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NIAMH "Supersonic" (Recensione - Track by Track)


Full-length, Ghost Record Label
(2020)

Nel lontano 2017, alle dipendenze di un’altra webzine, incontrai questi loschi figuri e subito me ne innamorai (professionalmente si intende). Li ho seguiti e li seguo tuttora sui vari social network, me li sono persi live...e dico delle parolacce ancora oggi. Del quartetto vercellese mi piace il modo spigliato che hanno di fare musica, il fatto di rimanere lontani da ogni stereotipo del metal. Questo fa assolutamente onore alla band, infatti i loro pezzi sono potenti e diretti, e soprattutto infarciti di elettronica, cosa non apprezzata dai puristi del metallo, infatti loro non si fanno alcun problema ad utilizzare qualsiasi stratagemma pur di rendere i loro pezzi dei veri e propri schiacciasassi. La formazione dal 2017 ha subito un cambio, infatti è stato sostituito il batterista, ed ora abbiamo una line-up aggiornata con Mike, Tom, Mateja e Simo (nuovo batterista). Ora, come tre anni fa, mi ritrovo con il loro disco nuovo, saranno in grado di farmi saltare dalla sedia come fece “ Corax”? Saranno capaci di sfondarmi i padiglioni auricolari? "Supersonic" è un disco che consta di dieci tracce per una durata di circa 35 minuti, e la traccia finale è una cover dei mitici Nirvana dal titolo “Something in the way”; io sono curioso… 

01. Here Comes the Rain
La pioggia, le lacrime di un bambino, atmosfere inquietanti, questo è l’intro disegnato dalla band vercellese per il loro secondo album. 

02. Universe
La seconda traccia parte in modo devastante, batteria tiratissima e chitarra e basso a seguire, la voce è un mix tra il growl e “urlato”, il ritornello è in clean melodicissimo ma con un tiro micidiale; a miscelare ed unire il tutto i sinth. Metal-core ed elettronica, una vera goduria per chi ama i suoni potenti e melodici. Già mi piace. 

03. Siberian 
I Niamh per fare il video di questo pezzo (che potete gustare sul tubo), se ne sono andati in un fiordo in Norvegia a Tromsoe, ma ragazzi il freddo lì ha solo fatti incazzare questi ragazzi di più probabilmente, infatti questa seconda traccia nonostante parta molto “ lieve” aumenta man mano la sua potenza. Si sentono le corde del basso vibrare, la voce inizialmente è un sussurro, cattivo ed insidioso, poi nel ritornello tutto deflagra le casse dello stereo. Queste sono prese d’assalto da una bomba nucleare. L’apporto dell’elettronica non è esagerato, anzi direi marginale, ma quel tanto che basta ad appesantite il pezzo. 

04. You Can’t Put the Beast Down
Ritmi sincopati e carichi come delle molle, ogni volta che la batteria tuona è uno schiaffo in faccia, il ritornello è davvero ficcante e viene fatto in coro, un pezzo come questo dev'essere davvero divertente da suonare. Il muro sonoro creato dai quattro Niamh è spesso grosso e cazzuto. La traccia finisce con una nostalgica cantilena. 

05. Psyberian (hard trance remix)
Io li adoro, sono dei geni fatti e finiti, i Niamh. Hanno fatto "Siberian" in versione techno hard trance. Non amo particolarmente il genere ma devo dire che questa versione spinge come pochi, tenendo invariata la cattiveria di fondo del pezzo... 

06. Polaroids
L’elettronica e la batteria si uniscono in un abbraccio mortale, il brano è di una durezza colossale, nonostante le melodie siano palpabili e ben definite, soprattutto nel ritornello. Hanno un valore assoluto gli strappi evocativi che il pezzo riserva man mano che procede, rilassarsi per poi colpire inesorabilmente…Energetico, potente, una sferzata di energia anche per i palati più duri... 

07. Sterile and Anaemic
L’intro del brano è cibernetico, sembra di entrare in un asettico computer, poi i ritmi si impennano e si distendono, un tappeto di elettronica rimane sempre nel sottosuolo di questo pezzo che si mantiene sempre robusto e diretto, come si dovrebbe per un disco come questo. 

08. Black Metal Boy
Le testate contro il muro!!! La chitarra è un acceleratore per i primi istanti, poi si rilassa, il pezzo è una pallina impazzita, chiudendo gli occhi si può prenderne coscienza, il ritornello come al solito è un mantra, iper-melodico e ha al pretesa di entrare nel cervello dell’ascoltatore, ma cazzo se ci riesce. Una menzione particolare si deve fare per la voce che questa volta, al di la del coro, sempre in clean, è grave e rabbiosa. 

09. Heart Corroded, Pain Diluted 
La chitarra è soave e la tastiere sono come una cascata fresca, di montagna. Poi arrivano la batteria e la voce…e si torna alla cruda realtà e sono botte violente. La carica energetica di questo penultimo brano e altissima, i ritmi sono mutevoli e la costruzione del brano, nonostante si basi su un metal core di stampo classico, ha una costruzione più ponderata e curata, nel senso che basta far male ma bisogna farlo con cura... 

10. Something in the Way (Nirvana cover)
Nel lontano 1991 Kurt Cobain leader dei Nirvana scrisse questo pezzo e lo mise come dodicesima traccia nell’album “Nevermind”, questa versione dei Niamh è molto introspettiva, molto elettronica e soprattutto molto tranquilla, un pezzo da gustare e per riprendere fiato dopo i trenta minuti di violenza precedente. 


CONCLUSIONI:
Come anzidetto ho ascoltato questo secondo album dei Niamh con curiosità nella speranza di sentire un disco stupefacente, e così è stato, un grande disco. In questo full-lengtH ci trovo tutto quello mi piace: la potenza, la melodia, la voglia di osare, un pezzo dei Nirvana. E poi cosa dire della personalità di questi ragazzi, sì perché se fai un disco come questo, poi nel mondo devi saperlo portare, si perché per alcune band un disco è come un vestito, che se è tagliato male poi fai delle figure del cazzo. Ma fidatevi di me, questo vestito è tagliato su misura ed è perfetto, suona bene, troppo bene, è da delle enormi soddisfazioni per chi come me ama un certo tipo di sonorità, e sopratutto non ama conformarsi con milioni di stili musicali ma ama la musica come valore universale. Due a zero per voi ragazzi….Perché non sono ancora a vedervi live...mannaggia a me! 

Recensione a cura di Igor Gazza
Voto: 9/10 

Tracklist:
01. Here Comes the Rain
02. Universe
03. Siberian
04. You Can’t Put the Beast Down
05. Psyberian (hard trance remix)
06. Polaroids
07. Sterile and Anaemic
08. Black Metal Boy
09. Heart Corroded, Pain Diluted
10. Something in the Way (Nirvana cover)ù

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