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Band della settimana: PHANTOMATICA


1) Benvenuti Phantomatica! Ci volete raccontare qualcosa di voi e del vostro nome?
L’aggettivo “fantomatico” significa letteralmente “che sfugge misteriosamente ad ogni identificazione”. Il lato divertente è che la scelta di quella parola è arrivata dopo aver scritto una canzone dal titolo “Phantomatic Queen” che ci auguriamo possa uscire con il prossimo album, comunque il motivo della scelta è che il suo significato rispecchia in pieno la filosofia del gruppo.

2) Quali band vi hanno ispirato? Personalmente ho riscontato nel vostro sound alcuni influssi provenienti da band "alternative" degli anni Novanta. Concordate?
Le influenze sono moltissime dagli anni '60 ai ’00 ma non c’è un accento ben definito su un genere specifico, l’idea è quella di confondere per sfuggire il più possibile alle limitanti etichette che il pubblico ha bisogno di mettere in ogni modo e in ogni momento, alla fine lo fanno comunque ma è ironico vedere come ognuno poi abbia un’idea diversa della band.

3) "Look Closer"è il vostro nuovo lavoro, c'è un messaggio all'interno di questo disco? E di cosa trattano in generale i vostri testi?
Look Closer è un’esortazione è guardare le cose più da vicino e più in profondità, in un periodo storico dove tutto viene valutato velocemente e trattato superficialmente andare controcorrente diventa un dovere.


4) Pensate che ci siano stati cambiamenti sostanziali nel vostro sound rispetto al passato? E quali sono i più significativi? 
Il nostro sound era molto “classico” all’inizio poi nel tempo è stato arricchito e anche “rinfrescato” dal produttore del nostro primo album Fabio De Sanctis che ha aggiunto sintetizzatori ed arrangiamenti più moderni che hanno secondo noi giovato molto al sound della band.

5) Come sono stati finora i pareri riguardo "Look Closer"? Pensate che la gente abbia finora capito i vostri intenti musicali? 
Dalle tante recensioni ricevute la sensazione più comune è stata quella di una rock band con un grande potenziale ma che deve ovviamente ancora dimostrare molto. Ci siamo accorti che siamo apprezzati di più da chi conosce bene il rock e questo ci da tanta soddisfazione ma in un’epoca dove il rock è sempre più un nostalgico ricordo è normale non essere capiti fino in fondo perché manca l’attenzione necessaria. L’idea del gruppo è sempre stata quella di creare canzoni che migliorano ad ogni ascolto e non di suonare motivetti estivi.


6) Siete attivi sul fronte live? E cosa pensate del fatto che nel nostro Paese è sempre più difficile organizzare date di un certo spessore, data la carenza di locali adeguati e pubblico? 
La storia è ciclica e in un qualche modo anche quella musicale lo è. Ora si sta toccando il fondo anche perché la musica è richiesta sempre di più come un intrattenimento fine a se stesso e non più come mezzo utile a riflettere e quindi a crescere interiormente, per questo sono rimasti pochi i musicisti disposti a scendere in profondità. Di positivo c’è che dopo tanti anni di buio tanta gente sta iniziando gradualmente a stancarsi di ascoltare spazzatura e iniziano a cercare buona musica.

7) Quali sono i vostri obiettivi per il futuro e quali obiettivi che vi eravate prefissati pensate di aver già raggiunto?
L’obiettivo principale è di continuare a fare musica che abbia un certo valore cercando di non perdere mai la giusta centratura cercando di farsi trovare pronti quando arriva una buona occasione discografica

8) "Look Closer" è uscito come autoproduzione, se non erro. Siete alla ricerca di una label per caso, e che cosa ricercate in questa? 
Si siamo in cerca un’etichetta o di una casa discografica che ci proponga un progetto serio e con le idee chiare

9) Grazie del vostro tempo, concludete come volete lʼintervista!
“Io sono un sostenitore del… come si chiama… rock.”
Papa Giovanni Paolo II

Intervista a cura di: Sergio Vinci


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