INTERVISTA: JACK BRAIN


1) Bentornato sulle nostre pagine Jack Brain! Ci vuoi raccontare cosa è cambiato dal precedente album al nuovo "The Seeker"?

Ciao Sergio, grazie mille ancora per lo spazio. Sono cambiate molte cose rispetto al debut album,innanzitutto il mood, che è molto più positivo, poi dal punto di vista della scrittura dei testi ho notato un passo in avanti rispetto al disco precedente dove questi erano magari più diretti però ancora un pò ingenui. Epic Spleen è stato un disco rischiosissimo per me, sia perchè era la mia prima uscita come solista e sia per le tematiche molto personali, c'è stato un periodo in cui ho provato una sorta di amore/odio verso quel lavoro. Con The Seeker invece ho usato un approccio diverso, meno timoroso e ciò ha influito sul risultato finale.

2) A quali band ti sei ispirato inizialmente, e a quali ancora ti ispiri?

Il progetto mantiene sempre le influenze iniziali, ovvero tutto il grunge misto ad un'attitudine post punk e industrial,è cambiato qualcosa solo nell'atmosfera generale che si è fatta più aggressiva e fumosa. Nel periodo in cui ho cominciato a scrivere The Seeker ascoltavo roba diversissima, dall'indie di "abandoned shopping trolley hotline" dei Gomez o addirittura l'house di "2future4u" di Armand van Helden, a roba più aggressiva come Extreme noise terror, Gallon Drunk e Placebo Effect. Ultimamente invece ho apprezzato molto "Two,geography" di Any Other, artista nostrana che si sta finalmente ritagliando il meritato spazio nella scena rock/indie.

3) "The Seeker" è il tuo nuovo lavoro, c'è un messaggio particolare all'interno di questo disco? Vuoi spiegarcelo più nel dettaglio?

The Seeker è un concept album, la storia è una sorta di Alice in wonderland moderna ,però il mondo fantastico dove la ragazza viene catapultata è quello da incubo del protagonista maschile di cui è innamorata. Lei viene così a contatto con i suoi segreti e tutte le sue paure,iniziando un rapporto problematico e caotico. Il messaggio che ho cercato di dare è quello di non farsi stritolare da certi meccanismi della mente, è molto facile sprofondare in un vero e proprio abisso di disperazione e trascinare con te chiunque ti è vicino, bisogna reagire ed evitare tutto questo e la musica o l'arte in generale è un'ottima forma di terapia. Almeno per me è stata fondamentale.

4) Cosa ti spinge a portare avanti da solo un progetto come Jack Brain? E perchè la tua scelta di farlo da solo?

Questo progetto è nato con l'idea di esprimere qualcosa di fortemente personale e di sperimentare liberamente con i generi che più apprezzo. Con altri componenti l'idea base verrebbe snaturata e non sarebbe pìu una one man band.

5) Come sono stati finora i pareri riguardo "The Seeker"?

Finora i pareri sono stati molto positivi, ottime recensioni e grande responso da parte di chi ha ascoltato.

6) Sei attivo sul fronte live, e che spettacolo cerchi di offrire al pubblico?

Purtroppo sul fronte live non sono attivo al momento, la difficoltà principale sta nell'accordatura delle canzoni che è differente tra un brano e un altro,quindi mi servirebbero come minimo quattro chitarre eheheeh. Mi sento un pò Nick Drake in questa situazione ehehe.

7) Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro e quali obiettivi che ti eri prefissato pensi di aver già raggiunto?

I miei obiettivi sono sempre gli stessi, ovvero lasciare una traccia all'interno della scena underground, ottenere dei responsi positivi da parte del pubblico e crescere musicalmente di album in album. Ho avuto molti giudizi positivi sul mio lavoro da parte di gente che ascolta ed è appassionata di vera musica e questo per me conta tantissimo.

8) Concludi come vuoi l'intervista!

Grazie mille per l'intervista. A breve comincerò il mixaggio e il master della seconda parte di The Seeker, nel frattempo, per chiunque volesse dare un'ascoltata al mio nuovo album, lascio qui il link bandcamp: https://jackbrain.bandcamp.com/album/the-seeker


Intervista a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"

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