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DEMOGHILAS "Gallows Hood" (Recensione - Track by Track)


Full-length, Autoprodotto
(2019)

Da amante ed estimatore dell’industrial metal non potevo non offrirmi volontario per recensire l’ultimo lavoro dei Demoghilas, one man band di Roma. Deus ex Machina della suddetta band è un genio dell’oscurità il cui nome corrisponde ad Alfred Bestia. Questo è il secondo disco editato dai Demoghilas, il primo era uscito omonimo nel 2017, la durata è di circa 41 minuti per una tracklist di sei intensi e piuttosto lunghi capitoli. 

01. Fiend from the Void
l’ululato di un lupo, un temporale, si inizia bene. Le melodie sono quelle di un film dell’orrore un po’ trash, batteria in secondo piano, la chitarra serve a dare sostanza mentre la voce è estremamente effettata, le tastiere fanno notare la loro presenza ma non sono eccessivamente invasive. Non riesco a percepire quel ritmo trascinate e a tratti opprimente dell’industrial. Un brano che non ha presa e poco mordente e risulta anche moderatamente noioso, anche quando ai 4 minuti e 45 parte un buon assolo di chitarra. Un fulmine tra le nubi. 

02. Cruel Jaws
In questo secondo brano la batteria è più rotonda e massiccia mentre la chitarra sembra meno “finta” che nel pezzo precedente, la voce è profondamente modificata dall’elettronica. Il mood è sempre il medesimo, ovvero con ritmi cadenzati e quadrati. Interessante è il ritornello ma nulla più. Si cerca di fare il verso ai gruppi di industrial metal di stampo scandinavo ma sinceramente ci si va solo vicino. Neanche questo brano mi ha entusiasmato. 

03. Bearminator (Apocalypse)
Fermi tutti…forse ci siamo, uno sprazzo di originalità….no è solo uno sprazzo, si perché il brano parte bene, e musicalmente tiene botta in modo esemplare, ritmi alti e belli carichi, la chitarra è precisa, come la batteria che tuona per tutto il perdurare del brano. Il cantato è l’anello debole della composizione in quanto l’inglese usato ha una pronuncia pressoché scolastica e stona un po’ nell’incedere del brano, sopratutto quando Alfred canta in clean si palesano le problematiche maggiori. 

04. I'm at War
Siamo giunti quindi al quarto capitolo di questo album, qui si sente schioccare il basso e la chitarra per quanto sia effettata risulta gradevole, anche la batteria è bella potente, la voce è urlata, minacciosa e grave. Questo brano ha un appeal superiore ai suoi predecessori vuoi perché ha un architettura stilistica più complessa, vuoi perché i ritmi sostenuti lo rendono un pezzo divertente da ascoltare. La traccia dura otto minuti abbondanti ma passano davvero veloci, buon pezzo. 

05. Apocademy
La batteria suona quasi disinteressata, come la voce che è quasi "distratta", ma è solo una farsa poi i ritmi, momentaneamente, si impennano ed il brano acquista quota, poi si ritorna nel limbo. Un brano malinconico ed oscuro che in un disco come questo non stona affatto, anzi, ha tratti noir tanto cari agli industrial-metallers mondiali. Davvero ben inseriti anche i cori nel ritornello, che fanno sembrare tutto molto gotico. 

06. Gallows Hood
Il bel chitarrone iniziale fa ben sperare, supportato dalla batteria e dal basso. La title track è bella massiccia e fino ai due minuti, quando una pausa estatica ha il sopravvento su tutto, poi si riparte con il solito trend. Tutto sommato un pezzo curioso e divertente da ascoltare. Molto interessanti sono gli svariati cambi di tempo, forse il capitolo più interessante dell’intera opera. 


CONCLUSIONI:
Sono rimasto sufficientemente interdetto nell’ascoltare questo album: i primi tre pezzi, per quanto mi sforzi, non sono stati di mio gusto, sanno troppo di già sentito, nonostante si veda l’impegno di Alfred nel cercare di confezionare un qualcosa di nuovo; cosa che gli riesce parzialmente nei tre brani successivi, dove si sente una certa voglia di cambiare quello che lo standard dell’industrial metal impone. Non ho avuto il piacere di ascoltare il primo disco, ma questo sinceramente non mi ha convinto appieno, ma la sufficienza la merita per l’impegno. 

Recensione di Igor Gazza
Voto: 6/10

Tracklist:

1. Fiend from the Void
2. Cruel Jaws
3. Bearminator (Apocalypse)
4. I'm at War
5. Apocademy
6. Gallows Hood

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