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DAIMON D. "Clouds As A Shelter" (Recensione)



EP; Ghost Record Label

(2019)

Introduciamo l'album con le note della band stessa:


“E’ un album che parla dell’animo umano e dei suoi tormenti. Malinconia, amori e soprattutto il disagio del vivere in un mondo in cui troppo spesso ci si sente fuori luogo. I pezzi dell’album sono un viaggio dentro una o mille persone, tra amori travagliati, in cui la rabbia e il senso di rivalsa si alternano alla rassegnazione e introspezione, dove la ricerca di un equilibrio interiore spesso diventa un dialogo. Le sonorità seguono il vortice emozionale passando da suoni pieni e energici a dolci carezze melodiche a tratti ipnotiche che supportano una voce calda e graffiante. L’album racchiude il vortice di emozioni che scaturiscono dalla confusione della mente e del cuore in cui tutti almeno una volta nella vita si trovano a dover affrontare”.


Certo che quando noi quarantenni ascoltiamo album come questi, veniamo immediatamente presi da un po' di nostalgia per gli anni Novanta e per tutta la scena alternative che padroneggiava in quegli anni. In questo album ci sono echi di band come Nirvana, Smashing Pumpkins, Bush, ma anche qualcosa di vagamente riconducibile ad artisti come Placebo, Beck o Garbage, ovvero quando le chitarre e la batteria diventano meno arrembanti e si fa strada il lato più rock che grunge dei Nostri. Ed in effetti è proprio su questo aspetto che vorrei soffermarmi, cioè sul fatto che la band è una sorta di ibrido tra tentazioni grunge e rock abbastanza canonico nei tratti, basti ascoltare il brano "Waiting For The End", che si presenta energico e malinconico, ma basato su un tempo di batteria in semplice 4/4, che fa battere il piedino e fa muovere la testa, nonostante sia intervallato da parti più ragionate e lente che stemperano l'adrenalina prima e dopo ogni bordata rock.

Abbiamo poi pezzi come "Confusion", dove la timbrica vocale e l'atmosfera vagamente sognante riportano alla già citata band di Billy Corgan, mentre in "Dream" possiamo constatare l'anima più ruvida e grunge dei Nostri. Sono belle le alternanze, anche in questo brano, tra territori più elettrizzanti ed altri che definirei di "attesa", che creano pathos prima e dopo i vari sfoghi di chitarre e batteria. Segnalerei ancora la bella e toccante "Empty Mirror", che si apre in sordina e poi nel finale esplode in un mix di rabbia, malinconia e melodia, con tanto di struggente assolo di chitarra a sottolineare la parte più intimista dei Nostri, e la finale "What I See", che mi ha ricordato le ballate più intimiste dei Nirvana, tipo "Something In The Way", per intenderci.

Un lavoro sicuramente riuscito, questo ep dei Daimon D., che offre emozioni vere e sincere, e che nonostante la semplicità della proposta, sa come e dove colpire l'ascoltatore. Attendiamo ulteriori sviluppi, che sono doverosi per una band che è da poco sulle scene, ma la strada è quella giusta!

Recensione a cura di: Sergio Vinci
Voto: 70/100


Tracklist:

1. In The Rain 04:09 
2. Waiting For The End 04:52 
3. Confusion 04:07 
4. Dream 04:22 
5. Empty Mirror 05:06 
6. What I See 04:22

WEBLINKS:
https://www.ghostrecordlabel.com/
https://www.facebook.com/Daimon-D-207542436519459/

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