ELEIM "Freak" (Recensione)


Full-length, Buil2Kill Records
(2018)

Gli Eleim sono una band che letteralmente mi ha riportato in territori a me molto familiari. Essendo io ormai un quarantenne un po' brontolone e nostalgico, ogni volta che sento un disco che mi riporta indietro con gli anni e mi fa rivivere per un po' di minuti certe sensazioni memorabili, mi sciolgo e mi viene voglia di non togliere più dallo stereo il disco in questione!

Questo è il caso di "Freak", terza fatica in studio di questa band nata nel 2010 in Toscana, che combina la potenza del thrash metal, con la melodia della lingua italiana. Ma non finisce qui. I Nostri fanno quel genere che ormai è andato in disuso, e stiamo parlando del crossover. Ormai abbiamo un panorama di etichette e denominazioni varie immenso, ma una volta quando una band proponeva un mix di generi, e di certi generi in particolare, si definiva semplicemente crossover. Un altro elemento che li accomuna a questa etichetta è a mio avviso il loro cantare orgogliosamente in lingua madre, cosa che negli anni Novanta rese gente come i Linea77 come una delle realtà italiane da seguire, sebbene loro non cantassero solo in italiano. Ma è indubbio che questa usanza parte da molto più lontano e ha forti radici -core, ovvero in quella scena punk-hardcore italiana che negli anni Ottanta propose gruppi d'eccellenza come Negazione in primis, e anche Wretched, Peggio Punx, Nerorgasmo e via dicendo. Tutta gente che ha gettato basi solidissime per un futuro di band che ha scelto l'italiano come espressione di testi impegnati e pungenti.

Gli Eleim vantano collaborazioni con Emil Bandera (ex Death SS) ed Andrea Cardellino (Impero delle Ombre) e propongono crossover, si è capito, ma per i più ignoranti in materia potremmo facilitare la cosa dicendo che loro suonano un ottimo ibrido thrash-core/crossover/groove metal che è fatto su misura per gli amanti delle sonorità alla Pantera, Lamb of God, Helmet, Machine Head e Slipknot. Sin dall'iniziale "I Nuovi Mostri", questi quattro ragazzi ci travolgono letteralmente con una musica che sa bilanciare in maniera ottima potenza, groove, melodia e testi al vetriolo. Il tutto ha dei suoni pazzeschi e il cantato potrebbe inizialmente lasciarvi interdetti, ma solo perchè magari molti di voi magari non sono avvezzi a sentire urlare in lingua italiana, ma procedendo con gli ascolti potrete apprezzare non solo le melodie vocali, ma anche il significato delle parole, che arrivano dritte alla mente e al cuore. Impossibile rimanere impassibili, ad esempio, a pezzi straordinari come "Danza Macabra" o la deflagrante "Mari", perchè al loro interno troviamo tantissima carne al fuoco: riffing serrato, batteria devastante, cantato bastardissimo e inserti inaspettati che donano al tempo stesso più respiro e freschezza, ma anche una maggiore pesantezza, elementi che richiamano molto i primi Machine Head e i Gojira.
Dovendo elencare ancora dei brani che mi hanno colpito più di altri, non posso esimermi dal sottolineare la ultra heavy "Erotica", contaminata da dissonanze chitarristiche che le donano un aspetto macabro e insano, oppure "Ali di Carta", melodica e ruffiana al punto giusto, con dei bei cori trascinanti.

Chiudendo, dico solo che a parte gli episodi che ho citato, tutto l'album si distingue per una qualità musicale elevata e che la band con gli strumenti ci sa fare davvero, e questo gli consente di scrivere dei pezzi che a livello stilistico magari non inventano nulla di nuovo, ma che colpiscono in quanto costruiti molto bene e baciati da una produzione da "big". Band da tenere sott'occhio sicuramente!

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 80/100

Tracklist:
1. I Nuovi Mostri
2. Fate Di Confine
3. Erotica
4. Ali di Carta
5. Piccolo Mio
6. Mari
7. Danza Macabra
8. Marrick
9. A Cuore Aperto
10. Edward Mondrake

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