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AUTOTHEISM - "CLSTVM - Dogma Sculptured in the Flesh" (Recensione)


Full-length, Independent
(2018)

E' bello constatare che il death metal, e in genere il metal estremo, gode ancora di buona salute. E ancora meglio è quando le conferme arrivano dal nostro Paese, l'Italia. E' però altresì incredibile come nell'underground si nascondano realtà che possiedono notevoli qualità, e questi Autotheism ne sono la dimostrazione lampante. Un link arrivato in sordina, un nome che non avevo mai sentito, ma un ep pauroso sotto ogni aspetto. Tellurici, misteriosi, classici e sperimentali al tempo stesso, i Nostri ci propongono un solo brano per una durata complessiva che supera i diciassette minuti di durata ma che, credetemi, non vi annoierà affatto.

La ricetta di questa band è al primo impatto semplice, ma se ascolterete più volte questo disco vi accorgerete di tutta una serie di particolari che vi faranno ricredere. Da una base death metal che pesca molto da gente come Immolation e Morbid Angel, questi ragazzi riescono ad aggiungervi ancora più oscurità e malvagità, il tutto rivisto sotto una luce caotica che brilla di brame apocalittiche, e che per certi versi potrebbe rimandare ad un'altra band che negli ultimi anni si è fatta strada per la sua proposta particolare, ovvero i Portal, portabandiera di un concetto di innovazione nel death metal che passa attraverso soluzioni mai banali, schizoidi, visionarie e audistruttive. E penso che questi Autotheism abbiano probabilmente attinto un po' anche da loro, elemento ravvisabile soprattutto nell'uso molto particolare e dissonante del riffing chitarristico, e raggiungendo una maturità tale da potersi permettere di sfornare un disco di quasi venti minuti, di un solo brano, e di fare centro in tutto, come dimostra ogni ottimo musicista coinvolto in quest'opera.

Molte volte si dice che la perizia tecnica non è fondamentale per fare della buona musica, e io in parte sostengo tale teoria, ma è pur vero che che ascoltando "CLSTVM - Dogma Sculptured in the Flesh", viene spontaneo pensare che se la band non avesse avuto un bagaglio tecnico così elevato, non sarebbe stata in grado di pensare e partorire questo piccolo gioiello.
Essendo che la band è alle sue prime armi, non mi sento che aggiungere ancora lodi per quanto dimostrato in questi diciassette minuti, auspicando che al più presto ci regalino altra ottima musica, magari sotto forma di full-length. 

Per adesso questo album batte sicuramente nomi ben più blasonati usciti in ambito death metal di recente (chi ha detto Morbid Angel?), grazie ad una proposta affascinante e convincente, e ad una band che letteralmente, suona con le palle quadrate.

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 85/100

Tracklist:
1.Dogma Sculptured In The Flesh

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