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Intervista: MARCO GERMANI


1) Benvenuto Marco! Iniziamo subito a parlare del tuo nuovo videoclip e singolo "Storing The Past". Siamo rimasti molto colpiti sia dalla musica che dalle immagini. Puoi presentarlo ai nostri lettori? 
Il brano è molto ispirato dall’industrial e dall’elettronica anni ’90, ci sono citazioni come “Smack my bitch up” e “I’ve got the power”, oltre che discorsi di influenti personaggi americani, dal punto di vista musicale è un tributo ad artisti che hanno mescolato in modo pionieristico elettronica a sonorità metal (Nine Inch Nails, Marilyn Manson, Prodigy, Massive Attack), il video invece vuole essere un omaggio ai film sci-fi anni ’70, quando bisognava inventarsi qualcosa di strano e curioso perché non esisteva la grafica digitale, sono un grande fan della fantascienza e sento un po’ la mancanza di film come Fahrenheit 451, Rollerball, Interceptor, etc. Insieme alla mia compagna ci siamo inventati una piccola sceneggiatura e abbiamo usato oggetti vintage miei, suoi e di amici per stuzzicare la curiosità degli over 30. 

2) La tua musica è un bell'affresco di varie influenze, che spaziano tra metal, elettronica e industrial, e questo dona al tutto un risultato non banale e a tratti imprevedibile. Come riesci ogni volta a rinnovarti e quali artisti ti influenzano? 
Ascolto e suono tantissimi generi musicali, dal rock 60-70, alla pop dance anni ’80, hard rock e metal anni ’90, alternative rock post 2000 e alle volte mi trovo anche a fare dei Dj set multigenere per feste e matrimoni quindi penso di aver immagazzinato tanti stili e generi. Oggi si può trovare tanta musica di qualità nell’underground e nel web tramite consigli di amici, siamo sommersi da YouTubers che desiderano solo farsi vedere e fare visualizzazioni con cover o noiosissimi tutorial, io penso che si sia perso il gusto dell’ascolto ed è molto grave per il nostro mestiere. 
Gli artisti che mi hanno influenzato sono molti, tra i più importanti direi: Metallica, Marilyn Manson, Guns, Megadeth, Extreme, Van Halen, Queen, Nine Inch Nails, Steve Vai, Dream Theater, Nirvana, Aerosmith, Red Hot, Foo Fighters, Tool, Alter Bridge, Eric Clapton, Dire Straits, Pink Floyd , Police, David Bowie, Skunk Anansie, Halestorm, Muse, Prodigy, Jimi Hendrix e i Doors, da tutti ho imparato molto sia per la parte chitarristica, sia per gli arrangiamenti e le idee creative. 

3) Vuoi parlarci di come nasce un tuo brano e come avviene poi il processo di registrazione? 
Alle volte da diversi riff di chitarra, altre volte da sonorità elettriche o da una melodia, qualche volta improvvisando su una base che costruisco, spesso mando le mie idee a cantanti che creano testo e linea melodica, poi le sistemiamo insieme in studio. In genere con il PC produco sempre una base con tutti gli strumenti e poi valuto se cambiare la struttura, togliere o aggiungere qualcosa, poi registro delle voci guida se è un brano cantato o le melodie se è strumentale e lo faccio ascoltare ai miei collaboratori e alla mia compagna, poi lo abbandono per un un po’ ed infine procedo ri-registrando in modo più preciso tutti gli strumenti (alle volte li faccio registrare da strumentisti sotto mia guida), alla fine lo mixo e lo finalizzo, faccio tutto da solo ma durante il processo finale mando provini ad amici competenti per avere un feedback. 

4) Data la non facile proposta, vorremmo chiederti come riuscirai a portare dal vivo la tua musica. Credi che riuscirai a ricreare tutto ciò che hai realizzato in studio? 
Non tutti i brani vengono portati live per ovvi motivi, anche se avendo scelto cantanti polistrumentisti e potendo usare sequenze teoricamente potrei riprodurre tutto, ma preferisco creare uno show più d’impatto e magari alcuni brani li stravolgo e li faccio diventare delle improvvisazioni con dei samples che lancio con un drum pad usando bacchette fluorescenti. Dal vivo è importante catture l’attenzione, sul web meglio lavorare sull’originalità, il live e lo streaming sono mondi differenti, personalmente preferisco sempre l’interazione perciò dal vivo è tutto più semplice. 

5) Sei da solo in questo progetto. Hai già piani per il futuro e pensi di continuare da solo o di far diventare Marco Germani come una vera e propria band? 
Una band esiste già e si chiama Limbo Neutrale, come il romanzo che ho scritto, preferisco non presentarmi con nome e cognome, ma rendere inediti e cover un progetto più corale, per la produzione distinguo come Marco Germani ciò che nasce e si sviluppa nella mia testa, al massimo con un featuring di un cantante, mentre utilizzo Limbo Neutrale per i brani più “da band” con una struttura meno elettronica, anche se nel caso di storing The Past nel video ho coinvolto come comparse gli altri membri della band, la mia compagna che è anche regista ed il mio amico e collaboratore Davide Pagliano che è un perfetto Charles Manson, ma anche un ottimo tastierista e fonico. 

6) Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro e come pensi di conciliare questo tuo progetto con i tuoi altri progetti musicali, tra cui gli interessanti e recenti Limbo Neutrale? 
Non è difficile perché la band suona un repertorio molto vasto che spazia dalla cover e diversi inediti, mentre ciò che produco per ora sono brani singoli che convergeranno in un EP che sarà il seguito di N.D.E. (ultimo mio lavoro solista) , vorrei poi produrre un EP di cover con Limbo Neutrale e inoltre alcuni dei brani dell’album saranno suonati con la band, come è stato il primo singolo di rilancio del progetto dal titolo “Abreaction”. 

7) Vuoi parlarci un po' della tua label After Life Music Dimension e di come scegli gli artisti che poi collaboreranno con te? 
After Life è un laboratorio di arte e mestieri, quindi tutti hanno diritto di mettersi in gioco. Molti artisti però non sanno distinguere il percorso creativo che si fa in studio da quello live, inoltre non hanno una strategia precisa, i giovani pensano di diventare famosi con i social e le persone più avanti con l’età di trovare l’etichetta discografica o il produttore che li renda famosi, sia l’una sia l’altra cosa sono assurde al giorno d’oggi, perché il successo si ottiene fidelizzando i fan e questo è un lavoro lungo e difficile. Inoltre andando a vedere le proposte di musica live dei locali ti accorgi che questi non brillano certo per scelte artistiche fantasiose. Tentiamo di fare cultura e di formare nuovi professionisti che si faranno strada nei meandri del web o in giro per il mondo, o anche solo di realizzare un video e un brano che rappresentino la personalità di chi ha scritto la canzone o collaborare con chiunque abbia a cuore la musica dal vivo. 

8) Indubbiamente, oltre alle tue qualità di musicista e compositore, colpisce la tua passione e perseveranza. Sapendo che non è facile emergere dall'underground, dove trovi l'energia per continuare a proporre la tua musica? 
Spero sempre che un giorno le persone la smettano di farsi rincoglionire dai media e dai talent show, prendano una chitarra o un microfono in mano e provino a fare qualcosa di serio, ma vedo da troppi anni la ricerca della strada “facile”. Dave Grohl dice che bisogna imparare a fare schifo su un palco e secondo me ha ragione, continuerò a proporre la mia musica fino a quando qualcuno la vorrà ascoltare e altri avranno il piacere di suonarla, non mi sono scelto questo mestiere per fare soldi, ma per poter essere libero di suonare tutti i giorni e non schiavo di un lavoro che non mi rappresenta, questo mi ha portato a delle rinunce ma la libertà ha un prezzo, il prezzo è essere un artista di nicchia. 

9) Sei ormai un musicista "navigato", quindi ti chiedo: quale è il tuo sogno adesso come artista per poterti realizzare completamente? 
Non mi dispiacerebbe poter comporre una colonna sonora per un corto, un film o un videogioco e una tournée di supporto a gente importane, sono cose che possono arrivare con il tempo, al momento spererei in qualche promoter capace di fissare delle date e locali che abbiano a cuore gli emergenti, ho visto tempi migliori negli anni ’90, ma non credo che la musica indipendente sia morta. 

10) Concludi come vuoi l'intervista! 
Grazie per il vostro tempo e per aver ascoltato quello che avevo da dirvi, la gente in generale è messa male quindi è molto difficile farsi conoscere e attirare attenzione, le fanzine fanno un ottimo lavoro in questa direzione, spero possiate gradire i miei progetti attuali e futuri… 

Intervista a cura di: Sergio Vinci


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