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JACK BRAIN "Jack Brain" (Recensione)


Full-length, Broken Bones Records/Ghost Record Label
(2019)

Jack Brain, abbandonati un po' i panni del "post-grunger", nel senso comunque positivo del termine,  questa volta stupisce per una complessità compositiva notevole, unita ad una ricerca delle sonorità che siano il più possibile proprie e di nessun altro, e questi aspetti ci fanno partire già col piede giusto nell'ascolto di questo nuovo lavoro. Se è vero che è stata messa da parte un po' di "ruvidità" che era un po' più ingombrante negli album precedenti, questa volta la carne al fuoco è tanta, e anche a livello di arrangiamenti si è fatto un bel balzo in avanti, con inserti di archi e di altre cose che non erano presenti prima, o comunque molto marginalmente. Il cantato questa volta è più deciso e convinto dei propri mezzi, andando un po' a colmare quel vago senso di indecisione presente prima. "Kaleidoscope" apre il disco, ma è con la seguente "The Child Of The Unknow" che l'artista calabrese stupisce davvero, tra cavalcate rock e impennate quasi metal, ma con un substrato musicale non facilmente classificabile che fa da base per il tutto.

Sono aumentate le parti acustiche, anzi potremmo quasi dire che hanno preso letteralmente il sopravvento in questo nuovo album, come ad esempio dimostrano "A Whisper In The Storm" e "A Lift For The Sun", ballate che mi hanno vagamente ricordato "Suicide Note pt.1" dei Pantera, col loro retrogusto quasi blueseggiante e sudista.
E' comunque palese come Jack Brain questa volta abbia voluto proporre un lavoro un po' diverso dal solito, anche più coraggioso, puntando molto sull'unplugged e su atmosfere ancora più particolari di prima. Se vogliamo, possiamo udire anche qualcosa dei Tool in questo album, ma si parla più che altro di feeling e approccio un po' "stralunato" più che di stile, come si può evincere da un brano come "Elevate", mentre "Universal" continua questa scia di chitarre acustiche suonate in sincrono e accompagnate da archi che impreziosiscono molto il risultato finale.

Il disco continua su questa falsariga, offrendo in verità molto poco in termini puramente "rock" o addirittura "metal", ma perseguendo una strada alternativa in tutti i sensi e, come dicevo, abbastanza complessa e intimista, che ne fa di alcuni episodi qualcosa di più vicino ad un'opera vera e propria più che di un semplice album e basta.
Spero che la gente abbia la voglia di ascoltare con calma questo album e di coglierne tutte le sfaccettature al suo interno, perchè il delitto sarebbe ascoltare superficialmente dei brani che superficiali non lo sono proprio. Ottimo ritorno e anche coraggioso per il nostro Jack Brain, che stupisce pur non tradendo le proprie radici.

Marcello Gabrielli
Voto: 80/100

Tracklist:
1. Kaleidoscope 03:36
2. The Child Of The Unknown 06:12
3. A Whisper In The Storm 04:19
4. Elevate 02:56
5. Universal 03:47
6. Ocean Slumber 05:02
7. The Reason 03:08
8. A Lift For The Sun 04:18
9. Tempting Flow 02:46
10. Iridescent 03:06

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