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Intervista: ARIES FIELD



1) Benvenuto Fabio e Aries Field! Ci vuoi raccontare qualcosa del tuo progetto e del monicker?
Ciao Hot Music Magazine, grazie per avermi qui. Aries Field è un progetto nato nel 2013 da me e due miei compaesani, Francesco e Davide. La cosa sorprendente è che tutti e tre siamo del segno dell'ariete, quindi volevamo avere un nome collegato al nostro segno zodiacale. Il termine "field" l'ho aggiunto pensando alla prima volta in cui suonammo insieme con Francesco cercando di comporre qualcosa, e fu in un campo in campagna (polvere, terra, amplificatori al massimo e chitarre scordate!). Poi purtroppo, per motivi personali, la band vera e propria si è sciolta, ma ho deciso di portare avanti il progetto da solo. Francesco, ma soprattutto Davide, seguono ancora le idee e mi danno costantemente una mano. 

2) Quali band vi hanno ispirato e ancora vi ispirano?
Inizialmente il progetto era nato come mix tra old school rock e metal moderno, quindi avevamo ovviamente come modello di riferimento i Led Zeppelin per quel che riguarda la componente classica. Però, direi che il sound e lo stile che più mi ispirano sono quelli degli Alter Bridge, indubbiamente il mio gruppo attivo preferito. Le componenti heavy e ballad sono fondamentali per Aries Field, ma cerco anche di aggiungere elementi più riflessivi. Penso che anche i Linkin Park abbiano avuto una grande influenza, soprattutto quando si tratta di arricchire con tastiere e archi. Poi ovviamente, la lista sarebbe idealmente infinita: Metallica, Stone Sour, Muse, Maiden; ormai questo genere musicale è presente da decenni ed è difficile comporre qualcosa che non sia anche vagamente simile a qualcos'altro. 

3) Di cosa parlano i testi di Aries Field e chi li scrive?
I testi sono scritti da me, e in piccola parte anche da Francesco. Cerco di fare qualcosa di diverso in ogni album. Il primo per esempio, "Path For Redemption", era molto personale ed emotivo, ed i testi evocavano sentimenti di smarrimento e ricerca del proprio posto nel mondo. Su "The Halo Behind The Sun", ho fondamentalmente cambiato tutto ciò che era "io" in "noi", ho cercato di fare le cose da un punto di vista collettivo. È un disco sulla seconda guerra sino-giapponese, parla di violenze subite e perpetrate, e credo che i testi siano validi sia per ricordare il passato, sia in un contesto attuale.

4) "The Halo Behind the Sun" è il tuo ultimo album. Vogliamo parlare di come è nato?
THBS è nato mentre lavoravo ancora al primo disco. Ricordo che Francesco mi inviò un file in cui descriveva questa opera divisa in quattro atti che raccontava una storia epica dalle venature fantasy, in cui c'erano guerre e popoli che lottavano per la sopravvivenza. Mi è piaciuto sin da subito perché sembrava molto più maturo rispetto al lavoro precedente, ma ho cercato di contestualizzarlo in qualcosa di più reale e concreto. La scelta di collocarlo storicamente negli anni della seconda guerra mondiale è nata mentre visitavo Hiroshima qualche anno fa.

5) Pensi che ci siano stati cambiamenti sostanziali nel tuo sound rispetto al passato? E quali sono i più significativi?
Decisamente. Il primo lavoro non saprei nemmeno se definirlo metal, è sicuramente progressive, ma ha una componente molto più oscura e in un certo senso "calma" - ricordiamo che è il lavoro di tre persone con gusti musicali completamente diversi. THBS l'ho praticamente scritto da solo, e volevo un disco che fosse conciso e potente, ma soprattutto che avesse degli assoli di chitarra fulminanti. Quindi ho chiesto ad Alessio Rispoli di aiutarmi nella composizione degli assoli, ed il suo lavoro è stato favoloso. Il crescendo su "Revelation" è semplicemente folle. Alessio è probabilmente il chitarrista migliore con cui abbia mai suonato, e sicuramente collaborerà con Aries Field di nuovo in futuro.

6) Come sono stati finora i pareri riguardo "The Halo Behind the Sun"? Pensi che la gente abbia finora capito i tuoi intenti musicali?
I pareri sono stati molto positivi, e sono veramente contento. Spero se ne parli ancora di più, non è facile raggiungere il pubblico da autore indipendente. 

7) Fai dei live? 
Purtroppo essendo una one-man band, non ho possibilità di suonare live, anche se mi piacerebbe mettere su un gruppo vero e proprio. Il problema principale è che le persone con cui collaboro vivono tutte in parti del mondo diverse (del mondo, non d'Italia)! Sul canale YouTube degli Aries Field potete trovare i video di play through di ogni canzone: non è esattamente live, ma è ciò che più si avvicina.

8) Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro e quali obiettivi che ti eri prefissato pensi di aver già raggiunto?
Mi piacerebbe raggiungere un pubblico più vasto, far sentire i miei pezzi a più persone possibile. Non è facile senza concerti, e internet è così pieno di nuova musica che per farti sentire non basta solo proporre qualcosa di interessante, devi arrivare alle persone giuste. In ogni caso, il mio obiettivo è semplicemente fare musica che mi piace, e non credo mi fermerò! 

9) Grazie del tuo tempo, concludi come vuoi lʼintervista!
Grazie a voi per l'intervista, ed un caro saluto a tutti i lettori di Hot Music Magazine! Vi invito ad ascoltare questo disco perché è frutto di duro lavoro e tanta, tanta passione!


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