OVERKHAOS "Beware of Truth" (Recensione)


Full-length, Rockshots Records
(2017)

Gli Overkhaos sono una formazione pugliese, più precisamente di Taranto. “Beware Of Truth” è il loro primo full-length, una specie di concept all'interno del quale possiamo trovare temi come la disanima dell'attuale aspetto ambientale legato soprattutto alla zone da cui provengono i Nostri (il caso Ilva, ad esempio), e allargando poi il tutto ad una attenta denuncia sociale con riferimenti piuttosto aperti all’inquinamento ormai incontrollato, con nessuno scrupolo da parte di chi continua ad immettere sostanze nocive nel nostro ecosistema, per passare poi al drammatico tema della crescente percentuale di casi tumorali dovuto, appunto, all'inquinamento e anche una denuncia a chi governa per la pessima gestione della problematica lavoro, con tassi di disoccupazione altissimi e sfruttamento in generale. In tutto questo gli Overkhaos costruiscono una storia di "fantasia" dove in un ipotetico futuro il potere è in mano ai soliti potenti, alle lobbies che agiscono proprio come certi massoni, e dove la immaginaria "Khaos Inc." si oppone con tutte le forze, cercando di restituire dignità e giustizia in un mondo che viene deturpato da ogni tipo di sopruso e inganno.
Passando alla musica, i paragoni che mi sono venuti in mente ascoltando questo “Beware Of Truth” sono da ricercarsi in alcuni capolavori di heavy-prog metal che hanno fatto la storia. Sia per l'aspetto lirico incentrato su un concept, e sia per l'aspetto musicale, potremmo tirare in ballo due grandissimi capolavori come "Metropolis Pt. 2: Scenes from a Memory" dei Dream Theater o anche "Operation: Mindcrime" dei Queensrÿche, ma potremmo sicuramente trovare molti punti in contatto anche con molti lavori dei Symphony X e dei Fates Warning. Probabilmente, per cercare di descrivere la proposta di questi Overkhaos a chi non li conosce, credo che potrebbero bastare questi album e queste band appena citate come punti di riferimento, ma sappiate che non siamo al cospetto di una copia mal riuscita di altri più famosi ma che anzi, i Nostri si pongono praticamente ad un livello di parità qualitativa, o ci vanno molto vicino.

A partire dalla bella intro "Prelude" la band mostra subito sapienza nel coniugare tecnica, potenza e indovinati inserti di tastiera che donano atmosfera e respiro alle serrate strutture che la band imbastisce. Il tutto sfocia nella spettacolare "Silent Death", uno splendido affresco heavy-prog metal nel quale la band si dà da fare nel costruire una canzone trascinante e veloce in alcuni tratti, ma non trascura la potenza, sottolineata da parti più granitiche e groovy sottolineate dalla tmbrica in growl di Mimmo D'Oronzo, cantante preparatissimo e versatile in ogni frangente, capace di passare da ottime parti in pulito ad altre più cattive, come in questo caso. "Solar Starvation" inizia oscura e dall'incedere minaccioso, per poi esplodere in un up tempo bello deciso, fino ad arrivare a dei piccoli stralci più cadenzati. Mi preme sottolineare la prova stellare di tutta la band, ma il cantante si rende nuovamente protagonista di una prova mostruosa! Dalla metà in poi abbiamo maggiori influssi power-prog, con duelli di chitarre in tapping e situazioni di più ampio respiro. Si prosegue con "Khaos Inc", un episodio che mi ha fatto saltare in mente anche la drammaticità di certi Nevermore, ma il tutto inserito in un contesto più classicamente heavy, dove potrei anche citare come assonanza anche qualcosa dei Communic. Preziosissimi gli interventi di chitarra posti verso la metà del brano, assoli melodici e tecnici che si avvinghiano subito alla mente dell'ascoltatore, mentre la sezione ritmica ad opera di Anna Digiovanni (basso) e Andrea Mariani (batteria) si rivela ancora una volta precisa e possente e di grande levatura tecnica. "The Lie You Need" è una balla cavalcata power-heavy metal dove la batteria spesso si esprime in tempi sincopati e dove la voce spesse volte si fa davvero brutale. Il tutto è filtrato sempre sotto un'ottica progressive e la melodia è posta sempre come elemento primario, così come il lavoro di chitarra, che in questo brano si dipana spesso in indovinate armonizzazioni di chitarre gemelle per poi nel finale esplodere in un fantastico e potentissimo riffing che rasenta il thrash metal. Molto alla Symphony X è "Crumbling", arrembante e raffinata al tempo stesso, mentre "White Light" si apre con chitarre acustiche e voce dimessa, ma presto l'anima heavy metal dei Nostri prende il sopravvento, confezionando un brano forse meno irruento rispetto ad altri, ma comunque convincente, sebbene non imprescindibile. D'altronde siamo verso la fine dell'album e la band non ha ancora sbagliato un colpo, quindi un brano non propriamente a fuoco ci può stare, anche se siamo su livelli più che discreti! E dopo infatti abbiamo uno degli episodi migliori del lotto, una deflagrante "Die Catsaw!" che ci ha fatto letteralmente saltare dalla sedia acon la sua furia, sebbene nel finale mostri nuovamente tutta la carica melodica ed emotiva di cui la band è munita. Abbiamo un ospite come Derek Sherinian in "Anna's Song", che dona atmosfera futuristica grazie alle sue tastiere, in un brano un po' diverso dagli altri, forse leggermente più votato verso la modernità, ma comunque sempre saldamente ancorato alle sonorità che sono state messe in atto finora.

Chiude l'opera "Deadline", un brano molto riflessivo, cupo e malinconico, meno immadiato rispetto alla media degli altri, una suite di oltre sette minuti di durata dove la band riesce a convincere ancora una volta, grazie soprattutto ad un lavoro nuovamente stratosferico delle due asce, Davide Giancane e Giuliano Zarcone, che riescono a tessere trame molto toccanti. Prestazione d'insieme nuovamente encomiabile da parte di tutti i musicisti, che con questo brano rimarcano come siano in grado di poter comporre grandi canzoni a prescindere dal feeling che si andrà ad approfondire maggiormente.
In conclusione non mi resta molto da aggiungere. Se siete fan del progressive e dell'heavy metal in generale non vi è una sola ragione per la quale non dovreste far vostro questo album. Al suo interno ritroverete tutti gli elementi che vi hanno fatto innamorare dei big del genere, e calcolando che siamo ad un debutto, non oso immaginare di cosa potrebbe essere capace la band in futuro...Super!

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 87/100

Tracklist:
1. Prelude 02:47 instrumental
2. Silent Death 04:46
3. Solar Starvation 05:35
4. Khaos Inc. 05:56
5. The Lie You Need 05:21
6. Crumbling 04:19
7. White Light 05:11
8. Die Catsaw! 05:06
9. Anna's Song (feat. Derek Sherinian) 07:17
10. Deadline 07:46 

DURATA TOTALE: 54:04

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