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Intervista: BANANA MAYOR


I Banana Mayor hanno appena sfornato un ottimo esempio di stoner rock, e ne abbiamo parlato nella recensione del loro ultimo album "Primary Colours Part.II:The Blue". Scopriamo qualche particolare in più su di loro nelle parole della band.

1) Benvenuti Banana Mayor! Come avete scelto il nome della vostra band?
Grazie! Il nome della band è saltato fuori in modo goliardico, 13 anni fa; mentre noi muovevamo i primissimi passi (in formazione c'eravamo io, Stefano e l'ex batterista Giovanni) nel nostro paese c'erano le elezioni amministrative e uno dei candidati si chiamava Delmonte (che è anche un noto marchio di frutta e nella fattispecie, banane) e Stefano pensò bene di presentarsi alle prove con una banana "Delmonte" avvolta in una fascia tricolore. La cosa, che rispecchiava totalmente (e rispecchia tutt'ora) la nostra natura goliardica, ci fece ridere talmente tanto che decidemmo che ci saremmo chiamati così. 

2) Quali band vi hanno ispirato e ancora vi ispirano?
Avendo iniziato da ragazzini i nostri ascolti si sono pian piano evoluti e sono col tempo diventati sicuramente più ampi; tuttavia già 13 anni fa avevamo ascolti abbastanza ricercati e punti di riferimento che non sono mutati nel tempo: penso a Black Sabbath, Pink Floyd, Tool, Faith No More, Rage Against The Machine, Alice In Chains, Mastodon, Down, Kyuss, Soundgarden.

3) Di cosa parlano le liriche delle vostre canzoni e chi se ne occupa?
Solitamente siamo io o Stefano a scrivere i testi delle canzoni. Abbiamo sempre trattato temi diversi, per esempio nel nostro Ep d'esordio c'erano due brani dal testo abbastanza goliardico (Confused Mind e Ned) e un brano dalle tematiche più serie, quasi di denuncia (Salviati); da Zombie's Revenge in poi abbiamo iniziato a trattare spesso temi più introspettivi (Dualism, Shadow's Arise, Cow's Empire) che abbiamo continuato a prediligere anche successivamente, con la differenza che l'introspezione di alcuni brani contenuti in "Red" e "Blue" è stata affrontata con un approccio positivo e meno cupo rispetto al passato; inoltre spesso nei nostri testi sono presenti elementi come la natura (Nght Owl), l'arte e la creatività (Para-side, Gala, Candlelight March).

4) Parlateci del vostro ultimo album. Vogliamo descrivere il suo processo compositivo?
E' stato un processo molto lungo, dato che alcuni brani li abbiamo iniziati a comporre a cavallo tra 2015 e 2016, mentre eravamo ancora impegnati con le registrazioni di "Red", con il nostro ex bassista Federico. Verso fine 2017 avevamo molti brani in cantiere, ma l'uscita dalla band di Federico e il successivo ingresso di Alessio ci ha portati a riconsiderare il lavoro fatto fino ad allora, scartando tutto ciò che non ci convinceva, prendendoci il tempo necessario per tornare in sala prove a dare una minuziosa sistemata ai brani che avevamo deciso di inserire nel nuovo album, cosa che ha permesso oltretutto ad Alessio di integrarsi al meglio e dare il suo apporto in ogni brano, in particolare in "Blue Men", composta con lui poco prima di entrare in studio.

5) C'è un messaggio particolare dietro i testi del vostro nuovo album?
I brani trattano tutti tematiche diverse, alcuni sono introspettivi (Out Of My Shell, Shades Of Dawn, Fall in Blue), mentre Bitter Smile si lega molto al concetto di empatia e ha come messaggio principale quello dell'accettazione dell'errore come parte della crescita personale; in The Scarecrow Walks At Midnight ho trattato il tema della superstizione (che ritengo una cosa assolutamente obsoleta e negativa) e delle credenze popolari, che portano a considerare negativamente tutto ciò che è diverso senza una spiegazione logica: non ho mai sopportato l'idea che questo approccio venga spesso propinato ai bambini durante la loro crescita, e questa riflessione ha ispirato il testo; in Blue Men invece Stefano ha parlato di emarginazione, ispirandosi anche al "periodo blu" di Picasso, durante il quale l'artista ha ritratto gente umile, malinconica e ai margini della società.

6) Ci siano stati cambiamenti sostanziali nel vostro sound rispetto al passato?
Parecchi! Il nostro è un sound in continua evoluzione, come si può percepire soltanto confrontando i brani di "Blue" tra loro stessi; rispetto al passato sono cambiate tante cose, in primis l'approccio compositivo: prima eravamo più attratti dalla forma, ora badiamo più alla sostanza. In passato i brani potevano contenere una tonnellata di cambi e riff diversi, a volte troppo distanti tra di loro, cosa che a noi magari piaceva e gratificava dal punto di vista esecutivo, ma che rendeva l'ascolto troppo macchinoso e confusionario, soprattutto in sede live. Per cui abbiamo tirato le somme e cercato di andare più dritti al nocciolo, cosa che si avverte con la svolta rock di "Red", che trova in "Blue" una continuazione naturale, che abbraccia un sound più maturo e dalle vedute più ampie. 

7) Chi si è occupato dell'artwork del vostro nuovo album?
Siamo molto legati al rapporto tra musica e immagini, e ci piace rendere anche visibile quello che vorremmo comunicare ed esprimere attraverso i brani dei nostri album; per questo abbiamo sempre voluto curare personalmente tutti i nostri artwork, e per quanto riguarda Blue, mi sono occupato io della copertina e della restante veste grafica, ad eccezione del disegno contenuto all'interno del digipack, un dipinto realizzato da Stefano che ritrae in chiave surrealistica gli elementi tematici e simbolici principali del nostro album.

8) Siete attivi sul fronte live? Com'è un vostro show e cosa cercate di trasmettere al pubblico?
Siamo freschi reduci delle prime cinque date di presentazione del nuovo album. Diciamo che nei periodi in cui il nostro batterista non è infortunato, cerchiamo di suonare il più possibile! Scherzi a parte, un nostro show è un mix di atmosfere, passiamo da momenti più energici e movimentati a rallentamenti introspettivi, cercando di essere il più possibile coinvolgenti e interessanti per chi ci ascolta. Ci piacerebbe trasmettere la nostra energia quando picchiamo duro e facciamo casino (e ci piace!) ma anche poter far "viaggiare" un po' la mente durante i nostri passaggi più "tranquilli" e psichedelici.

9) Quali sono i vostri obiettivi per il futuro più immediato? E guardando più avanti, cosa vorreste raggiungere con la vostra band?
Al momento ci piacerebbe suonare in giro il più possibile per supportare il disco "Blue" che a nostro avviso è un lavoro molto valido che meriterebbe un po' di visibilità in più. Di sicuro, a breve riprenderemo a comporre perchè abbiamo già la testa al prossimo album, che completerà la trilogia dei colori primari. A quel punto potremo fare tante cose interessanti legate al concept, una volta completato. Guardando più avanti, ci piacerebbe partecipare a qualche festival e suonare fuori dall'Italia; essere conosciuti da un pubblico estero è sicuramente una delle nostre priorità, perchè il bello della musica è proprio questo, la possibilità di arrivare in luoghi che non avresti mai immaginato e magari essere apprezzati. Noi la viviamo così, ci piace farlo e abbiamo sempre posto la nostra passione e amicizia al centro di tutto, senza manie di grandezza; ma siamo consapevoli del valore del nostro lavoro come band e vorremmo portarlo su un altro livello.

10) Concludete come volete l'intervista!
Un ringraziamento innanzitutto a te per lo spazio concesso e per il lavoro che svolgi con l'underground. Apprezziamo molto e sosteniamo chi a sua volta sostiene e da visibilità a band come la nostra, in un momento molto diffiicile. Invitiamo quindi gli appassionati a frequentare i concerti, supportare le band, riscoprire il piacere di assistere ad un concerto dal vivo, uscire dalle case e dai social ogni tanto per immergersi in situazioni reali. Se vi ho abbastanza incuriosito, o anche annoiato, date un'ascolto ai nostri brani su Spotify, Itunes Music, Amazon Music etc (siamo sulle principali piattaforme digitali) e perchè no, un'occhiata ai nostri video su Youtube. Infine saluto il nostro ex bassista Federico, il "quinto banana" Floriano e tutti colori che negli anni ci hanno supportato incondizionatamente.

By Redazione

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