località nei pressi di Venezia, nasce e cresce il progetto Innerload, band fautrice di un heavy metal compatto con venature thrash e power. Musica robusta insomma, diretta e rotonda. La band si compone attualmente di cinque componenti: 

Alessio Novello Basso 
Daniele Musaragno Batteria 
Antonio Tavella Chitarra 
Marco Cortese Voce 
Lorenzo Giordano Chitarra 

I cinque ragazzi veneti, dopo un primo album dal titolo "React", uscito per la SG Records nel 2011, danno alle stampe il loro nuovo album dal titolo "Again", che ora mi appresto a recensire ,e non nascondo la mia curiosità. Il disco in questione ha un total running di circa quaranta minuti, per otto tracce più una di intro. 

01. The raise of consciousness (intro)
Una parata militare, una sirena ed un sottile ticchettio di orologio, a creare una sensazione di suspance...già mi piace.

02. Tell Me Why
Chitarrone pesante e batteria rotonda; la voce ed il riffing ricordano l'heavy metal anni 80/90, compreso il ritornello ultra melodico che rimane in testa a tempo indefinito. Un pezzo davvero catchy che ammalia fin dall'inizio, ma che si dimostra decisamente diretto e rotondo. Tanto per mettere le cose in chiaro, il finale con il bell'assolo di chitarra è entusiasmante. 

03. 21st Century Rockers
Ritmi nuovamente altissimi, chitarra, basso e batteria sono in sinergia per creare un muro sonoro invidiabile, la voce è aggressiva e prepotente, impera nelle casse dello stereo, le sonorità sono sufficientemente power e soprattutto, per quanto riguarda il ritornello, nuovamente ficcante. Il brano è caratterizzato da svariati cambi di ritmo. Questa varietà di sonorità contribuisce a renderlo decisamente dinamico e divertente da ascoltare, soprattutto ad alto volume...quelle belle soddisfazioni che solo noi metallari provetti siamo in grado di apprezzare. 

04. Love Ain't Justice
Il quarto brano si apre con sonorità tipiche del thrash metal, mi piace l'ingresso della batteria e della voce, il ritornello è melodico e molto "ampio", e riesce a far breccia anche nell'ascoltatore più diffidente. Non lasciarsi trasportare dal ritmo incalzante è praticamente impossibile; i virtuosismi di chitarra si sprecano ed impreziosiscono questo pezzo in modo definitivo. 

05. The Chase
Il riffone di chitarra iniziale è spaziale, la batteria è corposa ed il suono è compatto, la voce è più soffice che nei pezzi precedenti, meno ruvida, il ritornello concentra melodia e potenza. Sul finire si inserisce un magistrale assolo di chitarra che appaga l'ascoltatore. 

06. I Am the Evil
La musicalità ricorda molto quella della "Dama di Ferro" senza farne il verso, ma risplende di luce propria. Un brano che rimane sempre abbastanza quieto, salvo esplodere con delle fiammate che lasciano quasi senza fiato. L'assolo di basso sul finire del pezzo è la ciliegina sulla torta. 

07. React
Carichissimo questo settimo pezzo. Anche qui la voce è meno aggressiva ma rende tantissimo nel contesto in cui è inserita, anche il ritornello con assolo annesso è davvero interessante. Una canzone sufficientemente passionale ed ispirata che si fa ben ascoltare e spacca un po il mood del disco, risultando meno veemente delle altre, ma comunque estremamente coinvolgente. 

08. The Pirates Galleon
Possiamo parlare di "pirate-metal"? In assoluto questa canzone è quella che mi piace di più, mi viene in mente il mare, le navi ed i cannoni....le spade no? Si anche quelle!!!! Aggressiva, melodica e sognante...Amo queste sonorità, un po' power un po' thrash e un po' classic metal. Tutto è confezionato per dare alla luce un grande pezzo, gli assoli di chitarra sono delle sciabordate di acqua salata in faccia... 

09. Together We Stand
Anche l’ultima traccia di questo disco non da tregua all’ascoltatore, rapida e reattiva, parte subito come se fosse trascinata da una cavallo imbizzarrito. Un pezzo molto power con cori e cavalcate di chitarra e basso, la batteria tuona gli ultimi colpi senza paura di fare male, anzi, si esalta con un paio di performance solitarie per poi lasciare spazio alla chitarra in un solo ispirato. Mamma mia come riesce ad esprimersi questo quintetto veneto anche durante l’ultima traccia. 


CONCLUSIONI:
Se devo dirla tutta, questo è un disco che mi ha inizialmente lasciato confuso, non sapevo se mi piaceva o mi avrebbe lasciato deluso, poi man mano che aumentavo gli ascolti l’ho sentito arrivare potente e deciso, ed ho avuto modo di apprezzarlo nella sua totalità. Sì perché è un disco davvero ben fatto e ben prodotto che esula dai soliti schemi, e ti da un qualcosa in più, ascoltarlo un volta non basta, bisogna interiorizzarlo, ed allora si che viene fuori in tutta la sua potenza, viene fuori la capacità compositiva non comune di questa band, e sopratutto emerge la bravura esecutiva che gli Innerload mettono in campo. Quindi dopo queste mie righe penserete che il disco non sia diretto? Affatto, musicalmente è diretto come un treno in faccia, ma per capirlo e per capire tutte le sue varie sfaccettature bisogna ascoltarlo bene, e soprattutto non essere superficiali. Innerload, benvenuti nel mio cuore…


Recensore: Igor Gazza 
Voto: 8,5 



Tracklist:

1. Tell Me Why 04:06 
2. 21st Century Rockers 05:14 
3. Love Ain't Justice 05:17 
4. The Chase 04:35 
5. I Am the Evil 05:15 
6. React 04:56 
7. The Pirates Galleon 05:52 
8. Together We Stand


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